Con un anno di ritardo, entra tecnicamente in vigore la norma in base alla quale diventa possibile dilazionare fino a 60 rate i debiti contributivi previdenziali e assistenziali, come previsto dal Collegato Lavoro 2024: è stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo (DM Economia e Lavoro) con le regole per la dilazione del pagamento dei debiti contributivi. Manca però ancora un passaggio importante: per i requisiti, i criteri e le modalità di pagamento bisognerà attendere i provvedimenti di prassi deliberati dall’INPS e dall’INAIL, in base ai quali saranno poi valutate le domande di rateazione presentate a partire dal trentesimo giorno successivo all’adozione dei due atti.
Per le domande di rateazione già presentate dal 12 gennaio 2025, una volta pubblicate le procedure aggiornate ai nuovi criteri, si potrà richiedere la rideterminazione del piano di dilazione già concordato per debiti per contributi, premi e accessori di legge non affidati per il recupero agli agenti della riscossione, fino al numero massimo di sessanta rate mensili.
Rateazione lunga per i debiti INPS e INAIL
La rateazione quinquennale è disposta dall’articolo 23 del DL 203/2024, in base al quale «l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) possono consentire il pagamento rateale dei debiti per contributi, premi e accessori di legge a essi dovuti, non affidati per il recupero agli agenti della riscossione, fino al numero massimo di 60 rate mensili, nei casi definiti con decreto del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze».
Un’altra disposizione già prevista dal decreto attuativo riguarda la possibilità di transitare da una rateazione in corso a una nuova: anche chi sta attualmente pagamento un debito contributivo, suddiviso in 24 tranche, potrà dunque chiedere di trasformarlo per poter allungare i periodo di restituzione della somma dovuta.
Nuove e vecchie regole a confronto
Attualmente, queste tipologie di debiti si possono pagare con un piano che può arrivare fino ad un massimo di 24 rate. La nuova disposizione, pertanto, prevede una possibilità di diluizione ben più lunga.
La durata del piano dipenderà dall’entità della somma dovuta. Per arrivare a 60 rate, il debito dovrà essere superiore a 500mila euro. Se invece è più basso di questa soglia, il pagamento potrà avvenire in un massimo di 36 rate. In entrambi i casi, bisogna avere come unico requisito la dichiarata temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria al pagamento.
In presenza di un piano di dilazione in corso, come detto, gli istituti possono concedere una seconda dilazione.
Come fare domanda
Il contribuente che vuole dilazionare il pagamento deve presentare domanda all’istituto interessato. Saranno l’INPS e l’INAIL a dover prevedere le regole specifiche per la presentazione delle richieste aggiornando l’attuale procedura, recependo i vari dettagli applicativi della norma primaria e del decreto interministeriale attuativo della misura. Per esempio, dovranno stabilire i criteri in base ai quali si deciderà in quante rate suddividere il piano.
In base al decreto attuativo, per le domande di rateazione presentate a partire dal 12 gennaio 2025 tramite i servizi online dei due istituti, si potrà richiedere entro 30 giorni dalla pubblicazione della nuova procedura la rideterminazione del numero di rate accordate.