ISTAT: retribuzioni stabili, ma contratti scaduti

di Noemi Ricci

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I dati ISTAT rivelano una certa stabilità delle retribuzioni contrattuali orarie, mentre aumenta a 4,8 milioni il numero di dipendenti che attendono il rinnovo del proprio contratto di lavoro

Cresce il numero di lavoratori in attesa di rinnovo contratto: i dati diffusi oggi dall’ISTAT rivelano un balzo netto (dal 13,3% di agosto 2009 all’attuale 36,4%), per un totale di 4,8 milioni di dipendenti pari al 39,6% del monte retributivo totale.

A fine agosto, erano in vigore i contratti di poco più di 8 milioni di dipendenti (60,4%). I più precari sono gli impiegati nei Servizi privati, oltre che nella Pubblica Amministrazione.

In media, oggi i lavoratori con contratto scaduto attendono 13,8 mesi prima che venga rinnovato (a luglio 2010 erano 13 mesi, ma ad agosto si è arrivati a 15,4).

Stabili invece le retribuzioni contrattuali orarie relative al mese di agosto rispetto a luglio, a causa di un numero molto basso di adeguamenti contrattuali. Le retribuzioni sono invece in aumento su base annua (+2,2%) rispetto ad agosto 2009 e al periodo gennaio-agosto 2010 (+2,3%).

Considerando le disposizioni definite dei contratti in vigore a fine agosto 2010, l’indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l’intera economia – proiettato per l’anno 2010- dovrebbe raggiungere una crescita annua del +2,1%.

Gli incrementi tendenziali maggiori sono si registrano nei settori Alimentare, bevande e tabacco (+5,2%), Telecomunicazioni (+4,5%), Commercio (+3,9%) e Metalmeccanico (+3,5%). Seguono Trasporti, Servizi postali e attività connesse (+0,3%), Forze dell’ordine (+0,5%), pubblici esercizi e alberghi, ministeri, scuola, militari-difesa, attività dei vigili del fuoco (+0,6%).