L’aumento dei prezzi continua a incidere sui bilanci familiari. Con un’inflazione media annua pari all’1,5%, il rincaro complessivo per una famiglia tipo arriva fino a 496 euro l’anno, secondo le elaborazioni sui dati ufficiali.
L’impatto non è uniforme: alcuni comparti registrano aumenti molto più marcati rispetto alla media, mentre altri mostrano una riduzione dei prezzi.
Inflazione e impatto sul bilancio familiare
L’accelerazione dei prezzi è stata rilevata sulla base dei dati diffusi dall’ISTAT ed è stata analizzata anche dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (CRC). L’effetto complessivo si traduce in un aggravio significativo della spesa annua, soprattutto per le voci non comprimibili.
I beni che aumentano di più
Il primato dei rincari spetta ai gioielli, che registrano un aumento medio del 22%. Seguono alcune voci di consumo quotidiano e servizi:
- caffè: +20,7%
- energia elettrica nel mercato tutelato: +20,2%
- voli nazionali: +16,3%
- servizi ricreativi e sportivi: +9,8%
- pacchetti vacanza in Italia: +9,4%
Particolarmente rilevante è il peso del comparto alimentare, che contribuisce in modo diretto all’aumento della spesa corrente delle famiglie.
I prodotti che stanno tornando a prezzi stabili
Nel confronto 2025 vs. 2024, non mancano comunque segnali di riduzione dei prezzi rispetto ai picchi registrati negli anni scorsi in alcuni segmenti merceologici, soprattutto legati alla tecnologia e ai beni durevoli:
- telefonia mobile: -14,7%
- olio d’oliva: -14,5%
- computer portatili, palmari e tablet: -13,6%
- dispositivi per la pulizia della casa: -9,2%
- televisori: -8,1%
Un’inflazione che colpisce in modo selettivo
Il quadro che emerge mostra un’inflazione non generalizzata ma concentrata su specifiche categorie di spesa, con effetti diversi a seconda delle abitudini di consumo. La crescita dei prezzi di energia, alimentari e servizi incide in modo più diretto sul potere d’acquisto rispetto ai comparti tecnologici, dove la concorrenza continua a spingere i prezzi al ribasso.