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Riscossione fiscale, le criticità

di Barbara Weisz

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Negli ultimi anni la situazione è migliorata, ma la riscossione fiscale dal 2000 ad oggi di ferma al 5% dei debiti: numeri, riforma allo studio.

Dal 2000 ad oggi in Italia sono stati riscossi il 5% dei crediti affidati agli agenti della riscossione fiscale: per la precisione, secondo i dati della Corte dei Conti, sono stati affidati a Equitalia 785 miliardi di euro e ne sono stati riscossi 35. Anche aggiungendo i 14 miliardi che sono in corso di riscossione, la situazione non cambia di molto. Numeri un po’ migliori invece i numeri relativi all’INPS, che riesce a riscuotere il 15% dei propri crediti.

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In realtà, la situazione è migliorata da quando la riscossione è affidata a Equitalia, ovvero dal 2006, con la cifra che è passata dai precedenti 3 miliardi l’anno a quota 8 miliardi di euro. Resta il fatto che c’è una quota di insoluti pari a 243 miliardi. Nel 22% dei casi, il motivo per cui il Fisco non riesce a riscuotere quanto dovuto è che il contribuente riesce a dimostrare di aver ragione, e quindi l’Agenzia delle Entrate annulla il debito. Una percentuale quasi analoga (il 23%), riguarda contribuenti che non estinguono il debito perché deceduti o, nel caso di imprese, perché chiudono. Ci sono poi un 10% di contribuenti che non riescono a saldare il debito perché nullatenenti.

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Ricordiamo che Equitalia, proprio per migliorare i numeri della riscossione, ha inaugurato una nuova stagione di compliance fiscale, potenziando strumenti che garantiscono un buon risultato come quello della rateazione, sia consentendo di riaccendere piani di rateazione a contribuenti decaduti perché non hanno pagato precedenti rate, sia inviando nuove cartelle esattoriali che già prevedono la possibilità di scegliere il pagamento a rate, senza necessità di alcuna domanda o adempimento burocratico ulteriore.

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In vista, c’è anche una riforma dell’agente della riscossione, annunciata dal premier, Matteo Renzi, entro la fine dell’anno, che in realtà prevede l’eliminazione di Equitalia: non ci sono dettagli ulteriori, fra le ipotesi c’è quella di una riunificazione della funzione di riscossione sotto l’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo della riforma è comunque quello di procedere sulla strada delle semplificazioni, migliorando anche il risultato dell’attività di riscossione.

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