La corte d’appello federale USA ha sospeso la sentenza con cui la Court of International Trade aveva bocciato i dazi Trump al 10%, rimettendo temporaneamente in vigore le tariffe della Proclamation 11012. L’administrative stay emesso il 13 maggio è una pausa tecnica che dà al collegio il tempo di valutare una sospensiva stabile per l’intero arco del giudizio, senza pronunciarsi nel merito. Per le imprese italiane esportatrici, già impegnate nel percorso sui rimborsi IEEPA, i rimborsi collegati alla Section 122 rimangono preclusi per la generalità degli importatori.
Dazi al 10% di nuovo in vigore dopo la sospensiva
La U.S. Court of Appeals for the Federal Circuit ha emesso l’administrative stay con una decisione non firmata il 13 maggio 2026, sospendendo gli effetti della sentenza CIT del 7 maggio. I dazi al 10% tornano così temporaneamente applicabili: le dogane USA possono procedere alla riscossione mentre il collegio valuta il merito dell’appello.
Il collegio si è limitato a congelare gli effetti della sentenza CIT, rimandando la valutazione nel merito all’iter ordinario dell’appello. L’obiettivo è esaminare le argomentazioni di entrambe le parti prima di decidere se emettere una sospensiva stabile per tutta la durata del giudizio. Il governo Trump aveva argomentato che, in assenza della sospensiva, eventuali rimborsi ordinati alle dogane sarebbero stati difficilmente recuperabili qualora l’appello si fosse concluso a suo favore. La Federal Circuit aveva già seguito la stessa procedura nel 2025, davanti alla prima sentenza CIT che bocciava i dazi IEEPA.
Tariffe al 10% bocciate dalla Corte USA
La sentenza del 7 maggio della United States Court of International Trade invalida la Proclamation 11012, con cui l’amministrazione Trump aveva introdotto un dazio globale del 10% sulle importazioni negli Stati Uniti. La misura era stata costruita sulla Section 122 del Trade Act del 1974, norma che consente dazi temporanei fino al 15% e per un massimo di 150 giorni davanti a problemi gravi della bilancia dei pagamenti.
La Proclamation 11012 applicava il dazio del 10% dal 24 febbraio fino al 24 luglio 2026, salvo sospensione, modifica, cessazione anticipata o proroga del Congresso. Per la maggioranza del collegio, il richiamo a deficit commerciale, conto corrente e posizione finanziaria internazionale degli Stati Uniti non basta a sostenere una tariffa generale su tutte le importazioni.
Rimborsi Section 122 ai ricorrenti vittoriosi
La tutela immediata riguarda una platea ristretta. La Corte ha disposto l’ingiunzione permanente per lo Stato di Washington, Burlap and Barrel e Basic Fun, riconoscendo a questi soggetti la posizione di importatori esposti al pagamento dei dazi Section 122. Gli altri Stati ricorrenti sono stati esclusi per difetto di legittimazione.
La Corte ha respinto l’ingiunzione universale. La sentenza consente ai ricorrenti vittoriosi di ottenere lo stop alla riscossione e il rimborso con interessi dei dazi Section 122 pagati prima dell’efficacia dell’ingiunzione. Per tutti gli altri importatori, la partita dipende dagli sviluppi processuali dell’appello in corso.
Portale CAPE per i rimborsi IEEPA
Il portale CAPE riguarda una procedura distinta, ossia i rimborsi dei dazi IEEPA già dichiarati illegittimi. La CBP ha attivato la prima fase del sistema il 20 aprile 2026 dentro l’ACE Portal, consentendo a importatori e broker doganali autorizzati di presentare dichiarazioni CAPE per consolidare le richieste di rimborso, interessi compresi.
La richiesta può essere presentata da importer of record e broker doganali autorizzati. Per un’impresa italiana che esporta negli Stati Uniti, il beneficiario del rimborso può quindi essere la controllata americana, il distributore che ha curato lo sdoganamento oppure il soggetto indicato nelle entry depositate presso la dogana statunitense.
La prima fase di CAPE riguarda pratiche non ancora liquidate o entro gli 80 giorni dalla liquidazione. Quelle più complesse, compresi protesti, drawback o ulteriori profili doganali, potranno seguire canali successivi.
Imprese italiane sul mercato USA
Con la sospensiva della Federal Circuit, le tariffe al 10% tornano applicabili anche per chi non ha vinto il ricorso: le dogane USA le riscuotono fino a nuova pronuncia del collegio d’appello. Per le imprese italiane esportatrici, la sentenza del 7 maggio non si traduce in un rimborso automatico dei dazi Section 122 nemmeno nell’ipotesi più favorevole: il rimborso riguarda solo gli importatori che hanno vinto il giudizio. Gli altri possono avere interesse a ricostruire le entry colpite dal dazio del 10%, verificare il soggetto che ha pagato la dogana e seguire gli sviluppi dell’appello.
Diverso il trattamento per le somme versate sotto IEEPA. La procedura CAPE già attiva consente di concentrare le richieste di rimborso dei dazi illegittimi attraverso il canale CBP, con dichiarazioni presentate dall’importer of record o dal broker autorizzato. Il percorso CAPE riguarda una tranche separata rispetto ai dazi Section 122 ora in discussione in appello.
L’appello e la scadenza del 24 luglio
Il ricorso dell’amministrazione Trump alla Federal Circuit è già in corso: l’administrative stay del 13 maggio ne è l’effetto immediato. Il percorso può estendersi fino alla Corte Suprema. Il dissenso interno al collegio CIT mostra già una possibile linea difensiva, fondata su una lettura più ampia della discrezionalità presidenziale in materia di bilancia dei pagamenti.
La Proclamation 11012 è stata costruita come misura temporanea fino al 24 luglio 2026. Con l’appello in corso, quella data diventa il vero orizzonte del contenzioso: entro luglio, la tariffa del 10% può cessare per scadenza naturale, per effetto di una pronuncia favorevole oppure attraverso una nuova scelta della Casa Bianca su un diverso strumento commerciale. Per gli importatori, la distinzione tra rimborsi IEEPA già canalizzati su CAPE e rimborsi Section 122 legati all’esito dell’appello rimane il discrimine pratico centrale.
Impatto sulla trattativa per i dazi USA-UE
Il contenzioso sulla Section 122 corre in parallelo alla trattativa commerciale tra Washington e Bruxelles, il cui dossier riguarda l’accordo transatlantico, le tariffe settoriali e il confronto politico tra Stati Uniti e Unione europea. Il tema centrale è la base giuridica interna usata dalla Casa Bianca per imporre un dazio globale temporaneo. La sospensiva della Federal Circuit rinvia la soluzione giudiziaria ma non elimina l’incertezza sul quadro tariffario, che si riflette anche sul margine di manovra negoziale europeo. La sentenza del 7 maggio indebolisce la strategia tariffaria americana, ma lascia aperti altri strumenti commerciali, compresi eventuali interventi sotto Section 301 e le misure settoriali già presenti nel confronto USA-UE.