Il salario minimo dei lavoratori dipendenti resta garantito dalla contrattazione collettiva, con regole che mirano a valorizzare i contratti più rappresentativi per le singole categorie e a combattere la proliferazione di contratti pirata, seppur con apertura a differenziazioni territoriali nella contrattazione di secondo livello ed un maggiore contrasto ai mancati rinnovi in tempi ragionevoli. In arrivo, infine, norme più stringenti per i contratti da applicare in appalti e subappalti.
Sono le disposizioni della legge delega sul salario minimo approvata in via definitiva dal Senato. Il Governo ha ora sei mesi di tempo per mettere a punto i decreti legislativi attuativi.
Gli obiettivi della Delega al Governo sulle retribuzioni
Il disegno di legge delega in materia di salario minimo ha il dichiarato obiettivo di garantire il diritto dei lavoratori a un’equa retribuzione come previsto dall’articolo 36 della Costituzione. Non fissa una soglia minima di salario ma prevede che non si possa andare sotto la soglia prevista dai CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro) più rappresentativi per ogni categoria. La legge elenca con precisione le finalità a cui devono tendere i decreti attuativi:
- assicurare ai lavoratori trattamenti retributivi giusti ed equi;
- contrastare il lavoro sottopagato, anche in relazione a specifici modelli organizzativi del lavoro e a specifiche categorie di lavoratori;
- stimolare il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel rispetto dei tempi stabiliti dalle parti sociali, nell’interesse dei lavoratori.
- contrastare il dumping contrattuale, ovvero fenomeni di concorrenza sleale attuati mediante la proliferazione di sistemi contrattuali finalizzati alla riduzione del costo del lavoro e delle tutele dei lavoratori.
Salario minimo in base ai contratti più rappresentativi
Per il lavoro dipendente, la garanzia di equità dei trattamenti economici prevede due passaggi:
- l’individuazione dei contratti più rappresentativi per ogni categoria, prendendoli come riferimento per definire il salario minimo da applicare a tutti i lavoratori della medesima categoria.
- l’estensione a tutti i lavoratori non coperti da contrattazione collettiva dei trattamenti economici così definiti, applicando loro il contratto collettivo nazionale di lavoro della categoria di lavoratori più affine.
Negli appalti e subappalti, ai lavoratori andranno invece riconosciuti trattamenti economici non inferiori a quelli previsti dai contratti nazionali più rappresentativi.
Differenze territoriali nella contrattazione di 2° livello
Per quanto riguarda la contrattazione di secondo livello, possono essere applicate differenziazioni territoriali. Non ci sono però indicazioni su come dovrebbero svilupparsi. La delega si limita a prevedere l’individuazione di strumenti con finalità adattive, per far fronte alle esigenze diversificate derivanti dall’incremento del costo della vita e correlate alla differenza di tale costo su base territoriale.
Rinnovi più veloci
Il Governo è anche chiamato a stimolare i rinnovi contrattuali nei tempi stabiliti, e a prevedere compensazioni per sostenere i lavoratori nei periodi in cui il contratto è in attesa di rinnovo.
Infine, sono previste misure per il rafforzamento dei controlli e delle ispezioni, anche utilizzando e tecnologie per contrastare il lavoro sommerso o irregolare.
Il Ddl sul salario minimo a 10 euro
In Senato è in discussione anche un altro disegno legge sulla stessa materia, che prevede invece un salario minimo a 10 euro l’ora. Il suo iter è però ancora lungo: il testo è stato approvato in Commissione e va ora esaminato dall’Aula per poi passare alla Camera. In questo caso, però, non si tratta di una legge delega ma di un disegno di legge, che entrerebbe in vigore dopo l’approvazione di entrambe le Camere.