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SISTRI sospeso fino al 2013: via alle alternative

di Redazione PMI.it

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SISTRI sospeso dal Governo, spazio alle alternative: Fai Conftrasporto e Confcommercio si impegnano per ridisegnare il progetto e realizzare un sistema di tracciabilità europeo dei rifiuti, che non penalizzi i vettori e gli operatori italiani rispetto a quelli esteri.

Con la sospensione del SISTRI prevista nel nuovo Decreto Sviluppo le imprese cantano vittoria, in particolare quelle del settore Autotrasporti.

L’obiettivo è ora quello di ridisegnare il progetto per la tracciabilità dei rifiuti, in un’ottica di massima collaborazione tra istituzioni e rappresentanti di categoria.

«Un nuovo SISTRI finalmente efficiente e funzionante, in grado di recitare l’importantissimo ruolo per il quale è stato pensato, combattere le ecomafie»: ha dichiarato Paolo Uggé, presidente di Fai Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio.

Uggè si impegna a mettere a disposizione del Governo tutte le risorse possibili per realizzare, insieme alle istituzioni, «un sistema europeo in grado di garantire la tracciabilità dei rifiuti senza gravare troppo sulle imprese di trasporto. Un sistema che aiuti davvero il Paese a crescere».

Il mondo delle imprese, quindi, plaude alla decisione del Consiglio dei Ministri, che ha stabilito di sospendere il SISTRI per 12 mesi – e quindi fino al 30 giugno 2013 – per avviare verifiche interne di natura amministrativa e tecnica.

Le verifiche, pertanto, riguarderanno anche gli aspetti propriamente legati allutilizzo da parte degli operatori di un sistema teoricamente pronto e funzionante ma praticamente poco usabile e costellato di criticità oggettive, a partire dall’utilizzo delle black box.

Fai Conftrasporto e Confcommercio riconoscono dunque al Governo la considerazione per le istanze presentate: «un grande merito in questa importantissima vittoria va a due preziosissimi “alleati“, il ministro per lo Sviluppo, Corrado Passera, e il responsabile del ministero per l’Ambiente, Corrado Clini, che hanno compreso le reali difficoltà di questo progetto e, soprattutto, le pesantissime conseguenze che l’entrata in vigore di un sistema non funzionante avrebbe potuto avere su una categoria già messa in ginocchio dalla crisi economica, già costretta a pagare per due anni un sistema impossibile da utilizzare e che, con l’entrata in vigore del SISTRI, sarebbe stata messa in condizioni di non poter competere con imprese di autotrasporto straniere per le quali il SISTRI non sarebbe invece stato applicato».

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