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Commissioni POS: nuovo Protocollo MEF per ridurre i costi agli esercenti

di Anna Fabi

15 Giugno 2026 16:59

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Il nuovo Protocollo MEF abbassa i costi di accettazione delle carte e li rende confrontabili con i modelli standard del CNEL, con offerte estese fino a 750.000 euro

È stato firmato oggi al MEF un nuovo Protocollo d’intesa per ridurre i costi POS a carico degli esercenti e renderli più chiari e confrontabili. L’accordo nasce nell’ambito del Tavolo permanente sulle transazioni elettroniche del Dipartimento del Tesoro e prosegue l’impegno avviato nel luglio 2023, allargando le agevolazioni e introducendo modelli standard di trasparenza pubblicati sul sito del CNEL.

In sintesi

  • il 15 giugno 2026 è stato firmato al MEF un nuovo Protocollo d’intesa sui costi di accettazione dei pagamenti elettronici, nel Tavolo permanente sulle transazioni elettroniche del Dipartimento del Tesoro;
  • per gli esercenti con fatturato fino a 400.000 euro sono promosse offerte che riducono l’impatto dei costi sulle transazioni con carta fino a 30 euro;
  • arrivano offerte commerciali dedicate anche agli esercenti con fatturato tra 400.000 e 750.000 euro;
  • gli operatori dovranno esporre i costi con modelli standard uguali per tutti, pubblicati sul sito del CNEL per renderli confrontabili.

Il nuovo Protocollo sui costi POS per gli esercenti

Il Protocollo punta a ridurre l’impatto delle commissioni POS sulle transazioni di piccolo importo e a rendere i costi più trasparenti, così che ogni esercente possa confrontare le offerte. È un avanzamento del percorso aperto nel 2023 e nasce dal Tavolo permanente sulle transazioni elettroniche, con cui il Tesoro riunite prestatori di servizi di pagamento, gestori di schemi di pagamento e associazioni degli esercenti. L’intesa promuove offerte commerciali e non fissa tetti obbligatori alle commissioni.

Offerte per gli esercenti fino a 400.000 euro

Per le attività con fatturato fino a 400.000 euro il Protocollo promuove offerte promozionali che abbassano l’impatto dei costi sulle transazioni con carta fino a 30 euro, la fascia di micro-pagamenti su cui le commissioni incidono di più in proporzione.

Offerte dedicate fino a 750.000 euro

La novità del 2026 è l’estensione a una platea più ampia: per gli esercenti con fatturato superiore a 400.000 e fino a 750.000 euro sono previste offerte commerciali dedicate, prima non contemplate dall’intesa del 2023.

Costi confrontabili con i modelli standard del CNEL

Per rendere comparabili i costi dei micro-pagamenti, gli operatori dovranno presentare le proprie offerte in un formato uguale per tutti, chiaro e confrontabile, basato su modelli standard pubblicati online sul sito del CNEL. La trasparenza punta a rendere più dinamico il mercato e a spingere la concorrenza tra operatori.

Dal 2023 a oggi, la storia dell’accordo

Il primo Protocollo d’intesa sui costi di accettazione delle carte era stato firmato nel luglio 2023 da ABI, APSP e dalle associazioni degli esercenti (Confcommercio, CNA, Confartigianato, Confesercenti e FIPE), al termine del lavoro del tavolo tecnico istituito al MEF dalla Legge di Bilancio 2023. Già allora l’intesa riguardava le piccole attività con ricavi fino a 400.000 euro e le transazioni di basso importo, senza fissare tetti obbligatori alle commissioni e puntando su impegni volontari a offrire condizioni più competitive.

Il Protocollo firmato oggi raccoglie quell’eredità e la aggiorna: la fascia di fatturato coperta sale fino a 750.000 euro e lo schema standard diventa un sistema di modelli pubblici ospitati dal CNEL. L’accordo è aperto all’adesione di ulteriori associazioni di categoria e dei singoli operatori non associati.

Coordinamento con l’obbligo di pagamenti elettronici

La riduzione dei costi va letta insieme all’obbligo di accettare i pagamenti elettronici come modalità per pagare senza contante, pensato per stimolare le transazioni tracciabili e ridurre l’evasione: chi non accetta carte e bancomat rischia una sanzione di 30 euro più il 4% del valore della transazione rifiutata. Il costo del POS sulle piccole somme è da anni la principale obiezione delle imprese del commercio, ed è la leva su cui interviene il Protocollo.