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Cassa Covid gratuita fino a data da destinarsi

di Redazione PMI.it

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Cassa integrazione Covid gratuita per le aziende finché sarà necessario, bonifici di Natale tutti erogati, nuovi aiuti del Ristori 5 in stand by politico.

Un 2021 all’insegna della Cassa Integrazione Covid per le imprese italiane. Il Governo è intenzionato a garantire questo ammortizzatore sociale fino a che sarà necessario, dunque come minimo fino alla fine dello stato di emergenza nazionale per la pandemia da Coronavirus.

Sono le posizioni espresse dal Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli (crisi di governo permettendo), in vista della scadenza a marzo del blocco dei licenziamenti e delle 12 settimane di CIG concesse dalla Legge di Bilancio 2021.

Ciò che conta è garantire alle imprese la prosecuzione della cassa integrazione gratuita, senza costi aggiuntivi.

Il Piano Vaccini anti Covid-19 mira a ristabilire un minimo di equilibrio socio-sanitario, ma nella migliore delle ipotesi la sua conclusione non è ipotizzabile prima del prossimo autunno. Senza considerare che gli effetti di una crisi economica come quella che stiamo vivendo si protrarranno ancora per molto tempo. Significa un altro anno di difficoltà e dunque un altro anno, se non di emergenza nazionale, quanto meno di aiuti e ristori da erogare.

I progetti medio-grandi del Recovery Plan italiano (vedasi le linee guida del PNRR) per mettere a frutto le risorse del Next Generation EU sono ben altra cosa rispetto alle insistenti richieste dei negozi di vicinato, delle PMI di qualunque settore (non solo ristorazione e turismo), dei professionisti, della piccola industria. Per questa platea servono iniezioni di liquidità, ed anche velocemente.

Quali toppe applicare ad un’economia reale che non sa più che pesci pigliare tra zone gialle, arancioni, rosse e presto anche bianche? La coperta patchwork degli aiuti pare troppo corta, dunque l’unico modo per tamponare la situazione sembra quello di prorogare la cig per le aziende, con o senza comprovate perdite di fatturato, e in parallelo applicare deroghe in materia di contratti (rinnovi a termine senza causale, blocco licenziamenti) in attesa che si concretizzi la riforma del lavoro e degli ammortizzatori sociali (stabilità di maggioranza permettendo).

Il braccio di ferro politico in seno alla maggioranza potrebbe rallentare l’erogazione dei sussidi già promessi (ex-Ristori 4 in ritardo e futuro Ristori 5 impantanato).

Eppure, il prossimo decreto Ristori (l’ultimo della serie), dovrebbe contenere proprio il rifinanziamento CIG e le nuove misure economiche per lavoratori e imprese, come confermato dal Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. A tal fine il prossimo step – anticipato dal Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri – è dunque lo scostamento di bilancio da 24 miliardi, che dovrebbe concretizzarsi in settimana, con l’approvazione in Consiglio dei Ministri.

Intanto, l’Agenzia delle Entrate ha erogato tutti i ristori automatici del Decreto Natale (628 milioni di euro, accreditati su IBAN dei beneficiari). Un’altra toppa che, come la CIG, è destinata a protrarsi finché perdurerà il balletto dei colori per le attività commerciali e gli spostamenti degli Italiani, con il conseguente impatto sui consumi.