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SISTRI: cancellazione dopo sospensione nel DL Sviluppo

di Noemi Ricci

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SISTRI, le imprese chiedono che venga abolito. Il sistema va ridisegnato da zero, non basta la proroga del Dl Sviluppo al 2013. Le proposte di Confartigianato e Confagricoltura.

Il SISTRI non ha pace. Dopo le infinite proroghe il Governo ha deciso di rimandare l’entrata in vigore del sistema informatico per la tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi non oltre il 30 giugno 2013, per effettuare le verifiche tecniche sul funzionamento del sistema, necessarie per la sua messa in opera.

Una “sospensione” inserita nell’ultimo Decreto Sviluppo che fondamentalmente si traduce in una nuova proroga, di 12 mesi, mentre inizialmente sembrava che la squadra di Monti fosse intenzionata a cancellare del tutto il SISTRI.

Un sistema al quale ormai nessuno crede più, pur condividendo lo scopo di base per il quale il precedente ministro dell’Ambiente lo aveva pensato: combattere le ecomafie.

Dopo anni di proroghe e di proteste da parte di associazioni, operatori e imprese della filiera dei rifiuti e dei trasporti sui malfunzionamenti del SISTRI appare poco probabile che entro un anno il sistema possa essere realmente pronto a partire.

Così ora la richiesta presentata al Governo dalle associazioni è di abolire definitivamente il SISTRI, come già auspicato dalle imprese al momento della discussione del Decreto Sviluppo in Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2012. Lo scopo della soppressione definitiva del SISTRI, precisano le imprese, non è di sfuggire ai controlli ma di permettere ai tecnici di rimettere mano al progetto e di realizzare finalmente un sistema efficiente e funzionante, senza problemi di scadenze.

Per Confartgianato si tratta di «un sistema inadeguato sotto ogni punto di vista e da ridisegnare da cima a fondo».

Concorde Confagricoltura, il cui presidente Roberto Arione ha spiegato che «il continuo tira e molla che interessa da anni il SISTRI è la dimostrazione lampante di come tutto l’impianto non possiede le necessarie caratteristiche e prerogative per essere lo strumento adatto a gestire la tracciabilità dei rifiuti speciali» pertanto «è giunta l’ora di trovare, una volta per tutte, un’alternativa a questo processo».

«Tra l’altro» ricorda Carlo Piccinato, Segretario Generale di Confartigianato Imprese Unione di Brescia «le nostre aziende hanno dovuto versare le quote 2010 e 2011 senza ricevere in cambio alcun beneficio: era quindi improponibile continuare a sostenere l’obbligatorietà di un pagamento per un sistema mai diventato operativo».

La proposta di Confartigianato Imprese Unione di Brescia, esposta dal presidente Eugenio Massetti, è «di realizzare, con il contributo d’idee delle imprese, un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti più efficiente ed economico di quello varato nel 2010».

L’impressione è questa idea «sia stata sostanzialmente recepita dal Ministero dell’Ambiente. Ora, però, dovremo aumentare il nostro impegno perché quest’ultimo emani istruzioni specifiche sia per quanto riguarda le apparecchiature necessarie all’utilizzo del SISTRI già in possesso delle aziende e mai attivate che per la questione dei contributi antecedenti il 2012 inutilmente versati», ha concluso Massetti.

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