Mercato Cellulari: +4,7%, inizia la ripresa

di Redazione PMI.it

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Inizia la ripresa per il mercato dei cellulari, trainati dal successo degli smartphone e dei cellulari ultra low-cost per i mercati emergenti: +4,7% nel secondo trimestre e previsioni di miglioramento per i prossimi

Sembra finalmente volgere al termine la crisi per il mercato dei cellulari, le cui vendite mondiali tornano a crescere nel secondo trimestre del +4,7% (265 milioni di unità), dopo ben 9 mesi di stallo. A trainare la ripresa sarebbero principalmente smartphone e cellulari ultra low-cost per i mercati emergenti, secondo l’ultima ricerca condotta da iSuppli.

Ad incrementare fortemente le vendite globali di telefonini, dunque, il dinamismo dei mercati del Medio Oriente e dell’America Latina, nonostante siano ancora “sotto” del 15,1% rispetto allo scorso anno.

Anche se per il 2009 è previsto un calo annuale nelle vendite del -9,9% rispetto al 2008 – il primo da otto anni – le rilevazioni iSuppli rappresentano comunque un primo segnale di ripresa.

L’andamento andrà migliorando ancor più nella parte finale dell’anno, con aumenti delle vendite “trimestre su trimestre” del +6% e dell’+8,3%, rispettivamente nel terzo e nel quarto trimestre.

Mantiene la propria posizione in testa al mercato Nokia, con un totale di 103,2 milioni di pezzi venduti ma con un calo del -15,4% rispetto al 2008, dovuto non solo alla crisi ma anche alla crescita della concorrenza nel settore smartphone, in particolare di RIM (Research in Motion), Apple e Samsung Electronics.

Proprio quest’ultima ha fatto registrare i migliori risultati nell’anno in corso, con una crescita del +14,4% ed un totale di 52,3 milioni di pezzi venduti.

Bene anche LG Electronics, che grazie alle vendite in Medio Oriente e Africa e al successo nel mercato dei touchscreen ha incrementato le vendite del +7,6%, pari a 29,8 milioni di unità.

Chiudono la classifica dei 5 maggiori produttori Motorola e Sony Ericsson i quali hanno fatto registrare le maggiori difficoltà nel secondo trimestre rispettivamente con un calo quasi del -50% (14,8 milioni di pezzi) la prima e del -43,4% (13,8 milioni di unità) la seconda.