Confcommercio: la crisi è una tempesta perfetta

di Barbara Weisz

Pubblicato 22 Marzo 2013
Aggiornato 5 Giugno 2013 16:28

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Confcommercio rivede al ribasso le stime su PIL e consumi 2013, lavoro, fiducia e produttività: appello alla responsabilità politica e alla legalità.

Previsioni 2013 riviste in negativo su PIL, consumi, lavoro, redditi e fiducia di imprese e famiglie: i risultati del Report Confcommercio presentato in apertura dei lavori del 14esimo Forum di Cernobbio non inducono certo all’ottimismo (leggi di più).

Siamo in una situazione di «tempesta perfetta», spiega il presidente, Carlo Sangalli, che vede l’Italia nel «momento più difficile della storia economica repubblicana, in cui i costi economici e sociali della crisi si sono sommati alla crisi dell’etica pubblica e della politica».

=> Confronta con il Report Censis su occupazione e redditi

Come uscirne? Assumendosi «la responsabilità del cambiamento», in primis da parte del mondo politico.

Situazione economica

«Tutte le variabili economiche sono in peggioramento dal 2007» spiega il direttore del Centro Studi Confcommercio Mariano Bella: «meno occupazione, produttività stagnante e pressione fiscale particolarmente elevata implicano minori consumi». Ecco le stime per fine 2013:

  • PIL -1,7%, rispetto al -0,8% stimato 5 mesi fa.
  • Reddito pro-capite -10,7% rispetto al 2007.
  • Consumi – 2,4% contro la precedente previsione di -0,9%.
  • Fiducia delle famiglie è ai minimi storici e degli imprenditori del commercio (secondo i dati Istat) inferiore ai minimi del 2009.

Qualche schiarita arriva dal saldo estero: esportazioni in crescita moderata, importazioni ridotte. Importante l’apporto dei servizi turistici. Qui si inserisce una critica: «anche durante il dibattito pre-elettorale non si è parlato affatto di servizi e di turismo, ma solo di manifattura, trascurando l’evidenza, non del tutto marginale, che i servizi costituiscono circa il 75% del valore aggiunto nazionale».

Nel 2014 torna la crescita, limitata però a un punto percentuale, non sufficiente a far recuperare la flessione del 2013.Risultato: la perdita di consumi reali per abitante a fine 2014 sarebbe del 9,7% sul 2007, equivalente a una riduzione, ai prezzi del 2012, di circa 1.700 euro pro capite.

Lavoro

Capitolo definito centrale in qualunque seria strategia di uscita dalla crisi strutturale. In Italia, su 100 persone ne lavorano 38 (contro le 49 in Germania). Grave la disoccupazione giovanile (circa il triplo che in Germania).

Gli italiani lavorano nettamente di più, in termini di ore, rispetto a tedeschi, francesi e spagnoli, ma la produttività è molto bassa: un italiano produce mediamente 36 euro per ogni ora lavorata, il 25% in meno rispetto ai tedeschi e quasi il 40% in meno sui francesi (meglio, invece, degli spagnoli, che hanno un pil per ora lavorata di 34 euro).

=> Confronta con il rapporto Eurispes sul lavoro in Italia

Disagio sociale

Confcommercio introduce un nuovo indice per misurarlo, il MIC (Misery Index Confcommercio), raddoppiato dal 2007. Previste oltre quattro milioni di persone assolutamente povere nella media del 2013, rispetto ai 3,5 milioni del 2001.

=> Leggi il rapporto Eurispes sulla crisi politica, economica e sociale

Proposte

«La crisi economica si sta trasformando in crisi sociale. E’ come se l’orologio produttivo della nostra economia fosse tornato indietro di quasi tredici anni, ai primi anni Duemila» spiega il presidente di Confcommercio, secondo cui, come detto, la politica deve assumersi la responsabilità del cambiamento. La ricetta suggerita: un «programma essenziale», che passi attraverso lotta alla corruzione, riduzione dei costi della politica e del numero dei parlamentari, legge elettorale che garantisca la governabilità, semplificazione amministrativa e istituzionale

Per quanto riguarda più nel dettaglio le misure di carattere economico:

  • impulso UE a crescita e occupazione, con investimenti pubblici produttivi
  • rimborso debiti della PA alle imprese
  • revisione del patto di stabilità interno
  • ottimizzazione delle risorse comunitarie
  • investimenti su servizi pubblici, trasporti, logistica, energia, cultura, turismo, made in Italy, innovazione e aggregazioni di rete per PMI.
  • riduzione della pressione fiscale, attraverso spending review e recupero di evasione ed elusione.

 

Per approfondire, scarica il Rapporto Confcommercio Cernobbio 2013