L’app Osservaprezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è scaricabile gratuitamente per iOS e Android dal 20 luglio 2026 ma fin dalle prime ore di utilizzo il Codacons ne ha contestato la logica: la schermata mostra la mappa degli impianti senza i listini praticati.
In sintesi:
- i prezzi visualizzati provengono dalle comunicazioni obbligatorie dei gestori ai sensi dell’art. 51, comma 1, della legge 23 luglio 2009 n. 99;
- la media regionale pubblicata dal Ministero considera i prezzi in vigore alle ore 8 con decorrenza non oltre otto giorni prima;
- sulla rete stradale la media regionale della benzina self va da 1,920 euro al litro del Veneto a 1,973 euro della Provincia autonoma di Bolzano, secondo i dati MIMIT del 18 luglio 2026;
- la media nazionale della benzina self sulla rete autostradale è pari a 1,998 euro al litro, secondo i dati MIMIT del 16 luglio 2026.
App Osservaprezzi Carburanti, prezzi impianto per impianto
L’applicazione consente di individuare il distributore più vicino e di leggere, per ciascun impianto, i prezzi comunicati al Ministero insieme allo scarto rispetto alla media regionale della stessa giornata. Il funzionamento parte dalla selezione della Regione, prosegue con una mappa degli impianti presenti in zona e si completa aprendo la scheda del singolo punto vendita, dove compaiono benzina, gasolio, GPL e metano.
La base informativa è la stessa del portale Osservaprezzi Carburanti attivo da anni su desktop: nessun dato nuovo, una diversa modalità di accesso. Una prima applicazione ministeriale con la stessa denominazione era stata lanciata nel 2014 dall’allora Ministero dello Sviluppo Economico, sviluppata in collaborazione con Unioncamere e Infocamere, e il Ministero presenta oggi quella del 20 luglio 2026 come nuova. Il comunicato ufficiale invita gli utenti a segnalare osservazioni sulla precisione dei dati durante la fase iniziale.
Niente confronto diretto tra distributori su mappa
Per mettere a paragone due impianti vicini l’utente deve uscire dalla vista cartografica, passare alla funzione elenco e aprire la voce dettagli di ciascun distributore, una sequenza che il Codacons ha contestato il giorno stesso del lancio parlando di applicazione che parte zoppa. L’associazione osserva che chi scarica l’app trova una mappa grafica degli impianti in zona priva di qualsiasi indicazione sui listini.
Sulla stessa linea l’Unione Nazionale Consumatori, il cui presidente Massimiliano Dona ha chiesto una modifica dell’applicazione, contestando il raggio di ricerca limitato a dieci chilometri e l’assenza di un ordinamento automatico dal prezzo più basso. È il limite che pesa di più su chi lavora, perché l’ordinamento per prezzo crescente è esattamente la funzione che trasforma una mappa in uno strumento di acquisto.
Listini non in tempo reale
I prezzi mostrati sono quelli comunicati dai gestori, non quelli rilevati in tempo reale sul piazzale, e la differenza spiega le anomalie segnalate dal Codacons, che ha trovato listini riferiti ai giorni precedenti e in alcuni casi fermi al mese di giugno. L’obbligo di comunicazione discende dall’art. 51, comma 1, della legge 23 luglio 2009 n. 99, mentre l’obbligo di esporre presso l’impianto la media regionale o quella nazionale autostradale è stato introdotto dal decreto-legge 14 gennaio 2023 n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 10 marzo 2023 n. 23.
La nota informativa del Ministero sulla pubblicazione dei prezzi medi, adottata ai sensi del decreto ministeriale 31 marzo 2023, chiarisce il meccanismo: le medie sono calcolate sui prezzi in vigore alle ore 8 del medesimo giorno e con decorrenza non oltre otto giorni prima. Un impianto che non modifica il listino non invia una nuova comunicazione, quindi il dato pubblicato è l’ultimo trasmesso e può essere anteriore alla consultazione. Una dicitura in caratteri ridotti segnala all’utente la data di riferimento del prezzo indicato.
Scarto media regionale, parametro di confronto debole
La media regionale, unico termine di paragone offerto dall’applicazione, separa le aree italiane per pochi centesimi al litro e non dice quasi nulla su quanto costi il pieno nel raggio di dieci chilometri. Sulla rete stradale la benzina self va da 1,920 euro al litro del Veneto a 1,973 euro della Provincia autonoma di Bolzano, con un’escursione nazionale di 5,3 centesimi; il gasolio self va da 2,061 euro delle Marche a 2,119 euro di Bolzano, con 5,8 centesimi di escursione. Sono i dati MIMIT del 18 luglio 2026.
Il divario che sposta i costi è un altro, ovvero quello tra rete stradale e rete autostradale, dove la media nazionale del 16 luglio 2026 segna 1,998 euro al litro per la benzina self e 2,111 euro per il gasolio self. Un impianto autostradale allineato alla propria media resta più caro di quasi otto centesimi rispetto alla media regionale più bassa per la benzina.
Le rilevazioni hanno date diverse perché il Ministero aggiorna le pagine con cadenze differenti, quindi il confronto deve tenere conto dello sfasamento di 48 ore.
| Riferimento MIMIT | Prezzo medio self |
|---|---|
| Benzina, media regionale più bassa (Veneto, 18 luglio 2026) | 1,920 euro al litro |
| Benzina, media regionale più alta (Bolzano, 18 luglio 2026) | 1,973 euro al litro |
| Benzina, media nazionale autostradale (16 luglio 2026) | 1,998 euro al litro |
| Gasolio, media regionale più bassa (Marche, 18 luglio 2026) | 2,061 euro al litro |
| Gasolio, media regionale più alta (Bolzano, 18 luglio 2026) | 2,119 euro al litro |
| Gasolio, media nazionale autostradale (16 luglio 2026) | 2,111 euro al litro |
Per il quadro giornaliero completo sono disponibili i prezzi medi di benzina e gasolio regione per regione.
Open data MIMIT per flotte e autotrasporto
Le imprese con veicoli commerciali possono ricostruire da sole la classifica dei distributori più convenienti scaricando i due file quotidiani pubblicati dal Ministero nella sezione dedicata al dataset dei prezzi praticati e dell’anagrafica degli impianti. È l’alternativa disponibile finché l’applicazione non introduce l’ordinamento per prezzo, e alimenta anche i gestionali di gestione flotte.
La struttura dei file è documentata nei metadati ministeriali e consente un innesto immediato nei fogli di calcolo aziendali:
- il file dei prezzi riporta idimpianto, tipo di carburante, prezzo espresso in euro con tre decimali e la variabile che distingue self service e servito;
- il file di anagrafica associa a ciascun idimpianto bandiera, indirizzo e coordinate geografiche, indispensabili per calcolare le distanze dai depositi;
- dal 10 febbraio 2026 il separatore di campo è la barra verticale, quindi i vecchi script impostati sulla virgola vanno riconfigurati prima dell’importazione;
- i dati pubblicati sono quelli in vigore alle ore 8 del giorno precedente a quello di pubblicazione;
- un archivio storico compresso permette di ricostruire le serie e di misurare la reattività dei singoli impianti alle variazioni delle quotazioni.
Il calcolo che ne deriva ha un peso ben visibile in bilancio. Una flotta di dieci furgoni diesel con rifornimenti da 80 litri, quattro volte al mese, consuma 3.200 litri mensili: spostare quei rifornimenti dalla rete autostradale alla rete ordinaria vale tra 99 e 160 euro al mese, cioè tra circa 1.190 e 1.920 euro l’anno, applicando ai dati MIMIT il divario tra la media autostradale del gasolio e le medie regionali di Lombardia e Marche. Il risparmio cresce quando il confronto scende dal livello delle medie a quello dei singoli impianti, dove la dispersione è più ampia.
I consumatori chiedono un confronto sulle accise
La critica di fondo delle associazioni riguarda l’idea che la trasparenza informativa possa incidere sul caro carburanti, e su questo il Codacons chiede interventi sulla formazione dei prezzi lungo la filiera e sul livello della tassazione. L’associazione ha inoltre segnalato che gli impianti inadempienti agli obblighi di comunicazione non compaiono con listini aggiornati, e sono quindi invisibili al confronto.
Il Ministero ha aperto la fase iniziale alle segnalazioni degli utenti sulla precisione dei dati e sulle funzionalità dell’applicazione, e il primo banco di prova sarà l’introduzione dell’elenco ordinato per prezzo. Le fonti ufficiali per la verifica quotidiana sono la pagina delle medie regionali sulla rete stradale e quella della media nazionale sulla rete autostradale.