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Internazionalizzazione imprese, via libera del Governo

di Barbara Weisz

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Approvazione definitiva nel CdM del 6 agosto del decreto Internazionalizzazione imprese in attuazione della delega di Riforma Fiscale: sintesi delle misure.

Procede l’approvazione dei decreti attuativi della delega di Riforma fiscale, via libero definitivo del Governo al provvedimento sull’internazionalizzazione imprese, che è stato modificato nell’iter parlamentare. Il decreto era stato approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri lo scorso 21 aprile, e c’era poi stato un secondo passaggio lo scorso 17 luglio. Nel corso del dibattito in commissione parlamentare sono state formulate una serie di osservazioni che il Governo ha recepito nella formulazione definitiva, approvata nel CdM del 6 agosto. In generale, il decreto prevede una serie di semplificazioni e incentivi per le imprese che vogliono investire in Italia e per le aziende italiane che, invece, pensano all’internazionalizzazione. Previste anche misure per favorire il rientro dei cervelli.

=> Delega fiscale: bonus cervelli e internazionalizzazione

Misure per l’internazionalizzazione

Confermare le norme sul rafforzamento del ruling internazionale, accordi preventivi con il Fisco per le imprese che investono all’estero e in Italia che riguardano metodi di calcoli dei prezzi di trasferimento, attribuzione di utili e perdite alla stabile organizzazione in uno stato estero di un’impresa italiana o viceversa alla stabile organizzazione in Italia di un’impresa straniera, regole su royalties, dividendi, interessi. In pratica, il fisco si propone come partner collaborativo a sostegno delle imprese che internazionalizzano, che possono quindi contare sulla certezza del diritto nelle operazioni transfrontaliere, e contemporaneamente si evitano forme di abuso del diritto, comportamenti fiscali che “giocano” con le diverse norme internazionali con l’unico scopo di pagare meno tasse.

Altra misura importante, quella sull’interpello, una sorta di consulenza che il fisco italiano propone alle imprese che investono nel paese. È una possibilità destinata a chi investe almeno 30 milioni di euro, può riguardare anche la ristrutturazione di imprese in crisi (nel caso in cui ci siano effetti positivi sull’occupazione), è prevista la presentazione di un business plan a cui l’Agenzia delle Entrate risponde entro 120 giorni, che possono essere prorogabili di altri 90 giorni nel caso ci sia bisogno di ulteriori informazioni.

Previste infine misure fiscali su una serie di spese (ad esempio, quelle di rappresentanza) per le imprese che internazionalizzano.

=> Delega Fiscale: la prima formulazione del decreto internazionalizzazione imprese

Rientro dei cervelli

Anche questa è una parte rilevante del decreto, introdotta in recepimento delle osservazioni in commissione nel primo passaggio parlamentare e poi ulteriormente perfezionata: il reddito prodotto in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza ha una riduzione dell’imponibile del 30% per tre anni. Il beneficio è riservato a lavoratori qualificati (laurea e alta specializzazione), che nei cinque anni precedenti hanno lavorato all’estero. Previsto un decreto del ministero delle Finanze per individuare una serie di competenze ed esperienza scientifiche e professionali di top manager e cittadini comunitari, per farli rientrare nell’iniziativa.

Riforma fiscale

Si avvia così a conclusione lo stato di attuazione della delega di Riforma fiscale. La scorsa settimana il CdM aveva dato il via libera definitivo ad altri due decreti attuativi, su certezza del diritto e fatturazione elettronica, mentre ci sono altri cinque provvedimenti approvati in prima lettura e ora in discussione nelle commissioni parlamentari:riscossione, riordino agenzie fiscali, riforma sanzioni, monitoraggio evasione, contenzioso e interpello.

=> Ok a fatturazione elettronica fra privati e certezza del diritto

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