Tre paesi per investire

di Chiara Basciano

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Addio paesi emergenti, cambia ancora una volta la carta geografica per gli investimenti

Per anni si è guardato ai paesi emergenti dell’Oriente e del Sud America come ai rifugi sicuri del capitale, ma le cose cambiano velocemente e il 2015 potrebbe veder crollare alcune certezze.

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Già da ora infatti si vedono le prime crepe nel sistema della Corea del Sud, mentre India e Indonesia non promettono più investimenti sicuri, l’unico paese a rimanere non solo saldo ma a mostrare evidenti segnali positivi è le Filippine. Una crescita veloce degli ultimi anni e finanze pubbliche in condizioni eccellenti fanno diventare questo paese l’unico della zona orientale in cui investire.

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Per quanto riguarda l’America Latina invece è solo il Messico a mostrare segnali positivi. Un’espansione del credito molto attiva e un commercio molto equilibrato mettono il paese sul podio insieme alle Filippine. Infine sale accanto a loro l’Ungheria, mentre la Polonia sta evidentemente rallentando. L’Ungheria mostra una ripresa notevole che le sta facendo superare la crisi iniziata nel 2008.

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Cina, Brasile e Repubblica Ceca non sono più paesi a cui guardare per gli investimenti, ma non c’è da stupirsi, si tratta di equilibri molto precari e di capovolgimenti che solo gli addetti ai lavori possono sperare di prevedere. Per questo anche è sempre bene affidarsi ad esperti del settore, senza improvvisare con i propri capitali.

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