Residenza e domicilio: differenze e significato

di Redazione PMI.it

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Residenza fiscale e domicilio fiscale 2020: cos'è, come funziona, qual è la differenza e significato?

Domicilio e residenza possono essere confusi ma esistono diverse, importanti, differenze. Vediamo quali sono e anche a cosa servono, nonché quando bisogna utilizzare l’uno e quando l’altro.

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Domicilio: definizione

Il domicilio, nel diritto privato italiano (articolo 43, primo comma c.c.), viene definito come:

Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi [14 Cost., artt. 45 e 46 c.c.].

Per quanto riguarda gli interessi, questi si intendono non solo di natura economica, ma anche personale, sociale e politica.

In alcuni casi possono essere eletti dei “domicili speciali” qualora si tratti di episodi singoli e isolati che poi si concludono.

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Residenza: definizione

La residenza, secondo il diritto italiano (art. 43, II comma c.c.), è:

Il luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

Quindi non occasionale e non limitato ad alcuni periodi dell’anno, ma vi si può abitare in maniera non continua.

La residenza non ha necessariamente a che fare con l’abitazione dichiarata come prima casa.

In Italia la residenza può essere solo una e riferita a un solo Comune, ai fini dell’iscrizione alle liste elettorali e di tutti gli altri benefici fiscali e legali cui hanno diritto i residenti di una determinata località.

Questo per quanto riguarda la residenza anagrafica, per quanto concerne la residenza fiscale, questa si acquisisce se il contribuente è iscritto all’Anagrafe della popolazione residente o ha residenza o domicilio in Italia per più di 183 giorni all’anno. La residenza fiscale è importante per il calcolo delle imposte sui redditi e per la definizione dell’IVA.

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Domicilio e Residenza: differenze

Dal punto di vista giuridico, dunque, la residenza è diversa dal domicilio perché la prima ha a che fare con l’abitare e la seconda con la sede di affari e interessi.

In pratica, mentre la residenza indica il luogo in cui si esplica la vita privata della persona, il domicilio è il luogo in cui si svolge la vita professionale, ma non necessariamente residenza e domicilio devono essere luoghi distinti, anche se è possibile eleggere domicilio in un luogo differente da quello di residenza.

Al domicilio vengono solitamente inoltrate le comunicazioni di lavoro, si apre una tutela, si apre una successione a causa di morte, viene dichiarato il fallimento dell’imprenditore. Nel Comune di residenza si sceglie il medico di famiglia, si vota, si effettuano le pratiche per il matrimonio e si presentano le richieste dei certificati anagrafici.

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