Il Tesoro riporta in asta il BOT annuale mercoledì 9 settembre, con regolamento fissato a lunedì 14 e la decisione della BCE attesa il giorno successivo. Il Consiglio si riunisce giovedì 10 settembre, con il tasso sui depositi al 2,25%, livello fissato dal rialzo dell’11 giugno 2026 e confermato il 23 luglio. Chi sottoscrive in asta il titolo di stato italiano fissa dunque un rendimento prima che Francoforte comunichi se il costo del denaro sale ancora.
In sintesi:
- la comunicazione del MEF con codice ISIN, importo offerto e durata effettiva è attesa per venerdì 4 settembre;
- nell’ultima asta, il 27 agosto, il titolo a 105 giorni è stato aggiudicato al 2,472% lordo e quello a 151 giorni al 2,607%, con i 4,5 miliardi offerti collocati per intero;
- il 14 settembre 2026 giunge a scadenza il BOT annuale ISIN IT0005669269, collocato in prima tranche il 10 settembre 2025 per 9 miliardi di euro.
Asta BOT 9 settembre, calendario sottoscrizione
L’asta BOT del 9 settembre 2026 riguarda la scadenza annuale, quella che il calendario dei Buoni Ordinari del Tesoro riserva alle sessioni di metà mese. Il MEF comunica al mercato codice ISIN, importo offerto e durata del titolo quattro giorni lavorativi prima del collocamento.
Il calendario di sottoscrizione si articola come di consueto su quattro giornate:
- martedì 8 settembre scade il termine per la prenotazione da parte del pubblico presso il proprio intermediario;
- mercoledì 9 settembre entro le ore 11.00 gli operatori presentano le domande nell’asta competitiva gestita dalla Banca d’Italia;
- giovedì 10 settembre entro le ore 15.30 si chiude il collocamento supplementare riservato agli Specialisti in titoli di Stato;
- lunedì 14 settembre cadono regolamento e valuta, con addebito del controvalore e accredito dei titoli sul deposito.
La giornata del 14 settembre porta anche il rimborso del BOT annuale ISIN IT0005669269, collocato il 10 settembre 2025 in prima tranche per 9 miliardi di euro a un rendimento del 2,03% lordo. Emissione e scadenza cadono quindi nella stessa data, secondo lo schema di rinnovo che il Tesoro applica al comparto a breve.
La sottoscrizione minima è di mille euro nominali o multipli, e gli orari interni di banche e uffici postali anticipano spesso di alcune ore la chiusura ufficiale del paniere. Le date del mese sono quelle fissate dal calendario delle aste del Tesoro.
Rendimenti dell’ultima asta BOT
L’ultima tornata, il 27 agosto, ha aggiudicato il titolo a 105 giorni al 2,472% lordo su un prezzo di 99,284 e quello a 151 giorni al 2,607% su 98,918, con l’intero importo di 4,5 miliardi assegnato. Le richieste sono state di 3,38 miliardi sul primo e 4,135 sul secondo, per rapporti di copertura di 1,69 e 1,65.
Le tre aggiudicazioni di agosto disegnano una curva a breve in salita regolare all’allungarsi della vita residua:
| Titolo aggiudicato in agosto | Vita residua | Rendimento lordo |
|---|---|---|
| BOT scadenza 14 dicembre 2026, asta del 27 agosto | 105 giorni | 2,472% |
| BOT scadenza 29 gennaio 2027, asta del 27 agosto | 151 giorni | 2,607% |
| BOT scadenza 13 agosto 2027, asta del 12 agosto | 364 giorni | 2,768% |
Fra la parte cortissima e la scadenza a dodici mesi corrono poco meno di trenta punti base, un premio ridotto rispetto alla primavera. La circolazione complessiva dei BOT al 31 agosto 2026 ammonta a 144.357.775.000 euro, in crescita dai 139,86 miliardi di metà mese: i 4,5 miliardi del 27 agosto non rifinanziavano alcun rimborso e sono stati raccolta netta sul comparto a breve.
Quanto rende il BOT annuale al netto
Su 10.000 euro nominali, un’aggiudicazione dell’annuale al 2,768% lordo lascia in cassa circa 224 euro netti dopo dodici mesi, una volta scontate imposta sostitutiva e commissione bancaria. Il rendimento effettivo si forma in asta e non è noto in anticipo, quindi si basa su tre scenari costruiti attorno all’ultima aggiudicazione annuale.
| Esborso su 10.000 euro nominali | Rendimento lordo di aggiudicazione / guadagno / rendimento netto annuo |
|---|---|
| 9.752,96 euro | 2,65% / 214,34 euro / 2,20% |
| 9.741,61 euro | 2,768% / 224,27 euro / 2,30% |
| 9.728,94 euro | 2,90% / 235,35 euro / 2,42% |
Il calcolo applica la convenzione del rendimento semplice su base 360 usata dal Tesoro, l’imposta sostitutiva del 12,5% sullo scarto di emissione e la commissione al tetto massimo di legge, ipotizzando il titolo portato a scadenza. La verifica del metodo sulle aggiudicazioni del 27 agosto restituisce prezzi teorici di 99,2842 e 98,9183 contro i 99,284 e 98,918 effettivi.
La forbice fra lordo e netto dipende quasi per intero dall’aliquota agevolata sulle rendite finanziarie riservata ai titoli pubblici: con il prelievo ordinario al 26% lo stesso scarto lascerebbe in tasca una settantina di euro in meno.
Commissioni di sottoscrizione in asta
Sull’annuale la commissione massima che l’intermediario può addebitare è dello 0,15% del prezzo di aggiudicazione, pari a 14,59 euro su 10.000 euro nominali allo scenario centrale. Il tetto segue la vita residua del titolo al collocamento e non la durata con cui era stato emesso.
I limiti fissati dal D.M. 15 gennaio 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 13 del 17 gennaio 2015, sono i seguenti:
- lo 0,05% del prezzo di aggiudicazione per i buoni con durata pari a tre mesi, categoria nella quale ricadono anche le riaperture con vita residua breve;
- lo 0,10% per i buoni semestrali;
- lo 0,15% per i buoni annuali.
Rapportato all’anno il costo si rovescia rispetto all’apparenza. Lo 0,15% pagato su dodici mesi vale quindici punti base annui, mentre lo 0,05% su un titolo a tre mesi ne vale venti: più il titolo è corto, più la commissione incide in proporzione al tempo per cui il capitale lavora, e chi rinnova quattro volte l’anno sostiene quel costo a ogni tornata. Il tetto opera sul prezzo di aggiudicazione e non sul valore nominale, e lascia fuori gli acquisti sul mercato secondario, dove valgono le condizioni concordate con l’intermediario.
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Rendimenti BOT da ottobre con ipotesi rialzo tassi BCE
Rinviare la sottoscrizione fino alla successiva asta di ottobre – per incassare un eventuale rialzo di venticinque punti base – vale circa 21 euro netti su 10.000 euro nominali, quasi esattamente quanto rende un mese di liquidità impiegata sui BOT a tre mesi. La scelta fra il 9 settembre e la tornata successiva si gioca quindi su un margine sottile.
| Voce del confronto su 10.000 euro nominali | Importo netto |
|---|---|
| Sottoscrizione del 9 settembre a un’aggiudicazione del 2,768% | 224,27 euro |
| Sottoscrizione successiva con venticinque punti base in più | 245,24 euro |
| Differenza a favore del rinvio | 20,97 euro |
| Un mese di liquidità impiegata al 2,472%, rendimento del titolo a tre mesi | 17,56 euro |
| Soglia di rialzo oltre la quale il rinvio paga | circa 21 punti base |
Il Consiglio direttivo della BCE si riunisce giovedì 10 settembre, il giorno dopo l’asta, con le nuove proiezioni macroeconomiche dello staff sul tavolo. Il tasso sui depositi è al 2,25% dal rialzo dei tassi deciso dalla BCE l’11 giugno 2026, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%. Nella riunione del 23 luglio il Consiglio ha lasciato i livelli invariati e Christine Lagarde ha riferito che alcuni governatori avevano prospettato un nuovo intervento, indicando rischi al rialzo sull’inflazione legati ai prezzi dell’energia.
Due avvertenze. L’aggiudicazione del 12 agosto al 2,768% incorpora già una quota dell’attesa di mercato, quindi un rialzo annunciato e previsto non si trasferisce per intero sulle aste successive; e la seconda finestra BOT del mese, il 25 settembre, riguarda la scadenza semestrale, con un capitale impegnato per metà tempo e una commissione diversa. Il confronto avrebbe quindi senso soltanto se fosse tra due collocamenti annuali mentre regge meno con durate disomogenee di titoli di Stato.
BOT vs. conto deposito per la liquidità
Perché un conto deposito vincolato risulti equivalente al BOT annuale aggiudicato al 2,768%, deve offrire il 3,11% lordo annuo. Il divario nasce dal trattamento fiscale, con gli interessi sui depositi bancari assoggettati alla ritenuta del 26% contro il 12,5% dei titoli pubblici.
| Titolo e rendimento di aggiudicazione | Rendimento netto annuo | Tasso lordo equivalente del deposito |
|---|---|---|
| BOT a 105 giorni al 2,472% | 2,018% | 2,727% |
| BOT a 151 giorni al 2,607% | 2,069% | 2,796% |
| BOT annuale al 2,768% | 2,302% | 3,111% |
Le promozioni sui conti deposito raggiungono e superano quelle soglie, e riguardano di regola nuovi clienti, importi entro tetti definiti e vincoli non rinnovabili, mentre sulle giacenze già in essere i tassi applicati scendono. Il vantaggio fiscale del BOT emerge nel confronto con le condizioni ordinarie del mercato bancario.
Un’avvertenza vale per le imprese. L’imposta sostitutiva del 12,5% riguarda le persone fisiche: per le società di capitali lo scarto di emissione concorre alla formazione del reddito d’impresa e sconta l’IRES, quindi il differenziale fiscale che rende il titolo pubblico preferibile al deposito si annulla in bilancio. Sulla tesoreria societaria il confronto va rifatto sui rendimenti lordi e sulla data in cui la liquidità torna disponibile.