Conte si è dimesso, verso le consultazioni

di Redazione PMI.it

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Fine del Governo Conte bis, rassegnate le dimissioni, dal 27 gennaio al via le consultazioni: tutte le ipotesi, dal Conte ter alle elezioni anticipate.

Il Governo Conte bis è ufficialmente caduto, il Premier ha presentato le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Il quale dovrà ora verificare se c’è la possibilità di formare un nuovo Governo. Per il momento il presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato l’Esecutivo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di mercoledì 27 gennaio.

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La giornata del 26 gennaio si è aperta in mattinata con un Consiglio dei Ministri, durante il quale Conte ha annunciato l’intenzione di dimettersi. Poi la salita al Quirinale alle 12:00, per l’ufficializzazione delle dimissioni.  Il colloquio con Mattarella è durato circa mezz’ora, al termine del quale non sono state rilasciate dichiarazioni. Poi l’incontro tra l’ormai ex-Premier ed i presidenti del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e della Camera, Roberto Fico.

La crisi di Governo si era aperta il 13 gennaio quando Italia Viva aveva ritirato i ministri e l’appoggio all’Esecutivo. Conte aveva quindi chiesto la fiducia in Parlamento, ottenendo la maggioranza assoluta alla Camera ma solo quella relativa a Palazzo Madama. E’ seguita una settimana che ha visto il tentativo di rinforzare la maggioranza, allargandola a nuovi esponenti di diverse forze politiche centriste. Alla fine le dimissioni, che sanciscono la fine del Governo Conte bis.

Ora si aprono le consultazioni, che prevedibilmente saranno veloci. Diversi gli scenari che si possono aprire, fra i quali il più probabile vede il presidente della Repubblica ridare l’incarico allo stesso Giuseppe Conte, che proseguirebbe sulla strada intrapresa nelle ultime settimane con un Conte ter. La differenza fondamentale sarebbe lo scopo: non rafforzare il Governo ma formarne uno nuovo. Che potrebbe quindi allargarsi a una pattuglia di parlamentari, destinati forse a formare un nuovo gruppo, che potrebbe ricomprendere anche Italia Viva.

Questa è l’opzione intorno alla quale si sta maggiormente concentrando il dibattito politico, ma non è l’unica. Mattarella potrebbe decidere di dare l’incarico a un altro esponente (fondamentali le consultazioni, durante le quali le forze parlamentari esprimeranno i propri orientamenti). Nel caso in cui non si riesca a formare un nuovo Governo, il Capo dello Stato scioglierà le Camere e si aprirebbe la strada verso le elezioni.

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