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Stipendio CCNL Commercio: tabelle per livello, aumenti e netto

di Anna Fabi

Pubblicato 17 Dicembre 2025
Aggiornato 13 Gennaio 2026 00:12

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Stipendio CCNL Commercio: minimi tabellari per livello, aumenti previsti dal contratto, esempi di netto e calcolo dello stipendio.

Lo stipendio nel contratto Commercio dipende dal livello di inquadramento, dall’orario di lavoro e dagli aumenti contrattuali definiti nei rinnovi. Per l’inquadramento generale del contratto, delle mansioni e delle regole applicative si rimanda alla guida di riferimento sul CCNL Commercio. In questa pagina, invece, vengono riepilogati i minimi tabellari, le dinamiche di aggiornamento e il modo in cui la retribuzione lorda si trasforma in netto.

Minimi tabellari CCNL Commercio per livello

I minimi tabellari rappresentano la base retributiva lorda mensile prevista dal contratto per ciascun livello. A questi importi possono aggiungersi ulteriori voci (superminimi, indennità, premi), ma non possono essere inferiori a quanto stabilito dal CCNL.

Livello Dal 1° novembre 2025
Quadri 2.986,95 €*
I livello 2.507,20 €
II livello 2.236,65 €
III livello 1.985,15 €
IV livello 1.785,00 €
V livello 1.662,00 €
VI livello 1.543,05 €
VII livello 1.399,35 €
Operatore vendita A 1.720,50 €
Operatore vendita B 1.524,55 €

* Importi comprensivi di 260,77 euro di indennità di funzione per i Quadri.

Gli importi indicati fanno riferimento ai valori medi dei minimi contrattuali e possono variare in base all’ultima tranche di rinnovo applicata e alla decorrenza specifica prevista dal contratto.

Quando aumentano per il rinnovo del CCNL

Il rinnovo del CCNL commercio prevede aumenti retributivi già programmati, distribuiti in più tranche nel periodo di validità contrattuale. Questo significa che gli incrementi non arrivano tutti insieme, ma scattano in date precise.

Per ogni livello di inquadramento sono già definiti gli importi degli aumenti futuri, che aggiornano i minimi tabellari.

Mentre nel CCNL Confcommercio gli aumenti previsti dall’ultimo rinnovo sono già stati erogati, per i dipendenti delle aziende aderenti al CCNL Confersercenti le prossime tranche sono:

  • 35,00 euro a partire dal 1° novembre 2026;
  • 40,00 euro a partire dal 1° febbraio 2027.

Va però chiarito un punto spesso trascurato: l’aumento contrattuale incide sempre sul minimo, ma può non tradursi integralmente in un aumento del netto se il lavoratore percepisce un superminimo assorbibile. In questi casi l’incremento serve a consolidare il minimo, senza modificare subito la busta paga.

Aumenti contrattuali: come incidono sullo stipendio

Il CCNL Commercio prevede aumenti retributivi scaglionati, che vengono applicati in più tranche nel corso della durata contrattuale. Questo significa che lo stipendio lordo cresce progressivamente, anche a parità di livello e mansione.

Gli aumenti:

  • sono automatici per tutti i lavoratori inquadrati nel CCNL;
  • non richiedono accordi individuali;
  • incidono sia sulla retribuzione mensile sia sugli istituti collegati (TFR, tredicesima, contributi).

Per questo motivo, quando si confrontano stipendi di anni diversi, è sempre necessario verificare a quale fase del rinnovo contrattuale si fa riferimento.

Quando lo stipendio può essere diverso dal minimo contrattuale

Il minimo tabellare rappresenta una soglia, non un tetto. In molti casi la retribuzione effettiva può essere più alta per effetto di:

  • superminimi individuali o collettivi;
  • premi di risultato;
  • indennità legate alla mansione o all’orario;
  • accordi aziendali di secondo livello.

Per valutare se lo stipendio è coerente con il CCNL applicato, è sempre utile confrontare livello, mansioni svolte e voci di busta paga.

NB: In caso di passaggio a un livello superiore, gli importi eccedenti il minimo restano come assegno ad personam, normalmente non assorbibile.

Cosa c’è nella busta paga del Commercio

Retribuzione oraria e giornaliera

  • divisore giornaliero: 26;
  • divisore orario:
    • 168 ore (40 ore settimanali);
    • 182 ore (42 ore settimanali);
    • 195 ore (45 ore settimanali).

Maggiorazioni per lavoro straordinario

  • straordinario diurno (41-48 ore): +15%;
  • straordinario diurno oltre 48 ore: +20%;
  • straordinario notturno: +50%;
  • straordinario festivo o domenicale: +30%.

Tredicesima, quattordicesima e anzianità

Il CCNL Commercio prevede tredicesima e quattordicesima mensilità e 10 scatti di anzianità ogni tre anni, con importi differenziati in base al livello.

Stipendio lordo e stipendio netto: cosa cambia

Il lordo contrattuale non coincide con quanto viene effettivamente percepito in busta paga. Dallo stipendio lordo vengono infatti trattenuti:

  • contributi previdenziali;
  • IRPEF e addizionali;
  • eventuali trattenute contrattuali.

Il netto in busta paga varia in base a diversi fattori: aliquota fiscale, detrazioni, carichi familiari, regione e comune di residenza, eventuale part-time.

Esempi di stipendio netto nel CCNL Commercio

A titolo indicativo, un lavoratore inquadrato al IV livello con contratto full-time può partire da una retribuzione lorda di circa 1.750 euro mensili, che si traduce in uno stipendio netto indicativo compreso tra 1.250 e 1.350 euro, in assenza di carichi familiari e di voci aggiuntive.

La cifra può variare sensibilmente in presenza di detrazioni, familiari a carico o regimi fiscali specifici. Il calcolo può essere simulato utilizzando il calcolatore gratuito di PMI.it.