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Codici tributo per rottamazione liti pendenti in Cassazione

di Redazione PMI.it

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Rottamazione liti fiscali pendenti in Cassazione: codici tributo per la definizione agevolata e regole di compilazione del Modello F24 per ogni domanda.

Pubblicati i codici tributo pe la nuova rottamazione delle liti fiscali, che consente di pagare una somma che va dal 5% al 20% dell’importo dovuto all’Amministrazione finanziaria se il valore del contenzioso è inferiori ai 50mila o 100mila euro e in presenza di precedenti giudizi a sfavore dell’Agenzia delle Entrate: la misura è contenuta nella riforma della giustizia tributaria.

Contenzioni ammessi e importi previsti

Il nuovo strumento consente di sanare le liti pendenti già in Cassazione dallo scorso 15 luglio, nei casi in cui in primo e secondo grado ci siano una o entrambe le sentenze a sfavore del Fisco:

  • lite di valore fino a 100mila euro: se l’Agenzia delle Entrate risulta soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio, è possibile rottamare la controversia pagando il 5% del valore.
  • Lite di valore fino a 50mila euro: se il Fisco risulta soccombente in tutto o in parte in uno dei gradi di merito, si può utilizzare la definizione agevolata pagando il 20% della somma contestata.

Il giudizio deve essere pendente, dunque non si può utilizzare la rottamazione se c’è già stata sentenza definitiva. Né sono sanabili le liti relative a risorse proprie tradizionali UE e a titolo di recupero aiuti di Stato.

Rottamazione liti tributarie: codici tributo e Modello F24

Bisogna presentare una distinta domanda di definizione e un distinto versamento per ciascuna controversia (non si può effettuare l’operazione cumulativamente nel caso ci siano diverse cause pendenti). I tetti di 50mila e 100mila euro si riferiscono alle singole liti fiscali.

Dopo aver approvato il modello di modello per aderire alla nuova definizione agevolata (di cui all’articolo 5, legge n. 130/2022) – scadenza domande fissata al 16 gennaio 2023 – l’Agenzia ha pubblicato con Risoluzione 50/2022 i codici tributo per il versamento delle somme dovute: da LP30 a LP36 a seconda delle casistiche.

Nella compilazione del Modello F24, ricorda la Risoluzione, bisogna riportare come codice ufficio quello delle Direzioni delle Entrate o degli uffici periferici o dei centri operativi, a seconda dell’atto impugnato, con l’anno di riferimento.

La rottamazione non prevede la restituzione delle somme eventualmente già versate in eccesso rispetto a quanto dovuto. Gli effetti della definizione perfezionata prevalgono su quelli delle eventuali pronunce giurisdizionali non passate in giudicato anteriormente alla data di entrata in vigore della riforma tributaria.