Licenziamento: repechage per assunzioni stabili

di Francesca Pietroforte

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Una nuova assunzione contestuale al licenziamento di un dipendente non viola l’obbligo di repechage se il contratto è diverso.

Il datore di lavoro che licenzia un dipendente a tempèo indeterminato per giustificato motivo oggettivo non viola l’obbligo di repechage se avvia una nuova assunzione a termine prima del licenziamento (Tribunale di Roma, ordinanza 27 ottobre 2014). Se la nuova assunzione “esterna” si perfeziona tramite un tipo di contratto diverso d quello del lavoratore licenziato, infatti, allora non può essere considerato motivo ostativo al repechage.

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In altre parole l’assunzione avvenuta contestualmente al licenziamento non rappresenta violazione dell’obbligo di repechage se è a termine rispetto ad un altra a tempo indeterminato. Spetta comunque al datore di lavoro dimostrare l’impossibilità di poter adibire il lavoratore a una differente mansione.

Già la sentenza 13 agosto 2008, n. 21579 della Corte di Cassazione riconosce che l’obbligo di repechage non può essere circoscritto alla ricerca di posizioni equivalenti a quella ricoperta dal lavoratore, ma può estendersi anche a mansioni inferiori sebbene vicine alle capacità professionali del dipendente e al suo bagaglio di esperienze.