Detassazione Produttività 2013: nuovi requisiti per il bonus fiscale

di Barbara Weisz

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La soglia di reddito per detassare al 10% il salario di produttività si innalza ma cambiano i requisiti: non più bonus fiscali a pioggia ma indicatori precisi e misure da attivare su orari, ferie, mansioni e nuove tecnologie: il decreto del governo.

La detassazione 2013 sul salario di produttività si applicherà ai lavoratori con reddito lordo annuo fino a 40mila euro e per un bonus annuale massimo di 2.500 euro lordi: è stato firmato il decreto del Governo per l’agevolazione fiscali su premi, straordinari, notturni e altre voci in busta paga legate all’incremento della produttività aziendale.

Il Dpcm sblocca i 950 milioni di euro stanziati dalla Legge di Stabilità 2013 e recepisce l’accordo sulla produttività fra sindacati e imprese, anche in relazione a orari di lavoro, ferie, nuove tecnologie e mansioni.

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Le novità 2013

Il bonus prevede la consueta aliquota agevolata del 10% (una sorta di cedolare secca sulla produttività) ma amplia la platea dei destinatari (alzando il tetto di reddito da 30mila a 40mila euro lordi) e modifica i parametri per definire la produttività.

Per far scattare il bonus fiscale, infatti, l’incentivo dovrà essere legato a precisi indicatori quantitativi di produttività, redditività, efficienza, innovazione, previsti dai contratti. Oppure, il premio dovrà essere collegato a contratti che attivano almeno una misura in almeno tre diverse aree di intervento fra quelle indicate:

  1. Orari di lavoro: vanno applicati modelli flessibili che assicurino un efficiente utilizzo degli impianti per raggiungere obiettivi fissati nella programmazione mensile.
  2. Ferie:  vanno distribuite con flessibilità, attraverso una programmazione aziendale anche non continuativa per quelle eccedenti le due settimane.
  3. Nuove tecnologie: vanno adottate misure che rendano compatibile l’utilizzo delle tecnologie con la tutela dei diritti dei lavoratori.
  4. Mansioni: vanno attivati interventi in materia di fungibilità delle mansioni e integrazione delle competenze.

Si tratta degli elementi inseriti nell’accordo fra imprese e sindacati del novembre 2012 e che riguardano la contrattazione di secondo livello. Il tentativo di governo e parti sociali (senza la firma della Cgil) è di non elargire incentivi a pioggia ma di legare i finanziamenti a precisi requisiti di produttività:

=> Ecco l’accordo su produttività e riforma contratti

Intanto prosegue il negoziato fra imprese e sindacati su un altro punto delicato: la rappresentanza sindacale. Gli accordi di novembre prevedono l’esigenza di siglare una specifica intesa, che in teoria andava trovata entro fine 2012. In pratica il negoziato continua, e a questo tavolo c’è anche la Cgil. Si tratta di proseguire sulla strada individuata con gli accordi interconfederali del 28 giugno 2011, che ad esempio stabilisco che un sindacato può accedere alla contrattazione quando rappresenta almeno il 5% dei lavoratori del settore di appartenenza.

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In questo mese di gennaio si sono incontrati i leader di imprese e sindacati, è previsto un nuovo incontro, più tecnico, per il 5 febbraio prossimo.