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Regole Covid, Cts: nuove restrizioni e mini lockdown

di Redazione PMI.it

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DPCM con restrizioni in tutta Italia, week end blindati, zone rosse con lockdown severi: le indicazioni del Cts al Governo per le nuove misure anti Covid.

Niente lockdown nazionale ma nuove restrizioni: il parere richiesto dal Governo al Cts (Comitato tecnico scientifico) conferma la validità della valutazione di rischio contagio Covid-19 tradotto in fasce cromatiche per le Regioni (zone rosse, arancioni, gialle e bianche) ma si richiede il rafforzamento delle relative regole. Il Governo deve ora valutare se e come potenziare le misure anti Covid, eventualmente con un nuovo DPCM. L’esecutivo ha chiesto il parere tecnico a fronte del peggioramento della situazione, segnalata dai report dell’Istituto di Sanità, ma prima di decidere seguiranno ulteriori vertici con la cabina di regia anti Covid e le Regioni. Poi, dopo il report del 19 marzo (per verificare il trend ed un eventuale impatto della campagna vaccinale), deciderà per un nuovo DPCM o integrazioni e correttivi a quello in vigore.

=> Mappa Coronavirus: la situazione in Italia a marzo

Nuove restrizioni

Le indicazioni del Cts implicano dunque un giro di vite sulle norme Covid in tutta Italia: chiusure rinforzate nei fine settimana sull’esempio di quanto fatto sotto Natale, con bar e ristoranti chiusi anche nelle zone gialle; regole stringenti nelle zone rosse, con lockdown più severi (aperte solo le attività essenziali) e divieto di uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute o necessità. La ratio è contrastare la diffusione del contagio limitando al massimo i contatti fra le persone.

Viene anche suggerito di puntare il più possibile sul contact tracing (che però risulta difficile quando il livello di contagio è molto alto). Ma soprattutto, al priorità indicata è quella di velocizzare la campagna vaccinale.

Fra le misure tecniche proposte, quella di far scattare automaticamente la zona rossa nei territori in cui vengono superati i 250 casi ogni 100mila abitanti (è il criterio utilizzato per la chiusura delle scuole). In generale, si pensa di inasprire le regole dove le scuole sono chiuse, per ridurre il più possibile i luoghi di aggregazione. Fra le ipotesi allo studio, la chiusura in questi casi dei centri commerciali e dei grandi magazzini. Viene anche rilevata l’esigenza di velocizzare la trasmissione dei dati sulle situazioni locali, per consentire valutazioni tempestive.

Stop a spostamenti e riaperture

Ci sono due scadenze su cui non si esclude un nuovo intervento. Innanzitutto, la chiusura delle Regioni, al momento prevista fino al 27 marzo, che potrebbe essere prorogata. In secondo luogo, la riapertura dei luoghi della cultura (cinema, teatri, sale concerti). Al momento è prevista per il 27 marzo, nel rispetto di specifici protocolli di sicurezza. Ma l’aggravarsi del rischio contagio potrebbe determinarne la proroga. Si rischia insomma una falsa partenza come per gli impianti sciistici.

Mappa zone Covid locali

Infine, i dati di cronaca. Ci sono nuove mini zone rosse. Frosinone (Lazio), Pesaro Ubrino e Fermo (Marche), Viareggio (Toscana), Ferrara e Parma (Emilia Romagna). Ricordiamo che l’Emilia Romagna, che è arancione, è già ad alta densità di mini zone rosse (Bologna, Ravenna, Modena, Forlì Cesena, Rimini), o arancione rafforzato (Reggio Emilia). Situazione simile nelle Marche (Ancona, Macerata), la Lombardia è interamente in arancione scuro per ordinanza regionale, in Piemonte un’ordinanza prevede misure di sicurezza generali e la divisione in due fasce di rischio con norme specifiche (relative soprattutto alla chiusura delle scuole). In Campania, che è in zona rossa, ci sono territori con regole ulteriormente rafforzate (Castellammare di Stabia, Gragnano, Santa Maria la Carità), dove per esempio il coprifuoco è anticipato alle 20, ed è anticipato alle 18 per i giovani dai 14 ai 24 anni.

In ogni caso, per conoscere le regole nel proprio territorio, conviene consultare il portale regionale o del proprio ente di appartenenza per conoscere eventuali ulteriori restrizioni. Ricordiamo che la mappa delle Regioni fino al 14 marzo è la seguente.

  • Zona rossa: Basilicata, Campania, Molise.
  • Zona arancione: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria, Veneto;
  • Zona gialla: Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta;
  • Zona bianca: Sardegna.

Vaccini

Altra notizia della giornata, la vaccinazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato si è sottoposto al vaccino nel pieno rispetto dell’ordine di priorità stabilito dalle regole della campagna vaccinale, recandosi nel centro che gli è stato assegnato, lo Spallanzani di Roma, e seguendo la procedura ordinaria. Ha atteso il suo turno, ha ricevuto il vaccino Moderna, ha aspettato i 15 minuti previsti dopo l’inoculazione per l’osservazione di eventuali reazioni. Il tutto nelle normali aree destinate alla vaccinazione. Ricordiamo che nel discorso di fine anno il presidente aveva definito vaccinarsi una “scelta di responsabilità” e un “dovere”, aggiungendo: «Io mi vaccinerò appena possibile, dopo le categorie che, essendo a rischio maggiore, debbono avere la precedenza». E oggi, 9 marzo, «essendo in corso a Roma la campagna di vaccinazione per coloro che sono nati negli anni 1941 e precedenti», si è vaccinato.

Sollo sfondo, segnaliamo anche l’accordo appena siglato tra fondo governativo russo e la società Adienne Pharma&Biotech per la produzione in Italia del vaccino Sputnik V. AL momento in siero non è somministrabile in Italia, per essendo ancora stato approvato dall’EMA. Si tratterà quindi di produrre un vaccino destinato all’esportazione.

Infine, problemi in vista (dopo AstraZeneca) anche per il vaccino di Johnson&Johnson, di cui è attesa l’approvazione EMA l’11 Marzo, con arrivo sul mercato italiano da aprile. La società, hanno riferito fonti di stampa, avrebbe comunicato all’Unione Europea di avere problemi di approvvigionamento, che potrebbero ritardare la consegna dei 55 milioni di dosi promesse per il secondo trimestre 2021. Lo hanno riferito fonti Ue all’agenzia Reuters.