Il disegno di legge della Manovra 2027 non può contare su deficit aggiuntivo per la previdenza: lo scostamento chiesto dal Governo è riservato a energia e difesa e ogni misura sulla riforma pensioni va coperta nei conti ordinari.
La Lega punta su un’uscita a 64 anni aperta anche ai lavoratori del sistema misto e sullo stop all’aumento dell’età pensionabile, Forza Italia sull’aumento delle pensioni minime. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiesto un approccio più prudente sugli annunci. Le opposizioni sostengono lo stop agli scatti automatici e più tutele per le carriere discontinue.
In realtà, nessuna delle proposte ha ancora un testo di legge, mentre i requisiti per lasciare il lavoro dal prossimo gennaio sono già fissati: il confronto politico stabilirà se e quali correttivi arriveranno prima che scattino.
In sintesi:
- il Documento programmatico di finanza pubblica porta il deficit 2027 al 3,4% del PIL con la spesa per energia e difesa e al 2,8% senza, lasciando le altre misure della Manovra ai conti ordinari;
- il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha stimato in circa 1,6 miliardi l’anno il costo di un’uscita a 64 anni sperimentale per tre anni con ricalcolo contributivo (intervista rilasciata all’ANSA il 17 settembre 2026);
- Forza Italia indica un obiettivo di 800-850 euro netti al mese per le pensioni minime, con spesa stimata sul miliardo, a fronte di un trattamento minimo INPS di 611,85 euro nel 2026;
- la mozione di maggioranza n. 1-00536 sui correttivi agli scatti è stata approvata dalla Camera il 29 gennaio 2026, quella delle opposizioni n. 1-00532 respinta lo stesso giorno;
- dal 1° gennaio 2027 la pensione di vecchiaia richiede 67 anni e 1 mese e l’anticipata ordinaria 42 anni e 11 mesi di contributi agli uomini e 41 anni e 11 mesi alle donne (Circolare INPS n. 28/2026).
- Pensioni in Manovra 2027: coperture e calendario
- Lega: uscita a 64 anni e Quota 41
- Forza Italia: pensioni minime fino a 850 euro
- Maggioranza: correttivi su età e flessibilità
- PD, M5S e AVS: stop agli scatti e più tutele
- I requisiti per la pensione dal 2027
- Ipotesi di riforma: cosa cambierebbe
- Calcolo pensione a legislazione vigente
Pensioni in Manovra 2027: coperture e calendario
Le proposte sulle pensioni vanno finanziate nei conti ordinari: il DPFP riserva lo scostamento di bilancio alle spese per energia e difesa. Sulle misure da inserire in Manovra, pertanto, Giorgetti ha dichiarato: «la mia risposta oggi probabilmente è diversa rispetto a quella di un mese fa».
Sulla prudenza del Tesoro incide il precedente: la Ragioneria generale dello Stato ha ricostruito in oltre 41 miliardi gli oneri cumulati dal 2019 al 2025 dalle pensioni anticipate flessibili, da Quota 100 a Opzione Donna, compreso il blocco degli adeguamenti alla speranza di vita.
La Manovra deve anche decidere la sorte dell’APE Sociale, prorogata per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2026: senza una nuova norma il canale per disoccupati, caregiver, invalidi e addetti a mansioni gravose non apre nuove maturazioni dal 2027. Quota 103 e Opzione Donna valgono invece solo per chi ha perfezionato i requisiti entro il 2025 e il 2024.
Il calendario della Legge di Bilancio 2027 fissa le tappe da cui dipende l’entrata in vigore di un correttivo dal 1° gennaio:
- il 13 ottobre Camera e Senato hanno approvato a maggioranza assoluta la relazione sullo scostamento;
- lo stesso giorno il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio, che il Governo trasmette alla Commissione europea e all’Eurogruppo entro il 15 ottobre;
- il disegno di legge di bilancio con norme e coperture, da approvare in CdM e trasmettere alle Camere entro il 20 ottobre, può slittare oltre il termine secondo il ministro Giorgetti;
- entro il 31 dicembre, infine, il Parlamento approva la legge in via definitiva.
Lega: uscita a 64 anni e Quota 41
La Lega ha rilanciato due ipotesi di pensione anticipata in vista della Manovra 2027: un’uscita a 64 anni estesa ai lavoratori con contributi versati prima del 1996 e una nuova versione di Quota 41. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha presentato la prima il 9 settembre 2026 all’evento della Lega dedicato alla legge di bilancio, indicando 64 anni di età, almeno 25 anni di contributi e il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno, in via sperimentale per tre anni.
Sul costo della sperimentazione le cifre di Durigon non coincidono: circa 1,5 miliardi l’anno e 80mila pensioni in più all’evento del 9 settembre, 1,6 miliardi l’anno e circa 5 miliardi nel triennio nell’intervista all’ANSA del 17 settembre, con 80mila uscite nel primo anno e circa 180mila in tre anni.
Il ministro Giorgetti ha giudicato sensata la proposta, perché la Legge Fornero tratta chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 peggio di chi ha iniziato dopo. Per Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali, l’uscita a 64 anni è sostenibile solo con 40 anni di contributi, mentre con 25 anni richiederebbe dopo pochi anni l’intervento dello Stato.
Per Quota 41 flessibile circola l’ipotesi di un’uscita con 41 anni di contributi e almeno 62 anni di età, con una riduzione del 2% dell’assegno per ogni anno di anticipo rispetto alla vecchiaia, fino al 10% a 62 anni. Al 9 ottobre 2026 questi parametri non figurano in un testo governativo o parlamentare e hanno natura di ipotesi politica; anche la Quota 41 per tutti promessa dalla Lega non è mai entrata nell’ordinamento.
La distinzione sui 64 anni è sostanziale. Nel 2027 la pensione anticipata contributiva consente già l’uscita a 64 anni e 1 mese, con almeno 20 anni e 1 mese di contribuzione effettiva e una soglia minima di assegno, per chi ha il primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996. L’eventuale ampliamento ai lavoratori del sistema misto allargherebbe invece il canale a chi possiede contributi anteriori al 1996.
Forza Italia: pensioni minime fino a 850 euro
Forza Italia chiede di portare le pensioni minime fino a 800-850 euro netti al mese con un intervento selettivo da circa un miliardo, come hanno indicato a settembre il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e il responsabile dei dipartimenti del partito Alessandro Cattaneo. L’obiettivo dei mille euro entro fine legislatura, più volte indicato da Antonio Tajani, è stato ridimensionato.
La base di calcolo è il trattamento minimo INPS di 611,85 euro mensili del 2026, che sale a 619,80 euro con l’incremento transitorio dell’1,3% riconosciuto alle pensioni pari o inferiori al minimo dalla Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025. L’incremento è previsto per il solo 2026: senza una nuova norma in Manovra, dal 2027 il minimo si adegua soltanto con la rivalutazione ordinaria.
L’importo interessa chi riceve l’integrazione al minimo, cioè il pensionato il cui assegno calcolato sui contributi sarebbe più basso e che rispetta i limiti di reddito previsti.
Maggioranza: correttivi su età e flessibilità
La maggioranza ha formalizzato l’obiettivo di ampliare la flessibilità in uscita e valutare interventi sugli adeguamenti automatici alla speranza di vita. La mozione Schifone, Nisini, Tenerini, Cavo ed altri n. 1-00536, approvata dalla Camera il 29 gennaio 2026, impegna il Governo a proseguire nella costruzione di un sistema più flessibile e a valutare nuovi strumenti capaci di ampliare la platea dei beneficiari.
L’atto affianca alla flessibilità il rafforzamento della previdenza complementare, la valorizzazione del TFR e strumenti di accompagnamento al pensionamento. La mozione ha natura di indirizzo politico e lascia invariati i requisiti INPS fino all’eventuale approvazione di nuove norme.
Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati hanno quindi votato una linea comune che contempla anche possibili correttivi agli adeguamenti previdenziali. La scelta fra le opzioni è aperta: nessuna nuova età pensionabile né uscita alternativa con requisiti numerici è stata approvata.
Il correttivo più vicino all’applicazione è il blocco dell’età pensionabile per il 2027, cioè la sterilizzazione del mese in più che scatta a gennaio. La Legge di Bilancio 2026 aveva già scelto di distribuire su due anni l’adeguamento di tre mesi certificato dal MEF.
PD, M5S e AVS: stop agli scatti e più tutele
PD, M5S e AVS hanno portato in Aula una linea alternativa centrata sulla sterilizzazione degli aumenti automatici e su canali più ampi per chi ha carriere fragili o svolge lavori gravosi. La mozione Braga, Riccardo Ricciardi, Zanella ed altri n. 1-00532, respinta dalla Camera il 29 gennaio 2026, chiedeva di rivedere l’incremento dei requisiti e di superare il meccanismo periodico legato alla speranza di vita.
Nel testo figuravano anche la trasformazione di APE Sociale in canale strutturale con estensione agli autonomi, il recupero di Opzione Donna e maggiori tutele per usuranti e gravosi, insieme al riconoscimento previdenziale del lavoro di cura e a una pensione di garanzia per i giovani con carriere discontinue. La stessa mozione proponeva una revisione più ampia della flessibilità, compresa la possibilità di quote variabili con riduzioni o maggiorazioni dell’assegno in relazione all’età di uscita. Dopo il voto della Camera queste proposte rappresentano un indirizzo politico dell’opposizione e lasciano invariata la disciplina pensionistica vigente.
I requisiti per la pensione dal 2027
I requisiti pensione 2027 e 2028 sono già definiti dall’articolo 1, comma 185, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 e dalla Circolare INPS n. 28/2026 del 16 marzo 2026. L’adeguamento alla speranza di vita aggiunge un mese nel 2027 e porta l’incremento complessivo a tre mesi nel 2028.
Per la pensione di vecchiaia si sale da 67 anni nel 2026 a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028. Per la pensione anticipata ordinaria il requisito contributivo arriva nel 2028 a 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne. La Legge n. 199/2025 prevede deroghe specifiche per alcune categorie di lavoratori gravosi, usuranti e precoci.
Le proposte dei partiti si misurano su questa base: una modifica applicabile già dal 2027 richiede un intervento legislativo.
Ipotesi di riforma: cosa cambierebbe
Al 9 ottobre 2026 il confronto sulla riforma pensioni 2027 comprende misure collocate a livelli giuridici differenti. La distinzione permette di capire quali requisiti possono già essere utilizzati per programmare l’uscita e quali dipendono dalle scelte della prossima Manovra.
| Misura | Stato e conseguenze |
|---|---|
| Aumento dei requisiti pensionistici | È previsto dalla normativa vigente: età e contributi richiesti aumentano di un mese dal 2027 e di tre mesi dal 2028 rispetto al 2026, salvo le deroghe per gravosi, usuranti e precoci. |
| Correttivi agli adeguamenti e maggiore flessibilità | Sono indicati nella mozione di maggioranza n. 1-00536 approvata dalla Camera. Si tratta di un indirizzo al Governo che richiede nuove norme per modificare i requisiti applicabili. |
| Uscita a 64 anni e Quota 41 flessibile | Sono proposte sostenute dalla Lega; per i 64 anni lo schema prevede una sperimentazione triennale con ricalcolo contributivo. Platea, requisiti, soglia dell’assegno e riduzioni dipendono dall’approvazione di una specifica disciplina. |
| Aumento delle pensioni minime | È la proposta di Forza Italia per la Manovra 2027. Importo e platea dipendono dalle risorse che il disegno di legge di bilancio destinerà alla misura. |
| Stop agli scatti, pensione di garanzia e nuove tutele | Sono misure sostenute da PD, M5S e AVS nella mozione n. 1-00532, respinta dalla Camera. Non producono effetti sui requisiti pensionistici vigenti. |
Esempi caso per caso
I cinque casi mostrano che le proposte sulla riforma pensioni avrebbero effetti molto diversi in base a età, anzianità contributiva, data del primo versamento e importo dell’assegno. Lo stesso intervento può anticipare l’uscita di pochi mesi per un lavoratore e aprire un canale oggi precluso per un altro.
Uomo con 42 anni e 10 mesi di contributi nel 2027
Con le regole già fissate, un uomo che raggiunge 42 anni e 10 mesi di contributi nel 2027 deve maturare un ulteriore mese per perfezionare il requisito dell’anticipata ordinaria, prima della relativa finestra di decorrenza. Un eventuale ritorno al requisito contributivo del 2026 anticiperebbe di un mese la maturazione del diritto rispetto alla disciplina oggi prevista.
Lavoratore del sistema misto a 64 anni
L’attuale pensione anticipata contributiva è riservata ai contributivi puri e quindi esclude un lavoratore di 64 anni con contributi anteriori al 1996. L’uscita a 64 anni estesa al sistema misto, con 25 anni di contributi nello schema della Lega, inciderebbe direttamente sul suo caso, a fronte di un assegno ridotto dal ricalcolo contributivo. Finché manca una norma, la pianificazione previdenziale deve basarsi sui canali già approvati.
Lavoratore di 62 anni con 41 anni di contributi
Avere 41 anni di contributi oggi consente di utilizzare la Quota 41 per i lavoratori precoci soltanto a chi appartiene alle categorie tutelate, e dal 2027 il requisito sale a 41 anni e 1 mese, salvo per i precoci addetti a mansioni gravose o usuranti. Con la Quota 41 flessibile ipotizzata, l’uscita a 62 anni comporterebbe la riduzione massima del 10%: la formula interesserebbe soprattutto chi ha iniziato a lavorare molto giovane.
Giovane con carriera discontinua
Per chi alterna lavoro, periodi scoperti e redditi bassi, la proposta con l’effetto potenzialmente più ampio nel lungo periodo è la pensione di garanzia indicata dalle opposizioni. Il progetto riguarda l’adeguatezza futura dell’assegno e lo lega agli anni di contribuzione effettiva e figurativa, al lavoro di cura e all’età di pensionamento. Una prestazione INPS con queste caratteristiche deve ancora essere istituita.
Pensionato con assegno al minimo
Un pensionato che nel 2026 riceve il minimo maggiorato a 619,80 euro dipende da due scelte della Manovra. Con la sola rivalutazione stimata al 2,9% e senza la conferma dell’incremento transitorio, nel 2027 il trattamento minimo salirebbe a circa 630 euro; raggiungere l’obiettivo di Forza Italia richiederebbe fra 170 e 220 euro in più al mese. Il confronto vale anche sul netto: su tredici mensilità l’assegno al minimo è sotto gli 8.500 euro annui entro cui la detrazione per redditi di pensione azzera l’IRPEF.
Calcolo pensione a legislazione vigente
Chi deve programmare l’uscita nel 2027 può seguire il confronto politico utilizzando come base i requisiti già approvati. PensAMi dell’INPS confronta i possibili scenari di accesso secondo la normativa vigente, mentre le formule discusse per la Manovra potranno essere considerate nel calcolo soltanto dopo un eventuale intervento legislativo.
Il simulatore PMI.it per il calcolo della pensione e della data di decorrenza permette di stimare importo lordo e netto e prima uscita utile sulla posizione contributiva individuale, offrendo un riferimento personale con cui confrontare le ipotesi discusse per il 2027.