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Centri estetici e ristorazione: ipotesi anticipo apertura

di Redazione PMI.it

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Governo disponibile a nuove riaperture, con anticipi e differenziazioni regionali in base a curva del contagio e trend sulla diffusione del Coronavirus: le dichiarazioni di Conte e Boccia.

Non si esclude più un’anticipazione della riapertura anche per gli esercizi commerciali considerati maggiormente a rischio contagio Coronavirus come bar, ristoranti e centri estetici: ne parlano sia il premier, Giuseppe Conte, sia il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia. La prudenza è d’obbligo, per il momento si tratta solo di misure allo studio, sembra difficile che vengano prese decisioni senza avere almeno i primi dati sull’impatto della fase 2 iniziata il 4 maggio sull’andamento dei contagi, ma indubbiamente il Governo sta manifestando disponibilità in questo senso.

Siamo in condizione di studiare un’eventuale anticipazione delle aperture per ulteriori attività con differenziazioni geografiche.

Così il presidente del Consiglio intervistato dal Fatto Quotidiano. In ogni caso, par di capire, bisognerà aspettare i dati.

E non solo: «dall’11 al 14 maggio ci saranno le nuove linee guida INAIL per bar, ristoranti, centri estetici, parrucchieri, negozi al dettaglio», spiega il ministro Boccia, che aggiunge: «poi, dal 18 maggio, probabilmente ci saranno regioni che potranno fare riaperture in sicurezza».

Verso questa anticipazione spingono diverse Regioni, che in alcuni casi, come quello della Calabria, si sono già mosse senza aspettare il via libera del Governo, o stanno per farlo (l’11 maggio è prevista la riapertura di parrucchieri e negozi di abbigliamento in Sardegna). Ma anche da molte altre parti d’Italia arrivano richieste in questo senso, così come la riapertura in anticipo sui tempi fino ad ora previsti è caldeggiata dal mondo delle imprese.

Al momento, lo ricordiamo, la tabella di marcia della fase 2 continua a prevedere che nulla cambi fino al 17 maggio: le attività non più in lockdown sono quelle elencate nel Dpcm del 26 aprile, e nel successivo decreto ministeriale del MiSE del 6 maggio.

Conte, presentando la fase 2, aveva comunicato il calendario previsto (ma non ancora messo nero su bianco in alcun provvedimento normativo): negozi riaperti dal 18 maggio, con l’eccezione di bar, ristoranti e parrucchieri, che invece devono attendere orientativamente fino al primo giugno. Le ultime dichiarazioni lasciano però aperta la possibilità che questo calendario possa variare, magari consentendo una generale riapertura degli esercizi commerciali il 18 maggio.

Un’altra ipotesi che viene considerata, è prevedere delle differenziazioni su base territoriale, lasciando quindi la possibilità di riaprire anche ai negozi considerati più a rischio contagi nelle aree in cui l’andamento del Coronavirus lo consente, proseguendo invece il lockdown dove invece i rischi sono ancora presenti. Vanno in questo senso le dichiarazioni rilasciate da Conte all’AGI:

continuando con il senso di responsabilità sin qui dimostrato, in molti territori si potranno anticipare le riaperture già nei prossimi giorni di maggio.

Intanto, un passaggio importante è rappresentato dalla odierna Conferenza Stato Regioni, in cui è stato chiesto di poter riaprire da lunedì 11 maggio tutto il commercio al dettaglio. Ma, come sottolineato da Boccia, difficilmente verranno prese decisioni prima che siano messe a punto le linee guida INAIL per le nuove riaperture.

Detto questo, la riapertura anche di bar, ristoranti e centri estetici, almeno nelle Regioni meno colpite dal Coronavirus, sembra più vicina.

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