Redditometro, online il decreto con le voci di spesa

di Barbara Weisz

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In consultazione il decreto del MEF sul Redditometro, con le voci di spesa per la determinazione sintetica del reddito e l'accertamento fiscale.

E’ in consultazione online sul sito del Dipartimento delle Finanze il decreto Redditometro, con cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze stabilisce gli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base dei quali possono eventualmente scattare i controlli fiscali. In base al Testo unico delle imposte sui reddito, l’Agenzia delle Entrate può determinare sinteticamente il reddito del contribuente sulla base della sua capacità di spesa. Se c’è uno scostamento fra reddito dichiarato e spese sostenute pari ad almeno il 20%, possono scattare controlli. Le spese che vengono considerate per la determinazione sintetica del reddito sono contenuti nella bozza di decreto del MEF, in consultazione fino al prossimo 15 luglio 2021 e riservata alle associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative.

Gli elementi che vengono considerati sono le spese e gli investimenti. Il dettaglio delle diverse voci è inserito nella tabella A allegata al decreto. Molto in sintesi, vengono analizzate le spese per alimenti, abbigliamento, mutuo o affitto, utenze, elettrodomestici, mobili, beni e prodotti per la casa, collaboratori domestici, farmaci, visite mediche, auto e moto (assicurazione, bollo, pezzi di ricambio), imbarcazioni, camper, aerei (sempre in relazione a tutte le spese sostenute, anche di assicurazione bollo, rimessaggio), trasporto pubblico, telefonia, istruzione, tempo libero (fra le altre cose, pay tv, sport), previdenza, assicurazioni, estetica e cura della persona (parrucchiere, barbiere), accessori, viaggi. Sono comprese anche voci come l’assegno periodico al coniuge. C’è poi un capitolo a parte per risparmio e investimenti. In ogni caso, l’Agenzia delle Entrate può valutare elementi di capacità contributiva diversi da quelli riportati nella tabella A, qualora siano disponibili dati relativi ad altre voci di spesa sostenute dal contribuente.

Il decreto fornisce due precisazioni importanti: tutte le spese vengono attribuite alla persone fisica a cui sono riferite in base ai dati presenti nell’anagrafe tributaria. Sono a carico del contribuente le spese effettuate da coniuge e familiari a carico. Non sono invece considerate a carico della persona fisica le spese sostenute per beni e servizi relativi esclusivamente ed effettivamente all’attività di impresa o all’esercizio di arti e professioni, sempre che tale circostanza risulti da idonea documentazione.

Come detto, l’accertamento può eventualmente scattare nel caso in cui le spese superino del 20% il reddito dichiarato. Nel momento in cui scatta un accertamento da determinazione sintetica, il contribuente può dimostrare che le spese sono state affrontate con:

  • redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta,
  • redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte o legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile,
  • redditi di soggetti diversi dal contribuente;
  • risparmi.

Oppure può provare che le spese attribuite hanno un diverso ammontare.