Redditometro, le voci di spesa su cui scattano i controlli

di Redazione PMI.it

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Redditometro 2022: le voci di spesa per la determinazione sintetica del reddito e l'accertamento fiscale se c'è scostamento del 20% tra spesa e reddito.

Si riaccendono nel 2022 i riflettori sul Redditometro, lo strumento con cui si individuano gli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base dei quali possono scattare i controlli fiscali, sempre più protagonista degli accertamenti volti a ridurre quella dilagante evasione (è anche obiettivo del PNRR) che i più miti metodi di compliance non riescono a mitigare. Vediamo come funziona e quali novità ci sono sui metodi di accertamento messi in campo dall’Agenzia delle Entrate.

Redditometro 2022

Come noto, l’art. 22 DL n. 78/2010 (modificando l’art. 38 del DPR n. 600/73) consente le attività di controllo e la ricostruzione del reddito presunto di ciascun contribuente mettendo a confronto quanto dichiarato (attraverso i dati in Anagrafe Tributaria) con quanto effettivamente speso. In pratica,  l’Agenzia delle Entrate può determinare sinteticamente il reddito del contribuente sulla base della sua capacità di spesa. Se c’è uno scostamento del 20% fra reddito dichiarato e spese sostenute possono scattare i controlli.

Lo scorso agosto, si è conclusa la consultazione pubblica sul nuovo decreto MEF per l’applicazione del Redditometro dal 2016. Il Redditometro 2022 diventa operativo con la pubblicazione in Gazzetta del provvedimento.

Le voci di spesa controllate

Per quanto riguarda gli elementi di spesa indicativi di capacità contributiva e contenuto induttivo, l’elenco delle voci di spesa analizzate dal Fisco, indicate nella Relazione illustrativa sul decreto MEF con il dettaglio completo e le regole operative, sono riconducibili alle seguenti macro-categorie:

  1. consumi (generi alimentari, bevande, abbigliamento e calzature; abitazione; combustibili ed energia; mobili, elettrodomestici e servizi per la casa; sanità; trasporti; comunicazioni; istruzione; tempo libero, cultura e giochi; altri beni e servizi);
  2. investimenti (immobiliari e mobiliari);
  3. risparmio;
  4. spese per trasferimenti.

Il dettaglio delle diverse voci di spesa è dunque ampio, spaziando dai beni di largo consumo (alimenti, abbigliamento, elettrodomestici, mobili, prodotti per la casa), a quelli per mutuo, affitto, utenze e collaboratori domestici, da farmaci e visite mediche ad auto e moto (assicurazione, bollo, pezzi di ricambio), da imbarcazioni, camper e aerei (sempre in relazione a tutte le spese sostenute, anche di assicurazione bollo, rimessaggio) al trasporto pubblico, dalla telefonia ad istruzione e tempo libero (compresa pay tv e sport), da previdenza e assicurazioni ad estetica e cura della persona (parrucchiere, barbiere), accessori, viaggi. Sono comprese anche voci come l’assegno periodico al coniuge. C’è anche un capitolo a parte per risparmio e investimenti.

Come si effettuano gli accertamenti

L’Agenzia delle Entrate può valutare anche elementi diversi di capacità contributiva diversi, qualora siano disponibili dati relativi ad altre voci di spesa sostenute dal contribuente.

Due precisazioni importanti: tutte le spese vengono attribuite alla persone fisica a cui sono riferite in base ai dati presenti nell’Anagrafe Tributaria. Sono a carico del contribuente le spese effettuate da coniuge e familiari a carico. Non sono invece considerate a carico della persona fisica le spese sostenute per beni e servizi relativi esclusivamente ed effettivamente all’attività di impresa o all’esercizio di arti e professioni, sempre che tale circostanza risulti da idonea documentazione.

La digitalizzazione delle banche dati e la crescente operatività tra questi archivi informativi, associate al ricorso a tecnologie di intelligenza artificiale per rendere più efficaci i controlli, sta rendendo l’attività di accertamento fiscale 2022 sempre più selettiva e mirata.

Come difendersi dal Redditometro

L’accertamento può scattare nel caso in cui le spese superino del 20% il reddito dichiarato. Nel momento in cui scatta un accertamento da determinazione sintetica, il contribuente può dimostrare che le spese sono state affrontate con:

  • redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta,
  • redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte o legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile,
  • redditi di soggetti diversi dal contribuente;
  • risparmi.

Oppure può provare che le spese attribuite hanno un diverso ammontare. In caso di accertamento sintetico, inoltre, il giudice deve procedere con la valutazione analitica delle prove presentate in giudizio dal contribuente (cfr.: Corte di Cassazione, Ordinanza n. 5504 del 21 febbraio 2022) senza limitarsi a giudizi sommari ma riferendosi ai documenti utilizzati nel corso del processo.

Simulazione controllo su ReddiTest

L’Agenzia delle Entrate, negli anni scorsi, ha messo a disposizione dei contribuenti il software ReddiTest per valutare la coerenza tra reddito familiare e spese sostenute nell’anno, suddivise in 7 categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari.