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Riforma pensioni, tutte le misure del decreto

di Barbara Weisz

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Proroga APe Sociale e Opzione Donna, blocco aspettative di vita pensioni anticipate e precoci, pace contributiva (riscatto laurea e contributi): non solo Quota 100 nel decreto di riforma pensioni.

Non c’è solo la quota 100 fra le novità di riforma pensioni inserite nel decreto approvato dal Governo giovedì 17 gennaio: fra le altre novità, il blocco delle aspettative di vita per chi va in pensione anticipata, la proroga di APe Sociale e Opzione Donna.

Vediamo una breve panoramica delle misure inserite nel provvedimento (decreto legge “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”.).

=> Quota 100 e Riforma Pensioni 2019: slide del Governo

Blocco aspettative di vita

La norma riguarda i cinque mesi scattati nel 2019, che non si applicano a chi va in pensione anticipata. In pratica, il requisito resta a 42 anni e tre mesi per gli uomini e a 41 anni e tre mesi per le donne. La regola vale per gli iscritti all’INPS, anche in gestione separata. Il blocco funziona fino al 2026.

Attenzione: chi matura il diritto alla pensione anticipata fra il primo gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto (che dipenderà da quando verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale), consegue il diritto alla pensione da aprile 2019. In generale, in materia di decorrenza sono previste finestre trimestrali. Quindi, dal momento in cui si matura il requisito, devono trascorrere tre mesi per percepire l’assegno previdenziale.

Lavoratori precoci

Anche per questa platea di lavoratori è previsto il blocco dei 5 mesi di aspettative di vita, limitatamente agli scatti 2019 e 2021. Quindi, fino al 2023 questi lavoratori andranno in pensione con 41 anni di contributi. Ricordiamo che i lavoratori precoci devono avere almeno un anno di contributi versati entro il compimento dei 19 anni, e appartenere a una delle quattro categorie di aventi diritto previste dalla norma (disoccupati che hanno terminato di percepire il sussidio da almeno tre mesi, caregiver, inabilità al lavoro pari almeno al 74%, mansioni gravose). Anche in questo caso, finestra trimestrale per la decorrenza della pensione.

Opzione Donna

Possono ritirarsi con 35 anni di contributi le lavoratrici che hanno compiuto entro il 31 dicembre 2018 58 anni (se dipendenti), oppure 59 anni (se autonome). Rispetto alla prima bozza vengono, quindi, incluse anche le nate nel 1960.

Anche in questo caso, non si applicano gli scatti delle aspettative di vita.

Sono invece previste, come già in passato, le finestre di uscita, paria 12 e 18 mesi rispettivamente.

APe Sociale

Proroga di anno della misura, che quindi resta valida fino al 31 dicembre 2019. Significa che hanno diritto all’indennità sostitutiva coloro che maturano il requisito entro il 31 dicembre 2019 (la misura era terminata lo scorso 31 dicembre 2018).

La prestazione dura fino  al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia. Requisiti: almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni o 36 anni a seconda dei casi, con un bonus di un anno per ciascun figlio (massimo 2) per le lavoratrici.

Pace contributiva

Novità importanti nell’ambito del riscatto contributi, con nuove opzioni valide per il triennio 2019-2021.

La prima è la possibilità di riscatto della laurea riservata a chi non ha ancora compiuto i 45 anni (lavoratori che rientrano nel sistema contributivo puro) con una riduzione sull’onere di riscatto. La seconda novità riguarda la possibilità di riscattare in modo agevolato fino a cinque anni di periodi, anche non continuativi, non coperti da contribuzione.

Non bisogna avere contributi versati prima del 31 dicembre 1995, non si può essere già titolari di una pensione. L’onere di riscatto può essere diviso in 60 rate. Il 50% dell’onere può essere portato in detrazione, in cinque quote annuali di pari importo.

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