Consultazioni e alleanze: le opzioni per il nuovo Governo

di Redazione PMI.it

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Consultazioni fino a venerdì, poi Mattarella decide tra il Conte ter o il mandato a un nuovo premier: ecco le alternative in campo, garantito il Ristori 5.

Primo giorno di consultazioni dopo l’apertura formale della crisi di Governo, che iniziano nel pomeriggio di mercoledì 27 gennaio e proseguono poi fino a venerdì 29. Intanto si è acceso il dibattito politico intorno alle diverse possibilità che si aprono per la soluzione della crisi. L’obiettivo è stato indicato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso del colloquio di martedì 26 gennaio durante il quale il premier, Giuseppe Conte, ha rassegnato le dimissioni: trovare una maggioranza con numeri solidi in Parlamento che si riconosca in un programma che consenta di uscire dalla pandemia e di mettere le basi per la ripresa. L’alternativa, inutile sottolinearlo, è il voto anticipato.

Le consultazioni

Le consultazioni servono al Capo dello Stato per raccogliere il sentiment dei partiti e valutare quali concrete possibilità ci sono per formare un nuovo Governo. Il calendario:

  • mercoledì 27 gennaio presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico;
  • giovedì 28 gruppo “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)”, gruppo Misto alla Camera, gruppo Misto al Senato, Liberi e Uguali, Italia Viva, Partito democratico;
  • venerdì 29 gennaio Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Cambiamo, Movimento 5 Stelle.

Il toto nomi

Al termine delle consultazioni, il presidente della Repubblica dovrà valutare se ci sono le condizioni per formare un nuovo Governo e dare un mandato. E veniamo alle ipotesi percorribili. Eccole di seguito.

  • Incarico al premier uscente Giuseppe Conte: l’ostacolo principale è costituito dai numeri. Per formare un Conte ter solido, il premier uscente deve raccogliere nuovi consensi parlamentari, soprattutto in Senato. Molto in sintesi, il tentativo di Conte sembra essere quello di allargare la maggioranza a forze centriste, senza escludere un rientro di Italia Viva. Qui si registra una novità, la formazione in Senato di un nuovo gruppo, Europeisti Maie Centro democratico, che raccoglie dieci parlamentari, i quali si dichiarano favorevoli al Conte ter. Come si vede, la situazione è in forte evoluzione, ma in ogni caso non facile.
  • Nuovo incarico, non a Conte: la rosa di nomi in gioco spazia tra politici, tecnici e figure istituzionali. Fra gli altri: esponenti del M5S, (come il presidente della Camera, Roberto Fico, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli), esponenti PD (i ministri della Cultura Dario Franceschini, dell’Economia Roberto Gualtieri, della Difesa, Lorenzo Guerini), figure più tecniche o istituzionali (il presidente del parlamento Ue David Sassoli, il commissario Ue Paolo Gentiloni, la ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, la ministra degli Interni Paola Lamorgese, l’economista Carlo Cottarelli).

Le nuove alleanze

Intorno ai diversi nomi, vengono formulate diverse ipotesi politiche:

  • maggioranza M5S-Pd allargata (una formula molto simile a quella del Conte ter, con un altro premier che superi eventuali veti sul nome del premier uscente);
  • il cosiddetto Governo Ursula (dal nome della presidente della commissione Ue), che allargherebbe la maggioranza anche a Forza Italia e altre forze come Udc, Cambiamo, +Europa;
  • Governo di unità nazionale, sostenuto anche da Lega e Fratelli d’Italia.

Le tempistiche

Come si vede, le opzioni in campo sono parecchie, al momento sembra difficile capire come si risolverà la crisi. Saranno fondamentali queste giornate in cui il dibattito proseguirà in modo intenso. Le tempistiche non saranno lunghissime, Mattarella potrebbe dare un incarico già nel fine settimana, dopo il primo giro di consultazioni, oppure aspettare qualche giorno in più se riterrà necessarie nuove verifiche. In ogni caso, la settimana prossima sarà decisiva per la soluzione della crisi. Nel caso in cui non ci fossero invece margini per formare un nuovo Governo, potrà sciogliere le Camere e andare a nuove elezioni.

=> Ristori: nuovi requisiti per i contributi a fondo perduto

Nel frattempo, il Governo Conte resta in carica per gli affari correnti. Fra i quali dovrebbero rientrare anche i provvedimenti attesi per contrastare la pandemia, come il Ristori 5. Si tratta del decreto con i nuovi risarcimenti per le imprese e le attività colpite dalla crisi. Si conferma l’impostazione di allargare la platea degli aventi diritto ai contributi a fondo perduto prevedendo un criterio basato sulla perdita di fatturato 2020. Sono attese anche nuove misure di pace fiscale in vista della ripresa della riscossione dal prossimo febbraio. Le norme potrebbero confluire nel decreto Ristori oppure essere inserite in un provvedimento specifico.

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