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Pensioni minime 2027 stimate a 629,59 euro: l’aumento sul 2026

di Redazione PMI.it

16 Ottobre 2026 11:30

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Nel confronto con il 2026 l'aumento teorico è di 17,74 euro ma si riduce a 9,79 euro per chi percepisce la maggiorazione 2026: scenari e calcoli su 13 mensilità.

Le pensioni minime 2027 potrebbero salire a quasi 630 euro mensili grazie alla nuova rivalutazione legata alla perequazione automatica. Per chi nel 2026 incassa anche l’aumento straordinario, tuttavia, il beneficio effettivo sarebbe più contenuto, perché la maggiorazione è destinata a scadere a dicembre in assenza di una proroga.

In sintesi:

  • il trattamento minimo ordinario 2026 è fissato a 611,85 euro mensili dalla Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025;
  • l’incremento straordinario 2026 è pari all’1,3% e porta l’importo massimo a 619,80 euro;
  • la rivalutazione del 2,9% per il 2027 è una proiezione su dati provvisori, da aggiornare dopo il decreto interministeriale sulla perequazione delle pensioni.

Pensioni minime 2027: importo stimato a 629,59 euro

Il trattamento minimo INPS salirebbe a 629,59 euro mensili nel 2027 applicando una rivalutazione ipotetica del 2,9% all’importo ordinario del 2026. L’incremento teorico sarebbe di 17,74 euro al mese, per un totale annuo di 8.184,67 euro su tredici mensilità.

I dati definitivi Istat di settembre 2026, con l’indice FOI al 4,0% su base annua, mantengono coerente la stima di rivalutazione al 2,9%, ricavata dalla media degli indici mensili e dall’ipotesi di prezzi stabili nell’ultimo trimestre. Gli importi 2027 sono ancora previsionali.

Il calcolo utilizza lo stesso scenario adottato per la rivalutazione pensioni 2027. La percentuale resta una previsione: l’adeguamento effettivo dipenderà dall’indice di perequazione riconosciuto per il nuovo anno, basato sull’andamento dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi.

La base di partenza è il minimo ordinario riconosciuto dall’INPS, aggiornato annualmente con la perequazione automatica. La maggiorazione straordinaria che si aggiunge all’assegno nel 2026 segue una disciplina temporanea e richiede quindi un calcolo separato.

Aumento pensioni minime 2027 rispetto al 2026

Per misurare l’aumento effettivo delle pensioni minime 2027 occorre confrontare il nuovo importo con quanto i pensionati ricevono nel 2026, includendo l’eventuale maggiorazione straordinaria. I due valori di riferimento sono riportati nella tabella, insieme a quelli dell’anno precedente.

Anno Minimo
ordinario mensile
Massimo
con incremento straordinario
2025 603,40 € 616,67 €
2026 611,85 € 619,80 €

Fonte: Circolari INPS n. 23 del 28 gennaio 2025 e n. 153 del 19 dicembre 2025. Importi lordi mensili.

Tra il 2025 e il 2026, l’assegno comprensivo dell’incremento straordinario è cresciuto di appena 3,13 euro al mese. La rivalutazione ordinaria è stata infatti in parte compensata dalla riduzione della maggiorazione aggiuntiva prevista dalla Legge di Bilancio 2025.

Per il 2027 si presenta una situazione diversa: l’adeguamento all’inflazione potrebbe essere più elevato, mentre l’incremento temporaneo arriva alla sua scadenza normativa. L’effetto combinato determina la differenza tra l’aumento teorico del trattamento minimo e quello realmente percepito dal pensionato.

Maggiorazione straordinaria delle minime con scadenza 2026

L’incremento straordinario delle pensioni minime è previsto fino al 31 dicembre 2026 dall’articolo 1, comma 310, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197, come modificato dall’articolo 1, comma 177, della Legge 30 dicembre 2024, n. 207. Per continuare a riconoscerlo nel 2027 servirà un nuovo intervento legislativo.

Il meccanismo era stato introdotto con la Manovra 2023 per contrastare gli effetti dell’inflazione sui trattamenti più bassi. Nel 2024 l’incremento era del 2,7%, mentre nel 2025 era sceso al 2,2%. La Legge di Bilancio 2025 ha poi previsto un’ulteriore riduzione per il 2026, confermando il carattere transitorio della misura.

Il principio di calcolo è rimasto invariato: l’incremento aggiuntivo viene determinato sul trattamento mensile risultante dall’applicazione della normativa ordinaria, prima del riconoscimento della misura straordinaria. L’importo temporaneo non si consolida quindi nella base utilizzata per la perequazione dell’anno successivo.

La Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, al paragrafo 3.2, conferma il meccanismo e precisa che l’incremento, quando spettante, è riconosciuto anche sulle pensioni già integrate al trattamento minimo. Per questa specifica maggiorazione non rilevano i redditi posseduti dal pensionato.

Pensioni minime 2027: aumenti con e senza maggiorazione

Con una rivalutazione ipotetica del 2,9% e senza proroga della maggiorazione, l’aumento delle pensioni minime 2027 sarebbe di 9,79 euro mensili rispetto all’assegno maggiorato del 2026. Una nuova legge che confermasse l’incremento straordinario alle condizioni attuali produrrebbe invece un risultato superiore.

Scenario 2027 Importo mensile Aumento mensile sul 2026 Aumento annuo su 13 mensilità
senza proroga della maggiorazione 629,59 € +9,79 € +127,27 €
con proroga ipotetica dell’incremento all’1,3% 637,77 € +17,97 € +233,61 €

Elaborazione PMI.it sui valori INPS 2026, ipotizzando una rivalutazione del 2,9%. Gli aumenti sono confrontati con il massimo mensile maggiorato del 2026. La seconda ipotesi presuppone la conferma legislativa dell’attuale incremento straordinario, applicato al nuovo minimo rivalutato.

Nel primo scenario, chi percepisce già l’intero trattamento minimo maggiorato otterrebbe un aumento annuo di circa 127 euro. Nel secondo, il guadagno sarebbe di circa 234 euro l’anno, poiché l’eventuale proroga consentirebbe di conservare una componente aggiuntiva all’assegno.

La seconda simulazione ha valore esclusivamente aritmetico: la Legge di Bilancio 2027 potrebbe prevedere un incremento di misura differente oppure adottare un altro meccanismo di sostegno ai pensionati con assegni più bassi.

Pensione minima 2027 e integrazione: a chi spetta

Il nuovo trattamento minimo INPS costituisce anche il riferimento per le pensioni che possono beneficiare dell’integrazione al minimo, riconosciuta in presenza dei requisiti contributivi e reddituali previsti dalla legge. Il raggiungimento della soglia dipende quindi dalla posizione individuale del pensionato.

Per i titolari di pensioni inferiori al minimo, l’integrazione al minimo della pensione può essere totale oppure parziale, in base ai redditi rilevanti e alle regole applicabili. L’aggiornamento del trattamento minimo comporterà anche la revisione delle relative soglie reddituali, che l’INPS comunicherà per il 2027.

Importi pensioni minime 2027 ufficializzati a gennaio dall’INPS

Gli importi definitivi delle pensioni minime 2027 saranno determinati sulla base dell’indice di perequazione fissato con decreto interministeriale e delle successive istruzioni INPS, tenendo conto delle eventuali novità introdotte dalla Legge di Bilancio.

La simulazione attuale permette di quantificare gli effetti della rivalutazione e della scadenza della maggiorazione straordinaria. L’assegno effettivamente spettante sarà invece definito sulla base delle regole e degli importi ufficiali applicabili dal gennaio 2027, con gli eventuali conguagli previsti dalla disciplina della perequazione.