Crisi in Italia: Saccomanni intravede la ripresa ma non l’OCSE

di Barbara Weisz

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L'OCSE taglia le stime di crescita per l'Italia, che deve proseguire con le riforme ma monitorare il deficit, mentre Saccomanni intravede la ripresa economica: dati e previsioni 2013.

Il neo-ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ritiene che il peggio della crisi sia alle spalle e ora si debba sostenere la ripresa proseguendo sulla strada delle riforme e della crescita. Tuttavia, pur riconoscendo i passi avanti compiuti dall’Italia, l’OCSE vede la nostra economia troppo appesantita dalla scarsa competitività e rivede il PIL 2013 al ribasso (-1,5%).

=> Confronta con le stime del governo nel DEF

La ricetta di Saccomanni

«Le condizioni di incertezza che ha vissuto l’economia italiana negli ultimi mesi oggi sono superate» spiega Saccomanni, che attende entro i primi di giugno la chiusura della procedura europea per deficit eccessivo contro l’Italia, un provvedimento che rappresenterà «un riconoscimento per il nostro paese e un indicatore cruciale a cui guardano i mercati finanziari e le agenzie di rating» e consentirà anche un allentamento dei vincoli del patto di Stabilità interno, liberando fondi per 12 miliardi per stimolare interventi produttivi.

Il ministro ritiene che le valutazioni del report OCSE non tengano pienamente conto degli effetti, positivi sulla ripresa, del decreto sulla restituzione de debiti della PA alle aziende, attesi già per questo 2013.

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Il Report OCSE

La stessa organizzazione dei paesi industrializzati ammette di aver elaborato stime conservative, ritenendo ancora incerto l’impatto sulla crescita del decreto sui debiti della PA. In generale, il report promuove il cammino di riforme intrapreso, utile a rilanciare la crescita, ma non dimentica il monito sul debito pubblico, che nel 2014 è visto al 134%.

Ombre sul fronte del rapporto deficit/PIL che, secondo l’OCSE, salirà al 3,3% nel 2013 e al 3,8% nel 2014, ben al di sotto del 2,9% e dell’1,8% previsti dal governo italiano, e sotto anche i vincoli europei, che impongono all’Italia di restare sotto il 3% del PIL. Il capo economista dell’OCSE, Pier Carlo Padoan, non esclude la necessità di una nuova manovra economica.

Riforme

Quanto alla crescita, la strada da seguire passa attraverso attuazione completa delle riforme e ulteriori passi avanti, fra cui:

  • Meno restrizioni e più concorrenza nei servizi professionali e nel commercio al dettaglio.
  • Mercato del lavoro più dinamico, con sostegno all’occupazione e alla formazione e più protezione sociale.
  • Maggiore allineamento degli stipendi alla produttività, attraverso negoziati tra le parti sociali.
  • Meno burocrazia, più semplificazioni, trasparenza nella PA e razionalizzazione dei procedimenti giudiziari.

Il Report denuncia anche l’alto livello impositivo sui lavoratori a basso reddito, più elevato che nella maggior parte dei paesi OCSE: fra le soluzioni possibili, la riduzione dell’aliquota fiscale del secondo percettore di reddito in un nucleo familiare, misura utile anche ad alimentare il tasso di partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

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