Il Milleproroghe è legge: spazio ai correttivi

di Noemi Ricci

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Dopo la firma di Napolitano il Milleproroghe è legge, ma il Quirinale chiede porte aperte a "opportuni correttivi". Confermato dunque il testo modificato alla Camera.

Il Milleproroghe è legge. Dopo l’approvazione alla Camera con voto di fiducia sul maxi-emendamento (che altrimenti sarebbe scaduto ieri 27 febbraio) e dopo il “sì” del Senato sul testo blindatissimo (159 voti a favore, 126 contrari e due astenuti), anche il Quirinale ha firmato il decreto.

Una legge ritenuta “un pasticcio” per l’opposizione, mentre la maggioranza ha ribadito che le modifiche sono seguite ai rilievi costituzionali del capo dello Stato e che il ricorso alla fiducia è stato obbligato dai tempi “stretti”.

Il presidente della Repubblica Napolitano, che aveva ritenuto il vecchio testo incostituzionale, ha chiesto che venga tenuta aperta la strada per adottare “opportuni correttivi“.

Nel comunicato del Quirinale si legge infatti che «Il Presidente Napolitano ha preso atto dell’impegno assunto dal Governo e dai Presidenti dei gruppi parlamentari di attenersi d’ora in avanti al criterio di una sostanziale inemendabilità dei decreti-legge» e che «restano comunque disposizioni in ordine alle quali potranno essere successivamente adottati gli opportuni correttivi, alcuni dei quali sono del resto indicati in appositi ordini del giorno approvati dalle Camere o accolti dal Governo».


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