Dal mezzogiorno di mercoledì 29 luglio le officine possono prenotare sulla piattaforma Ecobonus il contributo retrofit per trasformare un’auto a GPL o a metano, che il cliente riceve come sconto in fattura. Il MIMIT ha riaperto la misura per privati e imprese, con i veicoli intestati a società, e il requisito scende alla classe Euro 3.
Lo stesso sportello si è aperto per la misura gemella prevista dall’articolo 3 del decreto, il contributo per l’acquisto di veicoli commerciali N1 e N2 da parte delle PMI di autotrasporto, che dispone di un plafond dieci volte più ampio e di regole proprie.
In sintesi:
- il decreto direttoriale MIMIT del 27 luglio 2026 apre le prenotazioni del contributo retrofit sulla piattaforma Ecobonus;
- la finestra copre le installazioni effettuate dal 26 giugno al 31 dicembre 2026;
- il contributo è fisso, 400 euro per gli impianti a GPL e 800 euro per quelli a metano, ai sensi dell’art. 5, comma 1 del DPCM 10 giugno 2026;
- la dotazione dell’anno è di 4 milioni di euro, contro i 9,99 milioni assegnati al ciclo 2024;
- l’installatore ha 120 giorni dalla prenotazione per confermare l’operazione, ai sensi dell’art. 5, comma 2 del decreto direttoriale MIMIT del 3 giugno 2024.
- Prenotazione del contributo sulla piattaforma Ecobonus
- Contributo da 400 e 800 euro con sconto in fattura
- Platea estesa ad imprese e veicoli Euro 3
- I documenti per prenotare e i 120 giorni per confermare
- Il plafond da 4 milioni copre meno di diecimila conversioni
- Un mercato in calo dell’82% dal 2012
Prenotazione del contributo sulla piattaforma Ecobonus
Le prenotazioni sono aperte dalle ore 12:00 del 29 luglio 2026 e le inserisce l’installatore sulla piattaforma Ecobonus. Lo stabilisce il decreto direttoriale del MIMIT del 27 luglio 2026, protocollo n. 0056604, che dà attuazione agli articoli 3 e 5 del DPCM Automotive del 10 giugno 2026.
La finestra copre le installazioni effettuate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Chi ha già convertito il veicolo nelle settimane successive all’entrata in vigore del decreto rientra quindi nella misura, a patto che l’officina inserisca la prenotazione e che le risorse siano ancora disponibili. L’assegnazione segue l’ordine cronologico di arrivo.
Contributo da 400 e 800 euro con sconto in fattura
Il contributo è fisso, 400 euro per un impianto a GPL e 800 euro per uno a metano, e prescinde dal costo dell’intervento. La misura vale per le installazioni effettuate fino al 31 marzo 2030 su autoveicoli di categoria M1.
L’importo arriva al cliente come sconto diretto in fattura: lo applica l’installatore, compensandolo con il prezzo dell’impianto e dell’installazione, per poi farsi rimborsare dall’impresa costruttrice o importatrice. Quest’ultima recupera la somma come credito d’imposta nell’esercizio in cui si provvede all’aggiornamento della carta di circolazione, utilizzabile in compensazione con modello F24 ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997.
Il cliente finale non anticipa nulla e non presenta alcuna domanda. L’intera procedura si svolge tra officina, costruttore dell’impianto e Agenzia delle Entrate, con gestione della piattaforma affidata a Invitalia per conto del MIMIT.
Platea estesa ad imprese e veicoli Euro 3
Il DPCM 10 giugno 2026 apre il contributo ai veicoli intestati a persone giuridiche e abbassa la soglia di ammissione ai mezzi M1 omologati almeno Euro 3. La versione precedente della misura, regolata dal DPCM 20 maggio 2024, riconosceva il contributo alle sole persone fisiche e su veicoli con classe ambientale non inferiore a Euro 4.
L’unica esclusione riguarda chi esercita attività di commercio di autoveicoli M1. Per il resto la platea comprende società, professionisti e piccole flotte aziendali.
Per le imprese significa poter convertire a gas mezzi aziendali e veicoli commerciali leggeri di categoria M1, con il doppio vantaggio di abbattere i costi di rifornimento e di tenere in servizio veicoli altrimenti penalizzati nelle aree urbane a traffico limitato.
I documenti per prenotare e i 120 giorni per confermare
L’installatore ha 120 giorni dalla prenotazione per confermare l’operazione, comunicando il numero di targa del veicolo trasformato e il codice fiscale dell’impresa costruttrice o importatrice dell’impianto. Il termine è fissato dall’art. 5, comma 2 del decreto direttoriale MIMIT del 3 giugno 2024, richiamato come fonte delle modalità attuative dall’art. 5, comma 4 del DPCM.
Nel ciclo precedente quella finestra si è rivelata stretta, perché la conferma presuppone il collaudo dell’impianto presso gli uffici provinciali della motorizzazione civile, i cui tempi di appuntamento non dipendono dall’officina. Fissare il collaudo prima di inserire la prenotazione è la sola contromisura a disposizione.
La registrazione sulla piattaforma è consentita esclusivamente agli installatori che svolgono la riparazione meccanica di autoveicoli come attività primaria o secondaria. Alla prenotazione vanno inseriti i dati dell’auto da trasformare con la targa, l’ordine di acquisto dell’impianto e l’eventuale acconto versato, ottenendo una ricevuta di registrazione subordinata alla disponibilità di risorse.
Tre condizioni decidono l’ammissibilità dell’intervento:
- alla data di installazione il veicolo non deve essere già omologato a GPL, a metano o a doppia alimentazione;
- l’impianto deve essere nuovo di fabbrica, completo di tutte le sue componenti e omologato secondo la normativa italiana oppure il Regolamento UN n. 115;
- la fattura di vendita e installazione deve essere intestata al proprietario o al cointestatario del veicolo e riportare la misura dello sconto praticato, la ragione sociale del costruttore dell’impianto e il codice di omologazione.
Per lo stesso veicolo è ammessa una sola domanda, e i mezzi già agevolati con altri contributi Ecobonus sono esclusi. Il costruttore dell’impianto conserva la documentazione, comprese le carte di circolazione anteriore e successiva alla trasformazione, fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di emissione della fattura.
Il plafond da 4 milioni copre meno di diecimila conversioni
I 4 milioni assegnati all’articolo 5 per il 2026 finanziano al massimo diecimila conversioni a GPL, che scendono a cinquemila se tutte le richieste riguardassero il metano. L’articolo 8, comma 1 del DPCM pone inoltre a carico delle stesse risorse gli oneri di gestione della misura, in misura non superiore al 3,5 per cento annuo.
| Voce | Valore per il 2026 |
|---|---|
| dotazione dell’articolo 5 | 4 milioni di euro |
| oneri di gestione a carico del fondo | fino a 140.000 euro |
| conversioni a GPL finanziabili | tra 9.650 e 10.000 |
| conversioni a metano finanziabili | tra 4.825 e 5.000 |
Il termine di paragone è il ciclo precedente. Nel 2024 la misura partì con 9.992.463,21 euro e al monitoraggio del 15 settembre, dopo due mesi e mezzo di sportello aperto, aveva raccolto 5.820 prenotazioni per impianti a GPL e appena 16 per impianti a metano. Lo squilibrio portò a un nuovo riparto delle risorse residue dell’Ecobonus Retrofit in favore del GPL.
In tutto circa 2,3 milioni impegnati in undici settimane, su un fondo oltre il doppio di quello attuale e con una platea ristretta alle sole persone fisiche. Il ritmo di prenotazione del 2026 ha ragione di essere più rapido, perché all’ampliamento alle persone giuridiche si somma l’abbassamento della soglia a Euro 3, che porta dentro una fascia consistente di parco circolante. Chi programma la conversione per l’autunno ha interesse a verificare per tempo la disponibilità residua sulla piattaforma.
Un elemento della misura è ancora aperto. La ripartizione delle risorse tra impianti a GPL e impianti a metano non risulta stabilita da alcun atto pubblicato per il 2026: il DPCM non la prevede e il decreto direttoriale del 27 luglio si limita a fissare i termini di apertura. Nel 2024 il decreto direttoriale del 3 giugno riservava il 60 per cento al metano e il 40 per cento al GPL, salvo poi imporre una redistribuzione in corso d’anno davanti alla domanda reale.
Un mercato in calo dell’82% dal 2012
Il rifinanziamento arriva su un comparto che ha perso l’82% delle installazioni tra il 2012 e il 2025, secondo Assogasliquidi-Federchimica, l’associazione che rappresenta la filiera dei gas liquefatti.
La misura punta a sostenere officine di trasformazione, distribuzione e componentistica nazionale del GPL e del metano e, allo stesso tempo, a offrire una via di risparmio a famiglie e imprese che non intendono sostituire il veicolo, riducendo emissioni di CO2 e particolato del parco auto esistente.