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Rottamazione tributi locali, l’elenco ufficiale dei Comuni che hanno aderito

di Anna Fabi

28 Settembre 2026 14:54

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Rottamazione-quinquies dei tributi locali, 1.500 enti nell’elenco ufficiale pubblicato online dall'AdER: tra le grandi citta aderenti anche Roma, Napoli e Genova. Assenti Milano e Firenze.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato l’elenco ufficiale di Comuni, Regioni ed enti locali che hanno aderito alla rottamazione quinquies per i propri carichi affidati all’agente della riscossione. Gli enti sono circa 1.500, la metà delle adesioni stimate ad agosto sulla base dei primi dati di stampa.

Nella lista figurano Roma, Napoli, Palermo, Bari e Genova, mentre mancano Milano, Torino, Bologna e Firenze. Per il bollo auto le Regioni presenti sono Basilicata, Campania, Lazio, Puglia e Umbria.

Per contribuenti e imprese che vogliono sanare IMU, TARI e multe arretrate l’elenco è il primo riscontro da fare prima della domanda: se l’ente creditore non c’è, la rottamazione dei tributi locali non si applica a quei debiti.

In sintesi:

  • l’elenco pubblicato da AdER il 25 settembre 2026 riporta 1.481 enti: 1.461 Comuni, 5 Regioni, 4 amministrazioni provinciali, 6 Città metropolitane, il Libero Consorzio comunale di Ragusa e 4 Unioni di Comuni;
  • il 68% dei Comuni in elenco si trova nel Mezzogiorno, con la Sicilia in testa, mentre non compare alcun Comune di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige;
  • 11 capoluoghi di regione su 20 compaiono nell’elenco, tra cui Roma, Napoli, Genova e Venezia;
  • Basilicata, Campania e Lazio ammettono tutti i propri carichi, Puglia e Umbria soltanto quelli relativi alla tassa automobilistica;
  • per le multe stradali la definizione cancella soltanto interessi e aggio, ai sensi dell’articolo 10-quinquies del DL n. 38/2026, e la sanzione è dovuta per intero.

Comuni aderenti alla rottamazione: l’elenco ufficiale

L’elenco degli enti aderenti diffuso dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione comprende 1.481 amministrazioni che hanno comunicato il provvedimento di applicazione della definizione agevolata, ai sensi dell’articolo 10-quinquies, comma 2, del DL n. 38/2026, convertito con modificazioni dalla Legge n. 88/2026. I Comuni sono 1.461, a cui si aggiungono 5 Regioni, 4 amministrazioni provinciali (Alessandria, Matera, Perugia e Vibo Valentia), 6 Città metropolitane (Bari, Catania, Genova, Roma Capitale, Torino e Venezia), il Libero Consorzio comunale di Ragusa e 4 Unioni di Comuni.

Il dato ufficiale ridimensiona le stime di inizio agosto, che parlavano di circa 3.000 comunicazioni pervenute entro il termine e di altre mille in lavorazione. Nel comunicato stampa che accompagna la lista l’Agenzia indica in circa 1.500 gli enti che hanno comunicato il provvedimento.

Per ogni ente la tabella riporta la sigla della provincia, gli eventuali soggetti terzi e un campo note. I soggetti terzi sono società e concessionari che hanno affidato ad AdER carichi per conto dell’ente e che rientrano quindi nella definizione agevolata: per Roma Capitale figura Ama S.p.A. per il servizio TARI, per Napoli la società S.A.P.NA., per Genova A.M.I.U. Genova S.p.A. Le note segnalano i Comuni nati da fusione, per i quali la definizione copre anche i carichi affidati dagli ex Comuni confluiti, come Corigliano-Rossano per gli ex Comuni di Corigliano Calabro e Rossano.

Magazzino da 10 miliardi e prudenza dei Comuni

Il valore economico dell’operazione si ricava dal magazzino dei crediti locali. I carichi affidati ad AdER dai Comuni ammontano a 27 miliardi di euro e quelli affidati da Regioni e Province a 14,81 miliardi, secondo le rilevazioni della Commissione Benedetti, che stima però in 5,1 e 2,18 miliardi la quota giuridicamente non più esigibile per contribuenti deceduti, società cancellate, crediti prescritti e debitori nullatenenti. Al netto di queste posizioni, il plafond realmente aggredibile dalla rottamazione locale si aggira sui 10 miliardi.

Il contesto in cui la misura si inserisce spiega la prudenza di alcune amministrazioni. Il magazzino complessivo degli arretrati affidati all’agente della riscossione dal 2000 ha toccato 1.331 miliardi di euro, di cui soltanto 93 considerati lavorabili, e lo squilibrio tra crediti affidati e riscossi cresce di circa 70 miliardi l’anno. Le amministrazioni che hanno detto no hanno motivato la scelta con l’effetto sui conti e con il segnale trasmesso ai contribuenti in regola.

Mappa dei Comuni aderenti per Regione

Due Comuni aderenti su tre sono nel Mezzogiorno: sommando le sigle provinciali dell’elenco, 994 Comuni si trovano in Sicilia, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo e Molise, pari al 68% del totale. Il Centro conta 264 Comuni, il Nord 203.

Regione Comuni nell’elenco AdER
Sicilia 261
Campania 187
Calabria 176
Puglia 140
Lazio 139
Sardegna 113
Lombardia 56
Basilicata 46
Marche 46
Emilia-Romagna 45
Abruzzo 43
Toscana 40
Veneto 40
Umbria 39
Piemonte 33
Molise 28
Liguria 19
Friuli-Venezia Giulia 10
Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige 0

La distribuzione richiede una cautela: nell’elenco può comparire soltanto un ente che abbia affidato carichi ad AdER nel periodo dal 2000 al 2023. Il numero di adesioni per Regione riflette quindi sia la scelta dei consigli comunali sia il ricorso all’agente nazionale della riscossione, che varia da territorio a territorio. Le province con più Comuni aderenti sono Lecce (68), Napoli (62), Cosenza (60), Messina, Palermo e Reggio Calabria (56 ciascuna).

Le grandi città che hanno aderito e quelle sfilate

Undici capoluoghi di regione su venti compaiono nell’elenco, con il Centro-Sud più compatto e il Nord diviso. Il quadro seguente riporta la posizione di ciascuno sulla base della lista ufficiale di AdER.

Capoluogo Posizione nell’elenco AdER
Roma Aderisce con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 98 del 4 giugno 2026, estesa ai carichi TARI affidati da Ama S.p.A.; aderisce anche la Città metropolitana
Napoli Aderisce con deliberazione del Consiglio comunale n. 64 del 5 giugno 2026, estesa ai carichi affidati da S.A.P.NA.
Palermo Aderisce
Genova Aderisce su circa 765 milioni di euro di crediti residui del periodo 2000-2023, compresi i carichi di A.M.I.U. Genova; aderisce anche la Città metropolitana
Bari Aderisce, insieme alla Città metropolitana
Venezia Aderisce, insieme alla Città metropolitana
Perugia Aderisce su circa 85 milioni di euro potenzialmente definibili; aderisce anche l’amministrazione provinciale
Ancona Aderisce
L’Aquila Aderisce
Campobasso Aderisce
Catanzaro Aderisce
Milano Assente
Torino Assente il Comune, presente la Città metropolitana
Bologna Assente
Firenze Assente
Potenza Assente il Comune, presente la Regione Basilicata
Cagliari Assente
Trento Assente
Trieste Assente
Aosta Assente

Il caso torinese mostra perché la sola domanda sull’adesione non basta. Un’amministrazione può avere chiuso la porta alla rottamazione dei carichi affidati ad AdER e averne aperta un’altra sui crediti gestiti attraverso il proprio concessionario, con regole e scadenze diverse: Torino ha attivato una definizione autonoma sui soli debiti affidati al concessionario Soris fino al 2020. A Torino, inoltre, i carichi affidati ad AdER dalla Città metropolitana sono definibili, quelli del Comune no.

Fuori dai capoluoghi di regione, nell’elenco figurano Catania, Messina, Reggio di Calabria, Taranto, Foggia e Lecce, mentre mancano Salerno, Verona, Padova e Brescia.

Bollo auto: le Regioni aderenti

Il bollo auto non pagato affidato ad AdER tra il 2000 e il 2023 è definibile soltanto in cinque Regioni. Basilicata, Campania e Lazio hanno aderito per tutti i propri carichi, tassa automobilistica compresa. Puglia e Umbria hanno limitato la definizione agevolata ai soli carichi relativi alla tassa automobilistica, come indica il campo note dell’elenco.

Il contribuente deve quindi verificare due condizioni concorrenti: il carico deve essere stato affidato ad AdER tra il 2000 e il 2023 e l’ente creditore deve comparire nell’elenco. La mancanza di una delle due esclude il carico dalla sanatoria, e per le Regioni assenti dalla lista il bollo arretrato segue le procedure di recupero ordinarie.

Doppio binario tra carichi AdER ed entrate riscosse in proprio

La rottamazione dei tributi locali si applica soltanto ai carichi affidati ad AdER. I tributi che il Comune gestisce in riscossione diretta, o che affida a una società in house o a un concessionario privato, seguono un binario separato: per questi la legge di bilancio 2026 riconosce agli enti la facoltà di introdurre una definizione agevolata autonoma delle entrate locali, con requisiti, tempi e importi decisi da ciascuna amministrazione.

La distinzione ha effetti immediati sul singolo contribuente. Un cittadino può trovarsi con una vecchia TARI affidata ad AdER e quindi rottamabile con la procedura estesa agli enti territoriali, un accertamento più recente notificato direttamente dal Comune e sanabile solo se l’ente ha approvato un proprio regolamento, e una multa gestita da un concessionario privato che non rientra in nessuna delle due misure.

L’impianto della sanatoria nasce dall’articolo 10-quinquies del DL n. 38/2026, convertito con modificazioni dalla Legge n. 88/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026, e modificato dal DL n. 63/2026, convertito dalla Legge n. 113/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2026. La norma estende la Rottamazione quinquies ai debiti, tributari e non tributari, risultanti dai carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 da Regioni ed enti locali, con esclusione dei debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

Gli enti che hanno aderito hanno trasmesso via PEC ad AdER, insieme alla delibera, il modello Comunicazione provvedimento di applicazione della Definizione agevolata enti territoriali, disponibile nella sezione “Enti creditori” del sito dell’Agenzia. Nel modello figurano i dati dell’ente creditore, gli estremi della delibera e il codice ente, che permette ad AdER di rendere disponibili ai debitori i dati per individuare i carichi definibili. In caso di fusioni di Comuni o unioni di enti, sono stati indicati anche i codici degli enti confluiti che avevano affidato carichi nel periodo coperto. Senza quella comunicazione l’associazione tra ente e debitore non avviene e nessun carico compare come definibile.

Come verificare l’adesione del proprio Comune

La verifica si fa oggi in quattro controlli, a partire dall’elenco AdER, che ha sostituito la ricerca delibera per delibera sugli albi pretori dei singoli enti.

Il primo riguarda l’ente creditore. Nell’elenco va cercata la denominazione esatta dell’ente che ha emesso l’atto (Comune, Regione, Provincia, Città metropolitana o Unione di Comuni), tenendo presente che un Comune nato da fusione può essere presente anche per i carichi degli ex Comuni indicati nel campo note.

Il secondo riguarda soggetti terzi e note. Se la cartella è stata emessa su carichi affidati da una società per conto dell’ente, come avviene per la TARI di alcune grandi città, va controllato che il soggetto terzo sia elencato accanto al Comune; per Puglia e Umbria va tenuto conto che l’adesione copre soltanto il bollo auto.

Il terzo riguarda il proprio debito. Sull’atto ricevuto va identificato il soggetto incaricato della riscossione, distinguendo tra AdER, società in house dell’ente e concessionario privato, perché solo il primo caso rientra nella procedura nazionale.

Il quarto è il riscontro definitivo. I dati necessari a individuare i carichi definibili a proprio nome sono esposti nella situazione debitoria dell’area riservata AdER, che riunisce in un prospetto unico cartelle, avvisi e piani di rateazione: se l’ente ha comunicato l’adesione i carichi compaiono, e quella è la verifica che scioglie ogni dubbio residuo.

L’elenco delle Regioni e degli enti locali aderenti è pubblicato in formato PDF sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, in ordine di tipologia di ente e poi alfabetico. Se un ente non compare pur avendo approvato una delibera, la richiesta di chiarimenti va indirizzata all’ufficio tributi dell’amministrazione, tenuta a pubblicare il provvedimento sul proprio sito istituzionale.

Sanatoria IMU, TARI, patrimoniali e multe

La disciplina interessa un’ampia platea di debiti locali affidati ad AdER, con un trattamento diverso a seconda della natura della somma. Nel caso dei Comuni la sanatoria può comprendere:

  • l’IMU non pagata, se il relativo carico è stato affidato all’agente della riscossione nel periodo ammesso;
  • la TARI arretrata e gli altri prelievi locali, quando risultano da carichi trasmessi alla riscossione nazionale;
  • le entrate patrimoniali e le tariffe non versate, se incluse nel provvedimento dell’ente creditore;
  • le sanzioni amministrative, comprese le multe stradali, con una disciplina diversa rispetto ai tributi.

Per i debiti tributari si applicano le regole della rottamazione quinquies previste dall’articolo 1, commi da 82 a 101, della Legge n. 199/2025: il contribuente versa il capitale e le spese di notifica e delle procedure esecutive, senza sanzioni, interessi, interessi di mora e aggio.

Multe Polizia Locale solo con delibera dell’ente

Le multe stradali elevate dalla Polizia Locale rientrano nella definizione agevolata soltanto se il Comune compare nell’elenco, perché il credito è di titolarità dell’ente e non dello Stato. È la differenza che separa questa misura dalla sanatoria dei carichi statali, dove le sanzioni del Codice della Strada seguono il canale nazionale quando sono state irrogate da amministrazioni dello Stato.

Anche in caso di adesione, l’agevolazione ha effetti limitati. La sanzione principale è dovuta per intero, mentre l’abbattimento riguarda gli interessi comunque denominati, compresa la maggiorazione semestrale prevista dall’articolo 27, sesto comma, della Legge n. 689/1981, gli interessi di mora di cui all’articolo 30 del DPR n. 602/1973 e le somme maturate a titolo di aggio. Il trattamento delle contravvenzioni al Codice della Strada è quindi diverso da quello previsto per IMU e TARI, perché la rottamazione alleggerisce la quota accessoria maturata durante la riscossione senza cancellare l’importo originario della violazione.

Quanto conti questa componente emerge dai numeri messi in delibera dagli enti. A Napoli il magazzino crediti affidato ad AdER ammonta a circa 2,19 miliardi di euro, di cui 1,502 miliardi riferiti a sanzioni del Codice della Strada e 600 milioni a entrate tributarie.

Alternative per chi vive in un Comune non aderente

La mancata adesione dell’ente chiude l’accesso alla rottamazione dei carichi affidati ad AdER, senza però lasciare il contribuente privo di strumenti. La prima verifica riguarda la definizione agevolata autonoma prevista dall’articolo 1, commi da 102 a 109, della Legge n. 199/2025: diverse amministrazioni che hanno rinunciato alla procedura nazionale hanno approvato un proprio regolamento sulle entrate non ancora iscritte a ruolo, come mostra il caso di Torino, e in quel caso valgono le regole e le scadenze fissate dalla delibera comunale.

La seconda strada è la rateazione ordinaria dei carichi affidati all’agente della riscossione. L’articolo 19 del DPR n. 602/1973, riscritto dall’articolo 13 del D.Lgs. n. 110/2024, consente per le richieste presentate nel 2025 e nel 2026 di ottenere fino a 84 rate mensili su semplice richiesta per le somme iscritte a ruolo di importo pari o inferiore a 120.000 euro, con la sola dichiarazione di una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. Il piano non abbatte sanzioni e interessi, che continuano a essere dovuti, e diluisce il debito su sette anni.

Prima di pagare un arretrato molto vecchio va poi controllata la prescrizione dei tributi locali, che è quinquennale ai sensi dell’articolo 2948, n. 4, del Codice civile per IMU, TARI e TASI in quanto prestazioni periodiche, contro i dieci anni confermati per i tributi erariali dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 85/2026 depositata il 19 maggio 2026. Ogni atto notificato dall’ente o da AdER interrompe il termine e lo fa ripartire, quindi la verifica va fatta sulla sequenza degli atti ricevuti e non sull’anno del debito.

La differenza di trattamento tra contribuenti di Comuni confinanti è l’effetto voluto della norma, che ha affidato la scelta agli organi consiliari. Per chi ha un debito verso un ente assente dall’elenco la finestra di adesione di ottobre non produce alcun effetto e le procedure di recupero ordinarie proseguono.

Domanda dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026

La dichiarazione di adesione si presenta esclusivamente in via telematica, con le modalità che AdER pubblica sul proprio sito entro il 15 ottobre 2026, la stessa data entro cui l’area riservata espone i carichi definibili. Il calendario dei carichi locali è separato da quello della rottamazione quinquies statale, la cui finestra di adesione si è chiusa il 30 aprile 2026.

La domanda può essere integrata fino alla scadenza finale della finestra. Chi ha un contenzioso pendente sui carichi inseriti deve dichiararlo e assumere l’impegno a rinunciare al giudizio.

Pagamento dal 31 marzo 2027 fino a 54 rate

Le somme dovute per la definizione agevolata dei tributi locali si versano in un’unica soluzione oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, ciascuna non inferiore a 100 euro. Il limite minimo di rata implica che per debiti complessivi inferiori a 5.400 euro il piano avrà una durata più breve dei nove anni.

Nel 2027, dopo la prima rata di fine marzo, le scadenze cadono il 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre; dal 2028 il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno. In caso di rateazione si applicano interessi al tasso annuo del 3% a decorrere dal 1° aprile 2027.

La decadenza scatta con l’omesso o insufficiente versamento dell’unica rata, di due rate anche non consecutive o dell’ultima rata del piano: in quel caso i versamenti effettuati valgono come acconto sulle somme dovute.

Comunicazione AdER entro il 28 febbraio 2027

Dopo l’invio della domanda, AdER comunica entro il 28 febbraio 2027 l’ammontare complessivo delle somme dovute, l’importo delle singole rate e le relative scadenze. Alla stessa data si determinano gli effetti sulle rateazioni in corso, ai sensi dell’articolo 1, comma 94, lettera a), della Legge n. 199/2025: chi ha un piano attivo deve valutare il vantaggio della rottamazione insieme alle conseguenze sulla dilazione precedente.

Scadenze della rottamazione dei tributi locali

Il calendario per enti e contribuenti definito dalla Legge n. 113/2026 è riepilogato di seguito.

Scadenza Adempimento
31 luglio 2026 (concluso) Regioni ed enti locali pubblicano il provvedimento sul sito istituzionale e lo trasmettono ad AdER via PEC con il modello compilato
25 settembre 2026 AdER pubblica l’elenco degli enti che hanno comunicato l’adesione
15 ottobre 2026 AdER pubblica le modalità telematiche e rende disponibili i dati dei carichi definibili
dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 I contribuenti presentano la domanda di adesione, integrabile entro lo stesso termine
28 febbraio 2027 AdER comunica le somme dovute, l’importo delle rate e le relative scadenze
31 marzo 2027 Scadenza della prima o unica rata, che perfeziona l’adesione

Domande frequenti

Un Comune che non ha deliberato entro il 31 luglio può aderire più tardi?

No. Il termine del 31 luglio 2026 valeva per la pubblicazione e la trasmissione ad AdER del provvedimento di adesione, previsto dall’articolo 10-quinquies del DL n. 38/2026. Un ente assente dall’elenco pubblicato da AdER non ha comunicato il provvedimento nei termini, e i contribuenti di quel territorio non trovano carichi definibili verso quell’amministrazione: la rottamazione dei tributi locali non si attiva per quell’ente.

Come si fa a sapere se un carico è definibile?

Dal 15 ottobre 2026 l’area riservata del portale AdER espone i dati necessari a individuare i carichi definibili associati al proprio codice fiscale. L’associazione avviene sulla base del codice ente indicato dall’amministrazione nel modello trasmesso all’Agenzia, e in assenza di quella comunicazione nessun carico compare come definibile.

I tributi che il Comune riscuote in proprio rientrano nella rottamazione?

No. La misura riguarda soltanto i carichi affidati ad AdER. Per i tributi gestiti direttamente dall’ente o affidati a concessionari privati vale invece la facoltà di introdurre una definizione agevolata autonoma, riconosciuta agli enti territoriali dall’articolo 1, commi da 102 a 109, della Legge n. 199/2025, con regole e tempi decisi da ciascuna amministrazione.

Una multa della Polizia Locale può essere rottamata?

Solo se il Comune compare nell’elenco AdER e il carico è stato affidato all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023. Anche in quel caso la sanzione principale è dovuta per intero: la definizione agevolata abbatte le componenti accessorie, ossia interessi comunque denominati, maggiorazione semestrale prevista per le sanzioni amministrative, interessi di mora e aggio di riscossione.