Quota 41 Precoci

Rientrano nella definizione di precoci i lavoratori entrati nel mondo del lavoro prima del compimento della maggiore età (almeno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni). Prima della Riforma Fornero raggiungevano i 40 anni di contributi necessari alla pensione con un’età anagrafica anche antecedente i 60 anni, oggi possono accedere alla pensione con Quota 41 (senza requisito anagrafico) se rientrano in una delle categorie di soggetti ammessi all’APe Sociale (disoccupati, caregiver, invalidi, gravosi e usuranti).

Hanno diritto ad un assegno di pensione calcolato con il sistema misto e devono aspettare tre mesi per la decorrenza del trattamento, ma godono del blocco degli scatti legati all’aspettativa di vita fino al 2026.

Su PMI.it trovi tutte le ultime novità e le informazioni utili per i lavoratori precoci e la Quota 41, con le prospettive di riforma pensioni: quando si può andare in pensione, i requisiti minimi necessari, i benefici previsti, le ultimissime novità sulle pensioni.

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Pensione anticipata Quota 41 per i Precoci

Con la pensione di anzianità abolita, i precoci (lavoratori che prima dei 19 anni hanno lavorato per almeno 12 mesi effettivi anche non continuativi, maturando l’anzianità contributiva necessaria al 31 dicembre 1995) possono ricorrere alla cosiddetta Quota 41 (di cui all’articolo 1 co. 199 della Legge di Bilancio 2017) per ottenere particolari agevolazioni in termini di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, in caso di condizioni lavorative ed economiche disagiate. I precoci possono accedere alla Quota 41, a prescindere dall’età anagrafica, a patto di rientrare in una delle categorie con diritto all’APE Sociale.

L’assegno spettante alle pensioni Quota 41 viene calcolato con il sistema misto. Il blocco degli scatti legati all’aspettativa di vita per questa platea di lavoratori è previsto fino al 2026.

Pensione Quota 41: requisiti

I lavoratori precoci iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), alle forme sostitutive o esclusive della medesima, in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva prima del 19° anno di età possono andare in pensioe anticipata con la Quota 41 (fino al 31 dicembre 2026) prescindere dal requisito anagrafico, a patto di rientrare in una delle categorie con diritto all’APe sociale.

Quota 41 anche con cumulo

Il requisito della Quota 41 anni può essere raggiunto con il cumulo dei contributi (legge 24 dicembre 2012, n. 228), ma in questo caso scattano delle differenze in termini di decorrenza del trattamento:

  • i lavoratori che perfezionano i requisiti dal 1° gennaio conseguono il diritto alla decorrenza della pensione decorsi tre mesi dalla maturazione;
  • i lavoratori che maturano i requisiti dal 1° gennaio cumulando i periodi assicurativi, conseguono il diritto alla decorrenza della pensione dal primo giorno del mese successivo all’apertura della finestra.

Beneficiari della Quota 41

Per andare in pensione con la Quota 41, a prescindere dall’età, ai lavoratori precoci vengono infatti richiesti ulteriori requisiti, che limitano l’opzione a quattro categorie di lavoratori:

  1. dipendenti disoccupati a causa di un licenziamento individuale o collettivo, per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano terminato da almeno 3 mesi, la fruizione della NASPI o altra indennità spettante;
  2. caregiver o dipendenti ed autonomi che al momento della domanda, assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 194;
  3. lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, con una percentuale di invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  4. addetti a mansioni usuranti o gravose. Le mansioni faticose che permettono questo specifico pre-pensionamento devono essere state svolte per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa e sono specificate dalla legge 67/2011. Ad esse si aggiungono ulteriori professioni indicate nella Legge di Bilancio 2017.

Pensione Quota 41: riforma 2022-2023

Per quanto riguarda la proposta dei sindacati di una Quota 41 per tutti da inserire nella riforma pensioni 2022-2023, il Governo ha bocciato questa strada. L’unica speranza è l’estensione a nuove categorie svantaggiate come gli addetti a mansioni gravose.

L’estensione 2022 della platea dei beneficiari dell’APE Sociale (vedi il nuovo elenco di mansioni gravose), infatti, ha lasciato fuori i Precoci, la cui platea dei beneficiari è rimasta invariata.

Nessuna novità è intervenuta dunque per il 2022 nell’ambito della Manovra economica, mentre si attendono eventuali aperture per i beneficiari dai 2023.

Pensione Precoci a Quota 41: come e quando fare domanda

Per accedere alla pensione anticipata dei lavoratori precoci, è necessario presentare domanda di riconoscimento del diritto entro il 1° marzo di ogni anno. Eventuali domande tardive, presentate comunque non oltre il 30 novembre, sono prese in considerazione in caso di risorse finanziarie residue. In caso di esito positivo, si potrà presentare la domanda di pensione anticipata online sul sito INPS, tramite Contact Center o rivolgendosi ai Patronati.

Tra maturazione del diritto e decorrenza pensione deve passare una finestra di almeno tre mesi.

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