Proposta di legge contro le aperture festive

di Teresa Barone

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Divieti, multe e chiusure forzate per i commercianti che aprono l’attività nei festivi: la nuova proposta di legge avanzata dalla Regione.

Prosegue la lotta portata avanti dalla Regione del Veneto contro la disciplina statale relativa alla liberalizzazione delle giornate di apertura degli esercizi commerciali.

Con un nuovo comunicato stampa, infatti, l’assessore regionale allo sviluppo economico e al commercio Roberto Marcato annuncia una nuova decisione della Giunta regionale, pronta a presentare una proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale che imponga limiti precisi alle aperture festive dei negozi.

Sulla necessità di limitare le aperture festive si erano da tempo espressi favorevolmente tutti gli schieramenti politici, ma la precedente legislatura si è conclusa senza risultati. Molte promesse sono state fatte in campagna elettorale e il Veneto non vuole che le acque tornino a ristagnare, visto che anche per le prossime festività del 25 aprile e del 1° maggio molti centri commerciali resteranno aperti. Per questo vogliamo mettere nelle mani del nuovo Parlamento uno strumento legislativo già pronto che introduca alcune limitazioni alla liberalizzazione degli orari, attraverso la previsione di dodici giornate festive, laiche e religiose, in cui gli esercizi commerciali siano tenuti all’osservanza dell’obbligo di chiusura.

Proposte

Il comunicato sottolinea come la liberalizzazione non abbia effettivamente portato un generale aumento della produttività delle imprese commerciali, così come dei fatturati e della competitività aziendale. Vengono pertanto avanzate alcune proposte di chiusura festiva: 1º gennaio, 6 gennaio, 25 aprile, domenica di Pasqua, lunedì dopo Pasqua, 1º maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1º novembre, 8 dicembre, 25 dicembre e 26 dicembre.

La proposta di legge, inoltre, introdurrebbe sanzioni economiche da 2 mila a 12 mila euro in caso di inosservanza dell’obbligo di chiusura festiva, oltre alla chiusura dell’esercizio commerciale fino a 20 giorni in caso di recidiva.