Confesercenti: rapporto “Gli Italiani e la crisi”

di Noemi Ricci

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Il quarto rapporto Confesercenti "Gli Italiani e la crisi" evidenzia un generalizzato calo della fiducia nei confronti di Governo e politica e una forte la preoccupazione per la situazione economica

La crisi si fa ancora sentire e preoccupa milioni di Italiani, che si dichiarano sempre più sfiduciati nei confronti del Governo e dei principali attori della vita politica e sociale (opposizione, enti locali, sindacati, mondo bancario e, a sorpresa, anche delle associazioni delle Pmi).

Questo il quadro fotografato da Confesercenti-Ispo nel quarto rapporto su “Gli Italiani e la crisi“.

Quasi la totalità degli intervistati (93%) è molto o abbastanza preoccupato per la situazione economica del Paese, il 61% lo è per il proprio posto di lavoro (il 31% è addirittura allarmato) e poco più della metà (56%) crede che la ripresa ci sarà nel 2011.

Dunque, preoccupazioni forti anche sul fronte occupazionale, con un certo scetticismo nei confronti del contributo che la politica ha saputo dare e darà per uscire dalla crisi.

Basti pensare che, a ottobre 2009, il 31% del campione intervistato riteneva positivo l’operato del Governo; a settembre la percentuale era del 23%, mentre oggi si è scesi a quota 8%. Un risultato peggiore di quello delle banche che, dopo aver faticosamente raggiunto il 14% a febbraio, ora sono tornate al 9%.

L’opinione nei confronti dell’opposizione torna invece quasi ai livelli del 2009 (12%): dopo essere passato per un 21% di febbraio 2010 oggi si torna all’11%.

Sorte simile per Regioni ed enti locali che sono passati dal 26% del 2009 al 28% di maggio 2010, mentre oggi si assestano al 22%. Per i sindacati il 15% è a favore, come nel 2009, ma a febbraio 2010 la percentuale era del 24%. In calo anche l’opinione sulle associazione delle Pmi che passano dal 29% al 20%.

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