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CIG per assunti fino al 17 marzo

di Redazione PMI.it

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Decreto Liquidità Imprese estende la platea dei beneficiari di assegno FIS, Cig ordinaria e in deroga, perle quali viene abolita l'imposta di bollo.

La cassa integrazione ordinaria, l’assegno ordinario e la cig in deroga sono previsti anche per i lavoratori assunti dopo il 24 febbraio 2020 purchè entro il successivo 17 marzo: è una delle misure del Decreto Liquidità in vigore dal 9 aprile, che esenta anche dall’imposta di bollo le domande di CIGD con causale Covid 19.

In pratica, il nuovo decreto di misure economiche sull’emergenza Coronavirus allarga il perimetro degli ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti precedentemente previsto dal Cura Italia.

Il riferimento è l’articolo 41 del dl 23/2020 (decreto liquidità imprese), che prevede il diritto alla cassa integrazione ordinaria e all’assegno ordinario – per i dipendenti di datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) – anche «i lavoratori assunti dal 24 febbraio 2020 al 17 marzo 2020». La precedente disposizione li limitava invece a coloro che erano già assunti al 23 febbraio 2020 (comma 8, articolo 19, dl 18/2020).

Si tratta, lo ricordiamo, del trattamento per le imprese  aventi diritto che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza COVID-19, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 e per una durata massima di nove settimane e comunque entro il mese di agosto 2020.

Stesso allargamento di platea per i destinatari della cassa integrazione in deroga, che la precedente normativa (articolo 22 del Cura Italia) riconosceva  solo a coloro che erano già assunti al 23 febbraio scorso. La cassa in deroga spetta alle imprese che non accedono alla cig ordinaria. Le regole per l’ammortizzatore con causale Covid-19 sono le stesse sopra riportate: trattamento per 9 settimane, a partire dal 23 febbraio, entro agosto 2020.

Infine, sempre in relazione alla cig in deroga con causale Coronavirus, c’è un’agevolazione relativa all’esenzione dall’imposta di bollo. La domanda si presenta alle Regioni, il trattamento ordinario si chiede all’INPS. In tutti i casi, è già possibile presentare le relative richieste, con procedure semplificate rispetto a quelle normalmente previste per questo ammortizzatore sociale.

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