La quattordicesima 2026 vale circa 12,4 miliardi di euro e arriva nelle buste paga tra giugno e luglio. Secondo il sondaggio Confesercenti-Ipsos, oltre la metà di chi la riceve, il 54,8%, la userà per le vacanze, ma salgono le quote destinate al risparmio e al pagamento di bollette e rate arretrate, segnale di bilanci familiari ancora tirati.
In arrivo 12,4 miliardi di quattordicesime tra giugno e luglio
La stima emerge dal tradizionale sondaggio condotto da Confesercenti con Ipsos su un campione di 800 persone tra i 18 e i 65 anni, e fotografa i lavoratori che incassano la mensilità aggiuntiva. La quattordicesima è una voce contrattuale: la ricevono solo i dipendenti il cui CCNL la prevede e i pensionati che rispettano i requisiti di età e di reddito. La distribuzione nel mese rende il dato più rilevante della sua dimensione assoluta: una massa di liquidità vicina a una piccola manovra stagionale entra nei conti correnti proprio quando le spese estive delle famiglie si fanno più fitte, dai viaggi ai saldi.
Dove va la quattordicesima 2026, dalle vacanze al risparmio
Le destinazioni d’uso indicate dai lavoratori si distribuiscono così:
- vacanze e viaggi per il 54,8% di chi la riceve, in salita dal 48% dello scorso anno;
- risparmio familiare per il 29%, in crescita dal 24%;
- saldi estivi per il 21,7%, rispetto al 19% precedente;
- spese per la casa, tra ristrutturazioni e arredo, per il 20,7%;
- bollette e rate arretrate per il 17,5%, contro il 15% del 2025;
- investimenti per il 13,4%, spese sanitarie per il 12,1% e mutuo o altri finanziamenti per il 10,2%.
La somma delle percentuali supera il 100% perché ciascun lavoratore divide la quattordicesima in media tra più di due destinazioni. Il confronto con l’anno precedente mostra il doppio movimento del momento: cresce la voglia di spesa estiva, ma aumentano insieme il risparmio precauzionale e il ricorso alla mensilità per coprire pagamenti rimasti indietro.
Rincari e bilanci familiari spingono risparmio e arretrati
La quota crescente destinata a risparmio e debiti arretrati matura in un quadro di prezzi in rialzo. A maggio 2026 l’inflazione italiana è risalita al 3,2%, trascinata dall’energia, e il confronto con i rincari del carrello della spesa aiuta a leggere la prudenza delle famiglie sui consumi.
Lo spaccato territoriale fotografa due Italie. Nel Mezzogiorno il 34,3% dei lavoratori destinerà più risorse alle spese essenziali, contro il 17,5% del Nord e il 9,8% del Centro. La quota di chi userà la quattordicesima per bollette e rate arretrate sale al 23,6% al Sud, oltre il doppio del 13,3% rilevato nelle regioni settentrionali.
La proposta di Confesercenti per detassare la quattordicesima
Per Confesercenti la fotografia ha un risvolto di politica economica. Il presidente Nico Gronchi definisce la mensilità aggiuntiva «un’iniezione immediata di liquidità per l’economia» e lega la crescita di risparmio e arretrati alla fragilità dei redditi da lavoro.
Gronchi ricorda che centinaia di migliaia di lavoratori non percepiscono la quattordicesima perché coperti da contratti in dumping, con retribuzioni e tutele inferiori a quelle dei CCNL firmati dalle organizzazioni più rappresentative. La proposta dell’associazione è detassare la quattordicesima per i dipendenti e ridurre la contribuzione per le imprese che la riconoscono, lasciando intatti i diritti previdenziali. L’obiettivo dichiarato è abbassare il costo del lavoro, alzare l’importo netto in busta paga e trasformare una quota maggiore della mensilità in consumi, contrastando al tempo stesso il dumping contrattuale.