La rottamazione delle cartelle perde efficacia. La Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2025 della Corte dei Conti, presentata il 24 giugno 2026, certifica un contributo delle definizioni agevolate in calo e un tasso di decadenza in crescita: sempre più contribuenti aderiscono alla sanatoria e poi smettono di versare le rate, lasciando allo Stato una quota crescente di crediti insoluti. Le evidenze emerse in sintesi:
- nel 2025 le definizioni agevolate hanno inciso appena per il 26,9% delle riscossioni a mezzo ruolo;
- la riammissione ex legge n. 15/2025 ha ripescato 199mila contribuenti, con 929 milioni di rate insolute;
- il magazzino crediti AdER ha toccato 1.331 miliardi a fine 2025, con recupero medio del 14,7% in 26 anni;
- nel 2025 i pignoramenti sono saliti a 772.653, il 25,2% in più sul 2024.
Definizioni agevolate, in calo le riscossioni
Nel 2025 le definizioni agevolate hanno generato 4,5 miliardi di euro, il 26,9% del riscosso a mezzo ruolo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, pari a 16,8 miliardi complessivi. La quota era del 48,7% nel 2023, quando la sanatoria aveva toccato 7,2 miliardi, e del 33,9% nel 2024, con 5,4 miliardi.
La sola rottamazione quater, riscossa per conto dell’Agenzia delle Entrate, ha portato 2,9 miliardi. Il contributo della definizione agevolata al recupero fiscale si è quindi quasi dimezzato in due anni.
| Anno | Definizioni agevolate (quota sul riscosso a mezzo ruolo) |
|---|---|
| 2023 | 7,2 miliardi (48,7%) |
| 2024 | 5,4 miliardi (33,9%) |
| 2025 | 4,5 miliardi (26,9%) |
La riammissione dei decaduti recupera 432 milioni
La riammissione dei contribuenti decaduti, prevista dalla legge n. 15/2025, ha consentito a circa 199 mila contribuenti di rientrare nella definizione agevolata, con 432 milioni di euro incassati. A fronte di questo recupero, nel primo anno risultano già 929 milioni di rate scadute e non versate, l’indicatore del tasso di abbandono che la Corte dei Conti indica come criticità strutturale delle sanatorie.
Il gettito 2025 si regge in larga parte sulle rate residue degli anni precedenti e sui versamenti anticipati: la rottamazione quater, avviata con la legge n. 197/2022, ha coinvolto 3,05 milioni di contribuenti per 97,4 miliardi lordi, ridotti a circa 52 miliardi dopo lo stralcio di sanzioni e interessi, ma a fine 2025 gli incassi effettivi sono fermi intorno ai 16 miliardi.
Il magazzino dei crediti sale a 1,3 miliardi
Il magazzino dei crediti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha raggiunto 1.331 miliardi di euro al 31 dicembre 2025. Al netto delle posizioni in procedura concorsuale, delle dilazioni in corso e dei recuperi sospesi per le rottamazioni, la parte con reali possibilità di incasso scende a circa 93 miliardi. In 26 anni lo Stato ha recuperato in media il 14,7% dei carichi iscritti a ruolo, una percentuale che rende la fase coattiva il vero collo di bottiglia del sistema.
Cresce il ricorso ai pignoramenti
Il calo delle riscossioni da definizione agevolata si accompagna a un aumento delle azioni esecutive. Nel 2025 i pignoramenti sono saliti a 772.653, il 25,2% in più rispetto al 2024 e circa il triplo dei livelli del 2022. Chi decade dalla rottamazione rientra nella riscossione ordinaria e finisce tra le posizioni verso cui l’Agente della riscossione attiva le procedure più aggressive, dai fermi ai pignoramenti sui beni. La tattica dilatoria dell’adesione seguita dal mancato pagamento si scontra così con una riscossione coattiva più attiva.
Rottamazione quinquies debutta con lo stesso rischio
La rottamazione quinquies, introdotta dalla legge n. 199/2025, debutta con la prima o unica rata il 31 luglio 2026, la stessa data della terza rata della quater. I dati della Corte dei Conti sul tasso di decadenza indicano il rischio che la nuova sanatoria segua la parabola delle precedenti, con adesioni elevate seguite da versamenti che si diradano nel tempo. Per chi valuta l’adesione, la quinquies consente lo stralcio di sanzioni e interessi e la dilazione fino a 54 rate bimestrali, con interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026, e copre i carichi affidati dal 2000 al 2023 da omesso versamento su controlli automatici e formali.