Si possono usare o no i 14,4 miliardi di euro della clausola di salvaguardia UE per aiutare famiglie e imprese contro il caro energia? Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, chiedendo al Parlamento di autorizzare lo scostamento di bilancio previsto dal DPFP, il Documento programmatico di finanza pubblica, ha chiarito che questa è la richiesta del Governo all’Europa: il negoziato con Bruxelles proseguirà fino a quando il Consiglio dell’UE non delibererà formalmente la concessione della clausola all’Italia, e intanto il Governo valuta come usare lo spazio disponibile, dalla mobilità alla scuola e alle imprese, fino agli interventi a favore delle famiglie che hanno maggior bisogno.
La risoluzione di maggioranza approvata dalla Camera impegna il Governo a sostenere con la Manovra il potere di acquisto delle famiglie, in particolare di quelle più fragili, e le imprese. Il problema è che un diniego di Bruxelles imporrebbe alla Legge di Bilancio 2027 vincoli particolarmente rigidi nel finanziamento delle spese.
In sintesi:
- lo scostamento vale 28,8 miliardi nel biennio 2027-2028, divisi in parti uguali tra energia e difesa, secondo la Relazione al Parlamento 2026 allegata al DPFP;
- la Camera ha approvato la risoluzione sullo scostamento con 219 voti favorevoli e quella sul DPFP con 216, oltre la maggioranza assoluta richiesta dall’art. 6 della L. n. 243/2012;
- l’uso della quota energia per sostegni temporanei è in discussione con Bruxelles fino all’attivazione formale della clausola da parte del Consiglio dell’UE;
- il Governo punta ad approvare la Manovra in Consiglio dei ministri entro il 20 ottobre e Giorgetti non esclude uno slittamento.
Scostamento anche per gli aiuti, la richiesta di Giorgetti alla UE
L’Italia è ancora sottoposta alla procedura per disavanzo eccessivo e il percorso della spesa netta concordato con Bruxelles non lascia margini di deficit alla Manovra 2027. Lo spazio concesso dalla clausola di salvaguardia nazionale, prevista dall’art. 26 del Regolamento (UE) 2024/1263, secondo un’interpretazione stringente della regola dovrebbe consentire solo investimenti strutturali per la sicurezza energetica e la difesa. Il Governo chiede invece a Bruxelles di usare la quota energia, almeno nella fase iniziale della crisi, anche per sostenere famiglie e imprese in difficoltà per l’aumento dei prezzi e per l’inflazione che ne è derivata, «in modo selettivo e temporaneo».
Il ministro assicura che la programmazione economica è stata messa a punto seguendo la consueta linea di prudenza, per continuare ad assicurare la stabilità dei conti pubblici. L’Italia ha chiesto uno scostamento inferiore ai circa 36 miliardi prospettati ad agosto, e vorrebbe usare la flessibilità sulla metà imputabile all’energia, come indica la Relazione al Parlamento 2026.
È l’ultima Legge di Bilancio del Governo Meloni prima della fine della legislatura, e la decisione europea sull’uso dello scostamento ne condiziona anche i tempi. Il negoziato, ha spiegato Giorgetti, proseguirà fino alla decisione del Consiglio dell’UE, che dopo il parere positivo della Commissione europea dell’8 ottobre ha un mese per attivare la clausola. La risposta, anche informale, può far slittare l’approvazione della Manovra in Consiglio dei ministri: «Cercheremo di arrivare prima del 20 ottobre, però questa vicenda oggettivamente ci condiziona», ha detto il ministro in audizione.
Risoluzione di maggioranza, gli impegni per la Legge di Bilancio
La risoluzione di maggioranza sul DPFP chiede anche di finanziare gli investimenti infrastrutturali tenendo conto dell’aumento dei prezzi dei materiali sui quadri economici dei progetti, di sostenere le imprese con gli strumenti per la sicurezza energetica e di recepire nel disegno di legge di bilancio l’esito del confronto con le autorità europee sulle misure ammissibili nella clausola.
La risoluzione sullo scostamento ha superato i 201 voti della maggioranza assoluta dei componenti della Camera e chiede di attuare la Relazione al Parlamento dando rilievo agli investimenti, con misure a tutela del potere di acquisto delle famiglie compatibili con il Patto di Stabilità.
Aiuti contro il caro energia, le misure legate alla flessibilità UE
In base alla flessibilità concessa sull’energia, ha spiegato Giorgetti, il Governo sceglierà tra un insieme ampio di misure già proposte e in discussione, inserendone alcune piuttosto che altre.
Dalla flessibilità sul deficit dipendono innanzitutto gli aiuti contro il caro energia. Per le famiglie gli interventi mirati sui nuclei con maggiore bisogno possono passare dal rafforzamento dei bonus sociali per le bollette di luce e gas, riconosciuti in base all’ISEE: soglie e importi non sono ancora definiti, e con il calcolo ISEE ogni nucleo può verificare fin da ora dove si colloca rispetto ai requisiti in vigore. Per le imprese la Relazione al Parlamento indica una nuova Energy Release, cioè la cessione di energia rinnovabile a prezzo calmierato, e incentivi per fotovoltaico, idroelettrico e biometano.
Le misure fiscali richiedono invece coperture ordinarie. La riforma IRPEF 2027, dopo l’accorpamento dei primi due scaglioni e la riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33% degli anni scorsi, punta a estendere l’aliquota del 33% fino a 60mila euro di reddito: oggi il secondo scaglione si ferma a 50mila euro, e il costo è stimato in circa 2,5 miliardi. Fra le misure allo studio c’è anche la stabilizzazione dell’esenzione dal bollo auto, che l’art. 2 del DL n. 162/2026 finanzia per il solo 2027.
Busta paga, imprese e pensioni da coprire con risorse ordinarie
Sul lavoro dipendente il Governo intende confermare la tassazione agevolata introdotta con la Manovra 2026: l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti da rinnovo contrattuale e quella del 15% su notturni, festivi e turni, previste dall’art. 1, commi 7, 10 e 11, della L. n. 199/2025 e in scadenza con il 2026. Il viceministro Maurizio Leo ha indicato anche una nuova flat tax sugli aumenti di stipendio dei lavoratori fino a 35 anni, ancora priva di testo.
Per le imprese Giorgetti ha assicurato che l’iperammortamento Transizione 5.0 sarà prorogato e rafforzato: l’ipotesi allo studio lo allunga di un anno, fino al 30 settembre 2029. Il beneficio potrebbe estendersi ai software in cloud, su cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato il 12 ottobre una misura fiscale in preparazione.
Fra le altre ipotesi ci sono la cedolare secca al 5% per gli affitti a lungo termine, proposta da Noi Moderati, e diverse misure sulle pensioni: l’uscita a 64 anni anche nel sistema misto con ricalcolo contributivo dell’assegno, chiesta dalla Lega, l’aumento delle pensioni minime caldeggiato da Forza Italia e la proroga dell’Ape sociale, in scadenza il 31 dicembre 2026. Le proposte della riforma pensioni vanno finanziate senza nuovo deficit.