BOT semestrale in asta il 29 luglio con rendimenti in risalita dopo la stretta BCE

di Anna Fabi

27 Luglio 2026 10:58

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Il Tesoro colloca un titolo a 182 giorni con scadenza 29 gennaio 2027 dopo l'aggiudicazione al 2,479%, e per chi compra tramite la società il 12,5% non vale

Il Tesoro torna sul mercato a breve termine mercoledì 29 luglio con l’unica asta BOT della seconda metà del mese, dedicata a un semestrale a 182 giorni con scadenza 29 gennaio 2027. È il primo collocamento su questa durata da quando la stretta monetaria ha iniziato a riprezzare la parte corta della curva. Nell’ultima tornata semestrale, il 25 giugno, il rendimento lordo di aggiudicazione è salito al 2,479% dal 2,411% di fine maggio, mentre il BOT annuale del 9 luglio si è fermato al 2,690%, sui livelli di giugno. Il divario tra le due scadenze si è così assottigliato a poco più di venti punti base, e allungare la durata rende meno di quanto rendesse in primavera.

In sintesi:

  • l’asta si tiene mercoledì 29 luglio 2026, con comunicazione al mercato del MEF fissata per venerdì 24 luglio, presentazione delle domande martedì 28 e regolamento venerdì 31 luglio;
  • il titolo in emissione è un BOT semestrale di 182 giorni con scadenza venerdì 29 gennaio 2027, secondo il calendario delle emissioni dei Buoni Ordinari del Tesoro per il 2026;
  • lo stesso 31 luglio 2026 giunge a scadenza il semestrale collocato il 30 gennaio, anch’esso a 182 giorni;
  • l’ultimo BOT semestrale, ISIN IT0005719536 con scadenza 31 dicembre 2026, è stato aggiudicato al 2,479% lordo su un prezzo di 98,749, con richieste per 6,74 miliardi a fronte di 4,5 miliardi offerti;
  • il Consiglio direttivo della BCE ha alzato i tre tassi di riferimento di 25 punti base l’11 giugno 2026, portando il tasso sui depositi al 2,25% con decorrenza 17 giugno.

Asta BOT del 29 luglio 2026, calendario e caratteristiche del titolo

L’asta del 29 luglio 2026 è l’unico collocamento di Buoni Ordinari del Tesoro in programma nella seconda metà del mese e riguarda il titolo semestrale, con durata di 182 giorni e scadenza fissata a venerdì 29 gennaio 2027. Le date sono indicate nel calendario delle emissioni pubblicato dal Dipartimento del Tesoro per l’intero 2026, che scandisce l’offerta di titoli di Stato su tutte le scadenze.

Il calendario di sottoscrizione si articola su quattro giornate:

  • venerdì 24 luglio il MEF diffonde la comunicazione al mercato con codice ISIN, importo offerto e caratteristiche del titolo;
  • martedì 28 luglio scade il termine per la presentazione delle domande, giornata entro la quale il pubblico deve completare la prenotazione presso il proprio intermediario;
  • mercoledì 29 luglio si svolge l’asta competitiva gestita dalla Banca d’Italia, con collocamento supplementare riservato agli Specialisti in titoli di Stato nella giornata successiva;
  • venerdì 31 luglio cadono il regolamento e la valuta, con addebito del controvalore e accredito dei titoli sul deposito.

Il Tesoro riapre di norma i semestrali nell’asta di fine mese successiva a quella della prima tranche. Accanto al nuovo titolo è quindi probabile l’offerta di una tranche aggiuntiva del semestrale con scadenza 31 dicembre 2026, codice ISIN IT0005719536, collocato il 25 giugno. L’importo complessivo offerto viene reso noto solo con la comunicazione del 24 luglio.

Il 31 luglio è anche la data di rimborso del semestrale emesso il 30 gennaio 2026, anch’esso a 182 giorni. Emissione e scadenza coincidono nella stessa giornata, con il nuovo titolo che rifinanzia quello in uscita senza sfasamenti di cassa per il Tesoro.

Rendimenti BOT in risalita dopo il rialzo dei tassi BCE

Il rendimento dei BOT semestrali ha invertito la rotta nella primavera del 2026 e l’ultima aggiudicazione si è chiusa al 2,479% lordo, il livello più alto dell’anno su questa scadenza. Il movimento riflette il rialzo dei tassi deciso dalla BCE l’11 giugno 2026, che ha portato il tasso sui depositi al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%, con decorrenza dal 17 giugno. Si tratta del primo aumento dopo quasi tre anni, motivato dalle pressioni inflazionistiche legate allo shock energetico.

Il confronto tra le ultime aggiudicazioni mostra una reazione asimmetrica lungo la curva breve:

Asta e durata del titolo Rendimento lordo di aggiudicazione
BOT semestrale, asta 29 maggio 2026 2,411%
BOT semestrale, asta 25 giugno 2026 2,479%
BOT annuale, asta 10 giugno 2026 2,695%
BOT annuale, asta 9 luglio 2026 2,690%

Il semestrale ha guadagnato quasi sette punti base in un mese, l’annuale ne ha ceduto mezzo. Il differenziale tra le due scadenze si è compresso da 28 a 21 punti base, segnale che il mercato incorpora la stretta già avvenuta senza scommettere in misura piena sulle mosse successive. Allungare la durata da sei a dodici mesi rende oggi meno di quanto rendesse a maggio.

Quanto rende il BOT semestrale al netto di imposte e commissioni

Su 100mila euro nominali, un semestrale a 182 giorni aggiudicato alle condizioni dell’ultima asta lascia in cassa circa 970 euro netti, pari a poco meno del 2% su base annua. Il calcolo tiene conto sia dell’imposta sostitutiva sia della commissione bancaria:

Voce del calcolo Importo in euro
Controvalore a un prezzo di aggiudicazione di 98,779 98.779,00
Commissione bancaria massima dello 0,10% 98,78
Esborso complessivo al 31 luglio 2026 98.877,78
Rimborso alla pari al 29 gennaio 2027 100.000,00
Scarto di emissione lordo 1.221,00
Imposta sostitutiva al 12,5% 152,63
Guadagno netto dell’operazione 969,59

Il prezzo indicato corrisponde a un rendimento lordo del 2,479% su 182 giorni e serve da riferimento, poiché il valore effettivo viene determinato dall’asta competitiva. L’aliquota agevolata sulle rendite finanziarie applicata ai titoli pubblici è la variabile che incide di più sul risultato: sullo stesso scarto, il prelievo ordinario al 26% avrebbe assorbito 317 euro invece di 153, riducendo il guadagno di oltre un sesto.

BOT semestrale e conto deposito a confronto per la cassa aziendale

Perché un conto deposito vincolato a sei mesi risulti equivalente al BOT semestrale a queste condizioni, deve offrire un tasso lordo di circa il 2,63% annuo, contro il 2,479% del titolo di Stato. Il divario nasce dal trattamento fiscale: gli interessi sui depositi bancari scontano la ritenuta del 26%, quelli sui BOT il 12,5%.

L’aritmetica sui medesimi 100mila euro è immediata. Per lasciare in cassa gli stessi 969,59 euro netti, il deposito deve generare interessi lordi per 1.310,26 euro in 182 giorni, che su base annua corrispondono al 2,63%. Un vincolo che offra il 2,40% lordo ne restituisce circa 884 netti, ottantacinque euro in meno del titolo di Stato a parità di orizzonte temporale.

La soglia di pareggio va però confrontata con l’offerta effettiva del mercato, non con le condizioni medie. Nella primavera del 2026 diverse banche hanno spinto le promozioni sui conti deposito a tassi ben superiori alla soglia, per raccogliere liquidità prima della stretta monetaria. Quelle condizioni riguardano di regola i nuovi clienti, importi entro tetti definiti e vincoli non rinnovabili, mentre sulle giacenze già in essere i tassi applicati scendono sensibilmente. Il vantaggio fiscale del BOT emerge nel confronto con le condizioni ordinarie, non con le promozioni di acquisizione.

Al confronto vanno aggiunti tre elementi che spostano l’esito nei due sensi:

  • l’imposta di bollo sui rapporti di deposito bancario, dovuta in misura fissa dai soggetti diversi dalle persone fisiche, sottrae al conto deposito qualche altro decimale e va verificata sulle condizioni contrattuali;
  • il BOT è negoziabile sul MOT prima della scadenza, mentre lo svincolo anticipato di un deposito comporta di norma la perdita degli interessi maturati;
  • il vincolo bancario è assistito dalla garanzia del Fondo interbancario di tutela dei depositi entro i limiti previsti, protezione che non copre per intero gli importi tipici di una tesoreria aziendale di media dimensione.

La scadenza al 29 gennaio 2027 aggiunge una considerazione di calendario. Il rimborso arriva nella prima parte dell’anno, quando la cassa deve sostenere le uscite ricorrenti di inizio esercizio, e restituisce il capitale in una data certa senza esporlo alle oscillazioni di prezzo che caratterizzano gli strumenti a scadenza più lunga.

Commissioni bancarie massime applicabili sui BOT

Le commissioni che gli intermediari possono addebitare sulla sottoscrizione in asta dei BOT sono fissate per legge e variano con la durata del titolo, secondo quanto stabilito dal D.M. 15 gennaio 2015. I tetti in vigore sono i seguenti:

  • lo 0,05% del prezzo di aggiudicazione per i buoni con durata pari a tre mesi;
  • lo 0,10% per i buoni semestrali, comprese le tranche offerte in riapertura;
  • lo 0,15% per i buoni annuali.

Il tetto opera sul prezzo di aggiudicazione e non sul valore nominale, e non si applica agli acquisti effettuati sul mercato secondario, dove valgono le condizioni di negoziazione concordate con l’intermediario. Sulle emissioni a medio e lungo termine collocate in asta non sono invece previste commissioni a carico del sottoscrittore. La sottoscrizione minima dei BOT è di mille euro nominali o multipli.