Tratto dallo speciale:

Delega fiscale: bonus cervelli e internazionalizzazione

di Francesca Vinciarelli

scritto il

Via libera al decreto di attuazione della delega fiscale: internazionalizzazione imprese (meno vincoli) e rientro dei cervelli dall'estero (sconto fiscale del 30%).

Fuga all'estero

Approvato dal Consiglio dei Ministri n.74/2015, al secondo esame preliminare, lo schema di decreto di attuazione della delega fiscale recante misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese. Nella nota del CdM si legge:

“Il decreto legislativo, nel suo complesso, intende rafforzare il ruolo che il Fisco deve svolgere a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese: ridurre i vincoli alle operazioni transfrontaliere e creare un quadro normativo quanto più certo e trasparente per gli investitori”.

Rientro cervelli

Tra le novità approvate segnaliamo l’introduzione, su indicazione del Parlamento, di una norma volta ad incentivare fiscalmente il rientro in Italia di lavoratori con qualifiche elevate. Più in particolare si tratta di una disposizione secondo la quale il reddito prodotto in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato italiano possono beneficiare, per tre anni, di una riduzione del reddito imponibile del 30%. Possono beneficiare dell’incentivo i soggetti che:

  • nei 5 anni precedenti non siano stati residenti in Italia;
  • svolgano una attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano;
  • rivestano una qualifica per la quale sia richiesta una alta specializzazione e un titolo di laurea.

Ruling internazionali

Vengono poi confermate le norme sul rafforzamento dei ruling internazionali, gli accordi preventivi con il Fisco per le imprese che detengono attività internazionali e più in particolare:

  • la disciplina dei prezzi di trasferimento infragruppo;
  • l’attribuzione di utili e perdite alle stabili organizzazioni;
  • la valutazione preventiva dei requisiti che configurano una stabile organizzazione situata nel territorio italiano;
  • l’individuazione delle norme sull’erogazione o la percezione di dividendi, royalties, interessi e altri componenti reddituali a o da soggetti non residenti.

Nella nota del CdM si legge:

“Gli accordi vincolano le parti per il periodo d’imposta nel corso del quale sono stipulati e per i quattro periodi d’imposta successivi. Per il periodo intercorrente tra la data di presentazione dell’istanza e quella di conclusione dell’accordo il contribuente ha comunque la possibilità di presentare dichiarazione integrativa, senza applicazione di sanzioni a condizione che in tale periodo ricorrano le circostanze di fatto e di diritto a base dell’accordo. Tali circostanze, viene specificato accogliendo le osservazioni dei pareri parlamentari, devono sussistere congiuntamente per uno o più periodi di imposta precedenti alla stipula del contratto ma non anteriori a quello in corso alla data di presentazione dell’istanza”.

Interpello

Con il decreto viene altresì introdotto l’istituto dell’interpello per le società che effettuano nuovi investimenti, che possono riguardare anche la ristrutturazione di imprese in crisi qualora ci siano effetti positivi sull’occupazione. L’investitore è chiamato a presentare un business plan contenente:

  • la descrizione dell’ammontare dell’intervento;
  • i tempi e le modalità di realizzazione dello stesso;
  • l’incremento occupazionale e i riflessi che esso ha sul sistema fiscale italiano.

Tra i requisiti per l’accesso all’istituto una soglia minima di 30 milioni di euro per l’investimento. È previsto che l’Agenzia delle Entrate risponda in forma scritta e motivata entro 120 giorni, prorogabili di ulteriori 90, nel caso sia necessario acquisire ulteriori informazioni.

.