Agenzia Entrate e Studi di Settore, nuovi chiarimenti sull’applicabilità

di Redazione PMI.it

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Nuovi chiarimenti dalle Entrate sull'utilizzo di Studi di Settore e parametri per il periodo d'imposta 2008: in presenza dei correttivi congiunturali, niente inapplicabilità della maggiorazione del 3%

Ancora chiarimenti per quanto riguarda gli adempimenti fiscali: l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una nuova circolare – la numero 29 – sull’utilizzo degli Studi di Settore e dei parametri per il periodo d’imposta 2008, alla luce dei correttivi congiunturali.

In sostanza, i contribuenti che decideranno di adeguarsi ai risultati degli Studi di Settore, non hanno la possibilità di invocare l’inapplicabilità della maggiorazione del 3%.

Questa si verifica in caso di adeguamento ai risultati, se la differenza tra ricavi richiesti da Gerico e i ricavi dichiarati è superiore al 10% dei ricavi annotati, ma l’Agenzia chiarisce che la recente introduzione dei correttivi anticrisi rappresenta una loro integrazione e non una revisione degli studi.

Tra i punti della corposa circolare anche la precisazione che Gerico 2009 non è retroattivo, nel senso che non può essere applicato per le annualità precedenti al periodo d ‘ imposta 2008, essendo influenzato dai correttivi anticrisi.

La ricostruzione dei ricavi mediante parametri quest’anno potrebbe rivelarsi meno sostenibile rispetto al passato, pertanto non verranno utilizzate come metodo accertativo, ma semplicemente per la selezione dei soggetti eventualmente da controllare.

La revisione ordinaria che ha coinvolto 69 studi ha inoltre introdotto novità per le imprese relative ai nuovi indicatori di normalità.

In particolare è stato introdotto un nuovo indicatore sull ‘ incidenza del costo del venduto e quello all ‘ incidenza dei costi di disponibilità dei beni strumentali mobili è stato suddiviso in tre indicatori distinti per entità e natura delle variabili di costo.

Per i professionisti sono invece stati affinati gli indicatori del rendimento orario, dell’incidenza delle altre componenti negative sui compensi, dell’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi e del rapporto ammortamenti sul valore storico dei beni strumentali mobili.

Ricordiamo infine che dal 1° gennaio 2009 gli studi saranno elaborati su base regionale o comunale, per effetto del decreto del 19 maggio 2009 che va in direzione del federalismo fiscale.