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IRPEF agricola e bonus carburante, Confagricoltura chiede la proroga in Manovra 2027

di Barbara Weisz

14 Ottobre 2026 10:29

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IRPEF agricola agevolata fino a fine 2026: senza proroga, con 14mila euro di redditi agricoli si pagano oltre 2.700 euro in più. In Manovra anche Agricoltura 4.0

Riscaldamento delle serre e delle stalle, semina, irrigazione: ogni fase del lavoro nei campi consuma gasolio, e il caro carburante colpisce gli agricoltori senza più misure del Governo a compensarlo. Confagricoltura chiede all’esecutivo di rinnovare subito il bonus carburante e di inserire nella Manovra 2027 la proroga dell’esenzione IRPEF agricola e nuove risorse per il credito d’imposta Agricoltura 4.0.

In sintesi:

  • il bonus carburante agricolo è un credito d’imposta del 20% sulla spesa per gasolio e benzina di marzo-maggio 2026, fino a 50mila euro per impresa (DL n. 38/2026);
  • le accise mobili riducono temporaneamente le accise con l’extragettito IVA generato dai rincari (L. n. 244/2007);
  • l’esenzione IRPEF di coltivatori diretti e IAP, in scadenza a fine 2026, esclude i redditi agricoli fino a 10mila euro e li tassa al 50% fino a 15mila euro (L. n. 232/2016);
  • Agricoltura 4.0 è un credito pari al 40% degli investimenti fino a 1 milione di euro con plafond di 2,1 milioni l’anno (L. n. 199/2025).

Bonus carburante agricolo e accise mobili

Confagricoltura chiede al Governo di rinnovare il credito d’imposta sui carburanti agricoli della scorsa primavera, che restituisce alle imprese un quinto della spesa per gasolio e benzina dei mezzi agricoli e del riscaldamento delle serre e vale solo sugli acquisti fino a maggio.

In alternativa l’esecutivo valuta un fondo dedicato al settore o le accise mobili: dopo la fine del taglio delle accise sul diesel, il 5 ottobre, il decreto che dovrebbe attivarle non risulta ancora adottato. Dalle trattative con le compagnie petrolifere è arrivato finora lo sconto del 20% di Enilive sul gasolio agricolo per il mese di ottobre.

Confagricoltura ritiene che «tutti gli strumenti a disposizione debbano essere presi in considerazione», con urgenza, e sul lungo periodo chiede un piano europeo per rafforzare la capacità di raffinazione dell’Unione.

Esenzione IRPEF agricola, la proroga al 2027

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha chiesto in un’intervista al Corriere della Sera di trovare in Manovra le risorse per prorogare l’esenzione IRPEF di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, che oggi azzera l’imposta sui primi 10mila euro di redditi agricoli e scade a fine anno. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha già detto che non è il momento di reintrodurre l’IRPEF agricola e che il Governo chiederà la proroga.

Senza proroga, i redditi agricoli tornerebbero tassati per intero. Ecco l’IRPEF lorda di un coltivatore senza altri redditi, calcolata con le aliquote 2026 prima di detrazioni e addizionali:

Redditi agricoli IRPEF oggi e senza proroga
8mila euro 0 euro oggi,
1.840 euro senza proroga
14mila euro 460 euro oggi,
3.220 euro senza proroga
20mila euro 1.725 euro oggi,
4.600 euro senza proroga

Con altri redditi l’imposta può salire ancora: il calcolo IRPEF stima il conto sul reddito complessivo.

Credito d’imposta Agricoltura 4.0 da rifinanziare

Giansanti indica come seconda priorità della Manovra il ripristino di Agricoltura 4.0, il credito d’imposta per macchinari e software introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 e valido fino al 28 settembre 2028: con il plafond attuale, bastano cinque investimenti da 1 milione di euro per esaurirne quasi tutte le risorse annue. All’Unione europea, inoltre, si chiede un quadro temporaneo straordinario sugli aiuti di Stato, con più flessibilità di spesa per gli Stati membri.

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Confagricoltura chiede infine misure a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie, perché per Giansanti gli agricoltori sono «energivori» e i rincari energetici arrivano fino al carrello della spesa.