Tributi e tasse locali: guida, novità e calendario pagamenti

di Redazione PMI.it

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Dall'IMU alla TARI, dal canone unico all'imposta di scopo, soggiorno e sbarco, dall'addizionale IRPEF alle entrate extra-tributarie: guida tributi locali.

I tributi locali sono fondi di finanziamento per i servizi che vengono erogati dagli enti. Il continuo intervento normativo nella loro regolamentazione, spesso disorienta operatori e contribuenti, con il rischio di perdere qualche scadenza. Per questo motivo proviamo a fare un po’ di chiarezza, vediamo quali sono le entrate previste per i Comuni e come sono articolate le diverse tasse.

Imposta municipale unica IMU

È l’imposta che va pagata sugli immobili di cui si è proprietari o su cui si ha un diritto reale (uso, usufrutto, superficie o enfiteusi). Rientra tra le imposte di tipo patrimoniale in quanto viene applicata sulla componente immobiliare del patrimonio. Si paga sulle abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9), sulle seconde case e su tutti gli altri immobili (negozi, laboratori, eccetera). Sono escluse dall’IMU le unità immobiliari adibite ad abitazione principale e assimilate (immobili classificati nelle categorie catastali A/2-A/3-A/4-A/5-A/6-A/7), e relative pertinenze (immobili classificati nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7) nella misura massima di un’unità immobiliare per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo. L’IMU si applica in tutti i comuni del territorio nazionale. È fatta salva l’autonomia impositiva prevista dai rispettivi statuti della regione Friuli-Venezia Giulia e delle province autonome di Trento e di Bolzano; per queste ultime province continuano ad applicarsi, rispettivamente, l’Imposta immobiliare semplice (IMIS) e l’imposta municipale immobiliare (IMI). Per il pagamento dell’IMU sono due gli appuntamenti da segnare in calendario: il 16 giugno è il giorno di scadenza dell’acconto IMU 2021, entro il 16 dicembre bisognerà versare il saldo e l’eventuale conguaglio, in base alle aliquote fissate dal proprio Comune, senza contare le agevolazioni locali e le esenzioni per l’emergenza Coronavirus.

Tassa sui rifiuti TARI

La tassa sui rifiuti (TARI) è il tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre i rifiuti medesimi. La TARI è stata introdotta dalla Legge di Stabilità 2014 accorpando le precedenti tasse esistenti nel settore rifiuti-ambiente ovvero:

  • Tariffa di igiene ambientale (TIA);
  • Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU);
  • Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES).

I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico hanno la facoltà di applicare, in luogo della TARI, che ha natura tributaria, una tariffa avente natura di corrispettivo. In linea generale è possibile individuare i casi più comuni, dividendo la TARI in tre tempistiche diverse:

  • 1° rata da pagare entro la fine del mese di aprile;
  • 2° rata da pagare entro la fine del mese di luglio;
  • 3° rata è il saldo da versare entro la fine dell’anno.

Per avere conferme sul calendario delle scadenze, ricordiamo di attenersi alle indicazioni del Comune di riferimento. Inoltre gli enti locali hanno modo di personalizzare ulteriormente il calendario delle scadenze con proroghe che possono essere previste a livello locale. Esempio lampante è stato il 2020, in cui i versamenti sono stati frammentati nel corso dell’anno a causa dell’emergenza Covid-19. Novità anche per il 2021.

Canone Unico Patrimoniale

Dal 1° Gennaio 2021 è entrato in vigore il cosiddetto canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria (nuovo canone unico). Nella L. 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020) risulta prevista infatti l’istituzione e la disciplina del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria (canone unico), che riunisce in una sola forma di prelievo:

  • le entrate relative all’occupazione di aree pubbliche
  • la diffusione di messaggi pubblicitari.

In aggiunta, all’interno della stessa legge è prevista l’istituzione del canone patrimoniale di concessione per l’occupazione nei mercati. Dallo scorso 1° Gennaio Comuni, Province e Città metropolitane devono deliberare soltanto questo nuovo tipo di canone. Questo nuovo canone accorpa le tasse che precedentemente si occupavano di concessione, autorizzazione ed esposizione pubblicitaria. Il Canone Unico Patrimoniale sostituisce i seguenti tributi:

  • (TOSAP) – tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche
  • (COSAP) – canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche
  • (ICPDPA) – imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni
  • (CIMP) – canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari
  • il canone di cui all’art. 27, commi 7e 8, del  Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada).

l nuovo Canone non ha natura tributaria ma patrimoniale, potrà quindi essere riscosso solo in sede ordinaria:

  • senza possibilità di emettere avvisi di accertamento (e quindi di sanzioni proporzionali alle somme non versate)
  • ma applicando solo sanzioni per violazione delle norme regolamentari.

Il canone unico è disciplinato dagli enti in modo da assicurare un gettito pari a quello conseguito dai canoni e dai tributi che sono sostituiti. Fatta salva, in ogni caso, la possibilità di variare il gettito attraverso la modifica delle tariffe. Il versamento del canone è effettuato entro il 30 aprile di ciascun anno in unica soluzione, ma per l’emergenza Covid sono previste specifiche agevolazioni.

Addizionale comunale IRPEF

L’addizionale comunale è un’imposta che si applica al reddito complessivo determinato ai fini dell’IRPEF nazionale ed è dovuta se per lo stesso anno risulta dovuta quest’ultima. È facoltà di ogni singolo comune istituirla, stabilendone l’aliquota e l’eventuale soglia di esenzione nei limiti fissati dalla legge statale. Le addizionali regionale e comunale si calcolano applicando un’aliquota al reddito complessivo determinato, ai fini dell’IRPEF, al netto degli oneri deducibili e delle deduzioni per oneri di famiglia riconosciuti ai fini dell’IRPEF stessa. Ogni mese in busta paga, nel cedolino dello stipendio ed anche in quello della pensione, io lavoratori pagano oltre all’Irpef, le addizionali.

Imposta di scopo

L’imposta di scopo comunale (ISCOP) è un tributo cui gettito è destinato a finanziare opere pubbliche, eventi ad alto interesse turistico, mobilità urbana, asili, etc. È stata introdotta con la legge n. 296 del 2006 e la stessa ne disciplina le modalità di attuazione. Essa conferisce ai comuni la possibilità di finanziare il 30% del costo per la realizzazione di opere pubbliche. L’imposta è dovuta, in relazione alla stessa opera pubblica, per un periodo massimo di cinque anni ed è determinata applicando alla base imponibile dell’imposta comunale sugli immobili un’aliquota nella misura massima dello 0,5 per mille. Per la disciplina dell’imposta si applicano le disposizioni vigenti in materia di IMU. Ciò comporta l’esenzione dall’imposta per le unità immobiliari destinate ad abitazione principale. Il prelievo deve essere rimborsato in caso di mancato inizio dell’opera entro due anni dalla data prevista nel progetto esecutivo.

Imposta di soggiorno

L’imposta di soggiorno, in alcuni casi definita erroneamente tassa di soggiorno, è un tributo locale, applicato a carico di chi soggiorna (o pernotta) in una struttura ricettiva che si trova in un Comune in cui tale imposta è stata istituita. Questo tipo di imposta non è corrisposto da chi gestisce la struttura ricettiva ma dalle persone che vi soggiornano, e l’intero ammontare incassato dall’Ente comunale, come da normativa, è interamente investito in ambito turistico. La tassa si può pagare in contanti o con carta, alla fine del soggiorno, direttamente al gestore della struttura turistica, che deve rilasciare una ricevuta nominativa di pagamento.

Contributo di sbarco

In alternativa all’imposta di soggiorno i Comuni con sede nelle isole minori o nel cui territorio insistono isole minori posso adottare un’imposta di sbarco che viene riscossa insieme al prezzo del biglietto da parte delle compagnie di navigazione che forniscono i collegamenti di linea. Il contributo di sbarco è riscosso, unitamente al prezzo del biglietto, da parte delle compagnie di navigazione e aeree o dei soggetti che svolgono servizio di trasporto di persone a fini commerciali, che sono responsabili del pagamento del contributo.

Entrate extra-tributarie

Le entrate extratributarie comprendono tutte le fonti di finanziamento del comune che non sono direttamente collegabili alla riscossione dei tributi, comprendono, ad esempio:

  • Contravvenzioni al Codice della Strada e Sanzioni Amministrative;
  • Acquedotto – utenze idriche;
  • Lampade votive;
  • Rette scolastiche;
  • Oneri di urbanizzazione;
  • Servizi a domanda individuale.
  • Fitti e canoni
  • Interessi su anticipazioni e crediti
  • Utili netti delle aziende speciali e partecipate, dividendi di società

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di Cristiano Montesi

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