Riforma Lavoro: salario minimo, incentivi e benefit

di Redazione PMI.it

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Catalfo in audizione sul Recovery Plan: 11 proposte, detassazione rinnovi e salario minimo, sgravi assunzione giovani e donne, riforma ammortizzatori.

Detassazione rinnovi contrattuali, salario minimo stabilito dai contratti, nuovi sgravi contributivi per potenziare l’occupazione soprattutto di giovani e donne: sono alcune delle proposte che il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha presentato alla Commissione Lavoro della Camera in sede di audizione sul Recovery Plan.

In tutto, il dicastero ha messo a punto 11 interventi da inserire nel piano che viene finanziato con 209 miliardi Ue per la ripresa dopo l’emergenza Coronavirus. , che comprendono anche proposte di politica attiva, nuove forme di contrasto al lavoro sommerso e ulteriori interventi per la salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Salario minimo

La detassazione dei rinnovi contrattuali è strettamente legata al salario minimo. Che non verrebbe stabilito per legge ma nell’ambito della contrattazione collettiva. «Abbiamo pensato a misure che garantiscano una maggiore adeguatezza dei livelli di reddito attraverso l’ancoraggio della detassazione dei rinnovi contrattuali dei Ccnl all’introduzione di un salario minimo orario modulato dalla contrattazione collettiva, nonché mediante il sostegno della contrattazione di secondo livello quale strumento per accrescere la produttività a livello aziendale e riconoscere ai lavoratori benefici contrattuali ed economici come premio per i risultati raggiunti».

In realtà, par di capire, ci sarà anche un minimo fissato per legge, probabilmente parametrato alla media dei contratti più rappresentativi. Il meccanismo prevede che «progressivamente i minimi retributivi, attualmente definiti nei contratti collettivi di primo livello, possano adeguarsi all’importo del salario minimo che sarà individuato dal nostro Paese». Il tutto, in una cornice di potenziamento della contrattazione di secondo livello, ad esempio sul fronte dei premi di risultato e del welfare aziendale.

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Incentivi occupazione

Il costo del lavoro verrà ridotto attraverso sgravi contributivi, non strutturali, ma che stimolino l’occupazione femminile e il lavoro dei giovani. Si tratta di esoneri contributivi sui contratti a tempo indeterminato, sulla scia di quelli già attivati negli ultimi anni. Per quanto riguarda le donne, il Governo punta a favorirne l’ingresso nel mondo del lavoro e la prosecuzione del lavoro al rientro dalla maternità. C’è anche la proposta «introdurre incentivi sul salario di produttività che inducano le imprese ad utilizzare indici di produttività del lavoro gender oriented». Infine, misure di conciliazione lavoro-vita privata.

Annunciato anche «un intervento su part-time ciclico. Allo studio ci sono delle misure di staffetta generazionale o di contratto di solidarietà espansiva, che aiutano i giovani all’inserimento lavorativo e accompagnano in uscita il lavoratore anziano». Obiettivo finale: «ridurre le disuguaglianze che ad oggi caratterizzano il mercato del lavoro italiano, puntando a realizzare un miglioramento quantitativo e qualitativo», ha sottolineato la ministra.

Riforma CIG

In vista, la riforma degli ammortizzatori sociali, un «completa rivisitazione» dell’attuale disciplina «sulla quale è già al lavoro una commissione di cinque esperti». La ratio è quella di semplificare l’attuale normativa, che prevede una molteplicità di strumenti, introducendo un nuovo strumento universale, «coinvolgendo nel meccanismo assicurativo le imprese di tutti i settori produttivi e tutti i lavoratori». Resteranno «le necessarie differenziazioni legate alla dimensione aziendale e alle specificità dei diversi settori produttivi».

Infine, sul fronte della riforma pensioni, dal 2022 saranno previste nuove forme di flessibilità in uscita, per creare una continuità dopo la fine della sperimentazione della quota 100. Confermato che nella prossima Manovra ci saranno le proroghe di APe Sociale e Opzione Donna.

La ministra ricorda che è in corso il negoziato fra Governo e sindacati sulla riforma pensioni, che affronta sia il nodo delle misure da inserire in manovra sia la riforma vera e propria, con interventi «strutturali che potranno essere fatti nel corso del prossimo anno».

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