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Digital Transformation: le lingue si imparano da mobile

di Redazione PMI.it

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La digitalizzazione potrebbe decretare l'addio dei corsi in aula: ora le lingue si imparano puntando al digitale e al mobile.

La trasformazione digitale sta avendo impatto su praticamente ogni ambito della nostra vita professionale e personale. Ad analizzare gli effetti della digital transformation in ambito learning and development è stata Fluentify, società con sedi a Torino, Londra, Milano e Roma e attiva nel settore della formazione aziendale, con la ricerca “L&D Digital Transformation“, che ha visto coinvolto un campione di HR manager tramite la sua innovativa piattaforma di tutoring online per l’apprendimento delle lingue.

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L&D: addio ai corsi in aula

Dalla ricerca emerge che presto probabilmente diremo addio ai corsi di lingue in aula: sempre più spesso si punta su piattaforme digitali e mobile per questo scopo, viste come fattore abilitante per guidare il cambiamento. Un altro dato interessante che emerge dalla ricerca è che il 72% dei partecipanti sostiene che la propria azienda stia implementando progetti di mobile learning, esplorando anche soluzioni aziendali innovative come il gaming (16%) che puntano a incrementare l’engagement dei dipendenti. Sempre più diffuso anche il ricorso al microlearning, con formazione su contenuti molto verticali, che possono colmare in breve tempo la mancanza di competenze specifiche.

In generale, il ricorso a piattaforme di e-learning è ormai diventato un’abitudine consolidata. Le lezioni in aula restano la soluzione scelta dal 18% degli intervistati, ma sempre più spesso si abbina alla lezione fisica il corso online, la cosiddetta proposta formativa “blended”, fino a lasciare il posto una formazione supportata da piattaforme digitali, molto più efficace e su misura.

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Formazione linguistica come priorità

La survey ha evidenziato come l’88% degli HR Manager attribuisce un’elevata priorità alla formazione linguistica in azienda e che il 50% di loro sostiene che saper padroneggiare una o più lingue straniere è un vantaggio competitivo per chi desidera intraprendere un percorso di crescita professionale. La formazione linguistica si conferma inoltre un’ottima leva per attrarre e trattenere talenti  con il 100% dei partecipanti che lo ritiene un elemento che contribuisce positivamente alla retention aziendale e dal 92% come fattore positivo per attrarre talenti.

La scelta della lingua sulla quale investire vede in cima alla classifica, ovviamente, l’inglese, ma si fanno sempre più strada il francese (32%), lo spagnolo (20%) e il tedesco (16%). Percentuali che rispecchiano i principali paesi destinatari delle esportazioni italiane.

=> Fare carriera grazie alla lingua inglese

Anche per il 2020 gli HR, nel 68% dei casi, continueranno a focalizzare la loro l’attenzione verso il tema della digital transformation e dell’impatto che questa ha sull’organizzazione aziendale, cercando di incrementare l’engagement dei dipendenti nel 64% dei casi.

Formazione linguistica: l’investimento

Passando alla scelta di un fornitore per la formazione linguistica aziendale, i manager HR puntano in primis su: flessibilità ed accessibilità, costo, qualità del tutor, customizzazione del piano formativo, possibilità di monitorare i progressi e interattività.

Nonostante la crescente necessità delle aziende di investire nelle competenze linguistiche del proprio personale, la percentuale del budget dedicato alla formazione linguistica rispetto al totale del budget destinato alla formazione si attesta tra il 15% e il 30%:

  • il 17% reputa sostenibile un budget a persona superiore a 1000 euro;
  • il 30% una fascia tra i 200 e 500 euro per la formazione di un dipendente;
  • il 30% è disposto a spendere tra i 500 e i 1.000 euro.

Spesso, se il budget è ridotto intervengono i programmi di formazione finanziata: l’80% delle aziende partecipanti al sondaggio vi aderisce – in particolare a Fondimpresa e Fondirigenti.

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