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Emergenza caldo, come chiedere la cassa integrazione

di Barbara Weisz

4 Luglio 2025 14:59

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L'INPS dettaglia le regole per le domande di cassa integrazione o integrazione salariale per l'emergenza caldo: tutte le istruzioni caso per caso.

L’emergenza caldo che caratterizza queste giornata estive può determinare l’esigenza di ridurre o interrompere attività lavorative particolarmente esposte alle alte temperature. In questi casi, le aziende possono chiedere la cassa integrazione ordinaria o agricola (CISOA) oppure l’assegno del Fondo di integrazione salariale (FIS), o ai fondi di solidarietà bilaterali.

L’INPS, con Messaggio 2130/2025, dettaglia gli strumenti attivabili e le regole per presentare la domanda di ammortizzatori sociali quando le temperature (anche percepite) superano i 35 gradi o per ordinanza locale.

Ammortizzatori sociali con ordinanza pubblica

In presenza di un’ordinanza della Pubblica Amministrazione che dispone la sospensione o la riduzione delle attività lavorative, il datore di lavoro può presentare domanda di integrazione salariale utilizzando la causale “sospensione o riduzione dell’attività per ordine di pubblica autorità per cause non imputabili all’impresa o ai lavoratori“. Non è necessario allegare l’ordinanza, basta indicarne gli estremi.

Con questa tipologia di domanda, le prestazioni di integrazione salariale possono essere riconosciute per i periodi di sospensione o per le fasce orarie di riduzione delle attività lavorative indicate nelle ordinanze medesime.

CIG per temperature oltre i 35 gradi

L’azienda però attivare la CIG o altri ammortizzatori sociali anche senza che ci sia un provvedimento pubblico, semplicemente indicando nella domanda la causaleevento meteo” per “temperature elevate”. In questo caso le prestazioni vengono riconosciute solo se le temperature superano i 35 gradi. anche solo percepiti. Questo succede per attività lavorative svolte in luoghi non proteggibili dal sole o che comportino l’utilizzo di materiali o macchinari che producono a loro volta calore, o quando il lavoratore deve utilizzare strumenti di protezione, quali tute, caschi, oppure se lavora in un ambiente chiuso senza aria condizionata, o ancora in presenza di un elevato grado di umidità.

Come si legge nel documento di prassi dell’INPS, «la valutazione dell’integrabilità della causale richiesta non deve fare riferimento solo al gradiente termico, come registrato dai bollettini meteo, ma anche alla tipologia di attività svolta e alle condizioni nelle quali si trovano concretamente a operare i lavoratori».

Come chiedere la cassa integrazione per troppo caldo

I requisiti in questi casi sono più soft: gli strumenti di integrazione salariale per eventi meteo non richiedono l’anzianità di effettivo lavoro di 30 giorni che i lavoratori devono possedere presso l’unità produttiva per la quale viene richiesto il trattamento; i datori di lavoro non sono tenuti al pagamento del contributo addizionale.

Le domande di ammortizzatori sociali con le causali legate al caldo vanno presentate entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui l’evento si è verificato. Per consentire all’INPS di fare le opportune verifiche, è comunque utile redigere la domanda, in particolare la relazione tecnica, in modo completo. Come? Indicando l’evento meteorologico che si è verificato (nel caso in esame il caldo eccessivo), descrivendo l’attività lavorativa o la tipologia di lavori che sono stati sospesi o ridotti e le modalità di svolgimento. Non è invece necessario alleare il bollettino meteo.  In mancanza di queste elementi, l’INPS attiverà il supplemento istruttorio di cui all’articolo 11 del dm 95442/2016.

Non si possono presentare due domande distinte (una con causale determinata da ordinanza pubblica e una per temperature elevate) in relazione agli stessi lavoratori e agi stessi periodi di riduzione dell’attività lavorativa. Se l’impresa presenta una domanda per eventi meteo, l’INPS tiene comunque conto di eventuali ordinanze che riguardino l’area di lavoro interessata.