Fisco, garanzie salve per indagini sui conti

di Francesco Mantica

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Il Decreto “Salva Italia”, come noto, prevede tra i vari provvedimento l’obbligo, per gli operatori finanziari, di trasmettere all’anagrafe tributaria le movimentazioni dei conti correnti dei contribuenti e ogni altra informazione necessaria ai fini di controllo.

Una norma, questa, che va nella direzione di un migliore e più incisivo controllo fiscale e che dovrebbe scoraggiare l’evasione. E’ importante sottolineare però che, a seguito di una recente audizione in Commissione Finanze alla Camera del direttore dell’Agenzia delle Entrate, tali comunicazioni non potranno attivare le presunzioni relative alle indagini finanziarie.

Come specificato in maniera chiara nel corso dell’audizione, le movimentazioni, una volta acquisite, non verranno tradotte automaticamente in presunzioni di maggiore reddito o di maggiori ricavi e compensi. Esse serviranno semplicemente allo scopo di indirizzare i controlli preventivi. Perché venga avviata una indagine finanziaria continueranno quindi ad essere necessarie le autorizzazioni dei direttori centrali o regionali dell’Agenzia o del comandante regionale della GdF, seguendo le tradizionali regole poste a tutela del contribuente.

Come conseguenza di ciò, a venire comunicati non saranno tutti i movimenti, ma soltanto i saldi “dare e avere” delle movimentazioni stesse, ossia, in altre parole, il loro risultato finale e non i dati di partenza. Un dato che, in quanto tale, non può attivare direttamente alcun tipo di presunzione di evasione, ma che verrà  utilizzato per “individuare posizioni a più alto rischio di evasione da segnalare alle strutture operative per i necessari controlli».

E’ dunque possibile, grazie a questi chiarimenti, farsi un’idea sui contenuti delle norme recentemente entrate in vigore. Le procedure di acccertamento, a quanto pare, non verranno cambiate, rimanendo identiche a quelle precedenti al decreto. A cambiare sarà  la filosofia di fondo: prima si sottoponeva a controllo un contribuente sulla base delle indagini finanziarie e, se qualcosa non tornava, scattava la presunzione. Adesso si acquisiscono i dati finanziari e, sulla base degli stessi, per i contribuenti considerati “a più alto rischio di evasione” scatteranno le indagini.