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ICT: mercato italiano in ripresa dal 2011

di Tullio Matteo Fanti

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Dopo un 2009 di crisi, il mercato italiano dell'ICT subirà un'ulteriore flessione nell'anno in corso, per registrare invece un accenno di crescita solo nel 2011. L'Italia è però disallineata rispetto al mercato europeo

Si è tenuto presso la sede di Confindustria ANIE l’incontro “L’industria italiana dell’ICT tra crisi di mercato e nuovi paradigmi tecnologici”, al quale hanno partecipato l’Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di Consumo (ANITEC) e l’European Information Technology Observatory (EITO). Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dati di mercato dell’industria ICT ed Elettronica di Consumo in Europa e Italia.

Si prevede un calo del 17,3% nel mercato italiano dell’elettronica di consumo nel 2011, mentre per quest’anno la flessione prevista si attesta sul 4,3%.

Nel 2009 la percentuale era del 5,1%, risultato dovuto principalmente alle tecnologie legate alla fruizione della TV digitale – televisori (+17%) e decoder (+132%) – che hanno saputo compensare le perdite subite da gran parte delle altre categorie merceologiche.

Il trend italiano, dunque, per il 2011 non è allineato alla media europea, dove si attende un lieve recupero dell’IT per il 2010 (+0,2%) e un successivo irrobustimento della ripresa nel 2011 (+3,5%), con Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna che cresceranno con percentuali comprese fra il 2,6 e il 4%.

Ad un livello di analisi più approfondito, il mercato delle TLC in Italia mostra un andamento disallineato, con un andamento tendenzialmente positivo per quanto riguarda i servizi (-0,5% nel 2010; +1,1% nel 2011), mentre gli investimenti si mostrano alquanto deboli (-2,4% nel 2010; -1,1% nel 2011).

«È fondamentale che anche in Italia le imprese e le amministrazioni pubbliche stimolino una ripresa degli investimenti in nuovi sistemi IT e in reti digitali, come sta avvenendo negli altri Paesi europei», ha dichiarato Bruno Lamborghini, Presidente EITO: «anche perché non bisogna dimenticare che oltre il 50% della crescita di produttività registrata in Europa deriva dagli investimenti in ICT».