Con la Manovra 2027 ancora da definire, la riforma pensioni torna al centro del confronto politico. I requisiti del prossimo anno sono già fissati: dal 1° gennaio la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e 1 mese e l’anticipata ordinaria richiede 42 anni e 11 mesi di contributi agli uomini e 41 anni e 11 mesi alle donne. Su questa base si confrontano tre direttrici: possibili correttivi agli scatti automatici sostenuti dalla maggioranza, la spinta della Lega su uscita a 64 anni e Quota 41 e le proposte delle opposizioni per ampliare la flessibilità e tutelare le carriere discontinue.
I requisiti per la pensione dal 2027
I requisiti pensione 2027 e 2028 sono già definiti dall’articolo 1, comma 185, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 e dalla Circolare INPS n. 28/2026 del 16 marzo 2026. L’adeguamento alla speranza di vita aggiunge un mese nel 2027 e porta l’incremento complessivo a tre mesi nel 2028.
Per la pensione di vecchiaia si sale quindi da 67 anni nel 2026 a 67 anni e 1 mese nel 2027. Per la pensione anticipata ordinaria il requisito raggiunge 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. La Legge n. 199/2025 prevede deroghe specifiche per alcune categorie di lavoratori gravosi, usuranti e precoci.
Questo è il riferimento con cui confrontare le proposte politiche: una modifica applicabile già dal 2027 richiede un intervento legislativo. Mozioni parlamentari, dichiarazioni e ipotesi sulla prossima legge di Bilancio indicano gli orientamenti delle forze politiche, mentre la maturazione del diritto alla pensione segue oggi i requisiti già approvati.
Maggioranza: correttivi su età e flessibilità
La maggioranza ha formalizzato l’obiettivo di ampliare la flessibilità in uscita e valutare interventi sugli adeguamenti automatici alla speranza di vita. La mozione Schifone, Nisini, Tenerini, Cavo ed altri n. 1-00536, approvata dalla Camera il 29 gennaio 2026, impegna il Governo a proseguire nella costruzione di un sistema più flessibile e a valutare nuovi strumenti capaci di ampliare la platea dei beneficiari.
L’atto affianca alla flessibilità il rafforzamento della previdenza complementare, la valorizzazione del TFR e strumenti di accompagnamento al pensionamento. La mozione ha natura di indirizzo politico e lascia invariati i requisiti INPS fino all’eventuale approvazione di nuove norme.
Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati hanno quindi votato una linea comune che contempla anche possibili correttivi agli adeguamenti previdenziali. La scelta tecnica rimane aperta, senza una nuova età pensionabile o una formula alternativa corredata da requisiti numerici già approvati.
Lega: uscita a 64 anni e Quota 41
La Lega ha rilanciato due ipotesi di pensione anticipata in vista della Manovra 2027: una maggiore possibilità di uscita intorno ai 64 anni e una nuova versione di Quota 41. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha riproposto pubblicamente nel maggio 2026 l’obiettivo dei 64 anni insieme alla richiesta di intervenire sugli aumenti dell’età pensionabile.
Le ricostruzioni giornalistiche di agosto associano all’uscita a 64 anni un possibile ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Per Quota 41 flessibile circola invece l’ipotesi di una riduzione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto alla vecchiaia, fino al 10% nelle simulazioni con uscita a 62 anni. Questi parametri non figurano, al 18 agosto 2026, in un testo governativo o parlamentare depositato per la Manovra e hanno quindi natura di ipotesi politica.
La distinzione sui 64 anni è sostanziale. Nel 2027 la pensione anticipata contributiva consente già l’uscita a 64 anni e 1 mese, con almeno 20 anni e 1 mese di contribuzione effettiva e una soglia minima di assegno, per chi ha il primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996. L’eventuale ampliamento ai lavoratori del sistema misto allargherebbe invece il canale a chi possiede contributi anteriori al 1996.
PD, M5S e AVS: stop agli scatti e più tutele
PD, M5S e AVS hanno portato in Aula una linea alternativa centrata sulla sterilizzazione degli aumenti automatici e su canali più ampi per chi ha carriere fragili o svolge lavori gravosi. La mozione Braga, Riccardo Ricciardi, Zanella ed altri n. 1-00532, respinta dalla Camera il 29 gennaio 2026, chiedeva di rivedere l’incremento dei requisiti e di superare il meccanismo periodico legato alla speranza di vita.
Nel testo figuravano anche la trasformazione di APE Sociale in canale strutturale con estensione agli autonomi, il recupero di Opzione Donna e maggiori tutele per usuranti e gravosi, insieme al riconoscimento previdenziale del lavoro di cura e a una pensione di garanzia per i giovani con carriere discontinue. La stessa mozione proponeva una revisione più ampia della flessibilità, compresa la possibilità di quote variabili con riduzioni o maggiorazioni dell’assegno in relazione all’età di uscita. Dopo il voto della Camera queste proposte rappresentano un indirizzo politico dell’opposizione e non modificano la disciplina pensionistica vigente.
Ipotesi e conseguenze pratiche
Al 18 agosto 2026 il confronto sulla riforma pensioni 2027 comprende misure collocate a livelli giuridici differenti. La distinzione permette di capire quali requisiti possono già essere utilizzati per programmare l’uscita e quali dipendono dalle scelte della prossima Manovra.
| Misura | Stato e conseguenze |
|---|---|
| Aumento dei requisiti pensionistici | È previsto dalla normativa vigente: la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e 1 mese e l’anticipata ordinaria a 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. |
| Correttivi agli adeguamenti e maggiore flessibilità | Sono indicati nella mozione di maggioranza n. 1-00536 approvata dalla Camera. Si tratta di un indirizzo al Governo che richiede nuove norme per modificare i requisiti applicabili. |
| Uscita a 64 anni e Quota 41 flessibile | Sono proposte sostenute dalla Lega nel confronto sulla riforma. Platea, requisiti, eventuale ricalcolo contributivo e riduzioni dell’assegno dipendono dall’approvazione di una specifica disciplina. |
| Stop agli scatti, pensione di garanzia e nuove tutele | Sono misure sostenute da PD, M5S e AVS nella mozione n. 1-00532, respinta dalla Camera. Non producono effetti sui requisiti pensionistici vigenti. |
Esempi caso per caso
I quattro casi mostrano che le proposte sulla riforma pensioni avrebbero effetti molto diversi in base a età, anzianità contributiva e data del primo versamento. Lo stesso intervento può anticipare l’uscita di pochi mesi per un lavoratore e aprire un canale oggi precluso per un altro.
Uomo con 42 anni e 10 mesi di contributi nel 2027
Con le regole già fissate, un uomo che raggiunge 42 anni e 10 mesi di contributi nel 2027 deve maturare un ulteriore mese per perfezionare il requisito dell’anticipata ordinaria, prima della relativa finestra di decorrenza. Un eventuale ritorno al requisito contributivo del 2026 anticiperebbe di un mese la maturazione del diritto rispetto alla disciplina oggi prevista.
Lavoratore del sistema misto a 64 anni
L’attuale pensione anticipata contributiva è riservata ai contributivi puri e quindi esclude un lavoratore di 64 anni con contributi anteriori al 1996. Una nuova uscita a 64 anni estesa al sistema misto potrebbe incidere direttamente sul suo caso, soprattutto se accompagnata dal ricalcolo contributivo ipotizzato nel confronto politico. Finché manca una norma, la pianificazione previdenziale deve basarsi sui canali già approvati.
Lavoratore di 62 anni con 41 anni di contributi
Avere 41 anni di contributi oggi consente di utilizzare Quota 41 soltanto ai lavoratori precoci appartenenti alle categorie tutelate e nel rispetto dei requisiti previsti. Un’eventuale formula aperta a una platea più ampia interesserebbe soprattutto chi ha iniziato a lavorare molto giovane e raggiunge una lunga anzianità contributiva prima dell’età ordinaria di pensionamento.
Giovane con carriera discontinua
Per chi alterna lavoro, periodi scoperti e redditi bassi, la proposta con l’effetto potenzialmente più ampio nel lungo periodo è la pensione di garanzia indicata dalle opposizioni. Il progetto riguarda l’adeguatezza futura dell’assegno e lo lega agli anni di contribuzione effettiva e figurativa, al lavoro di cura e all’età di pensionamento. Una prestazione INPS con queste caratteristiche deve ancora essere istituita.
Calcolo in base alle regole vigenti
Chi deve programmare l’uscita nel 2027 può seguire il confronto politico utilizzando come base i requisiti già approvati. PensAMi dell’INPS confronta i possibili scenari di accesso secondo la normativa vigente, mentre le formule discusse per la Manovra potranno essere considerate nel calcolo soltanto dopo un eventuale intervento legislativo.
Il simulatore PMI.it per il calcolo della pensione e della data di decorrenza permette di stimare importo lordo e netto e prima uscita utile sulla posizione contributiva individuale, offrendo un riferimento personale con cui confrontare le ipotesi discusse per il 2027.