Speciale Riscatto Laurea

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La possibilità di riscattare gli anni di studio universitari ai fini pensionistici, il cosiddetto riscatto della laurea, consente di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro e di aumentare il numero di contributi, così da ottenere un assegno più alto. Su PMI.it trovi tutto quello che devi sapere sul riscatto della laurea ai fini pensionistici: le novità nella Legge di Bilancio e nei successivi provvedimenti, differenze con il vecchio metodo e le agevolazioni previste dal 2019.

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Quando e a chi conviene riscattare i propri anni di studio superiori: requisiti e come fare domanda, guida al calcolo, simulazioni ed esempi di riscatto laurea.

Tutte le ultime notizie al riguardo e le decisioni finali del Governo.

Calcolo del riscatto di laurea

Su PMI.it è anche disponibile un tool gratuito per calcolare online il riscatto della Laurea dopo le novità introdotte con Quota 100 e per sapere se conviene o meno versare i contributi relativi agli anni dedicati allo studio e avvicinarti alla pensione, anche confrontando il nuovo riscatto agevolato con il vecchio riscatto ordinario.

Riscatto di laurea ordinario

Il riscatto degli anni di laurea è a titolo oneroso e, almeno con il normale riscatto della laurea, i periodi riconosciuti sono validi anche per il calcolo della pensione, quindi, il costo dell’operazione viene ammortizzato con l’assegno previdenziale (per questo scopo può risultare conveniente investire in un fondo pensione).

Possono essere riscattati solo i periodi corrispondenti alla durata legale del corso di laurea (o una sua parte), compresi i dottorati di ricerca, i diplomi di specializzazione post laurea ed i titoli di studio equiparati a seguito dei quali sia stata conseguita la laurea o i diplomi previsti dall’articolo 1, della legge 341/1990. Possono essere riscattati anche i titoli conseguiti all’estero, se hanno valore legale in Italia.

Gli oneri di riscatto versati sono deducibili dal reddito (comma 5-bis dell’articolo 2 dlgs 184/1997). Nel caso in cui riguardino una persone fiscalmente a carico, si applica invece la detrazione al 19%.

Riscatto di laurea agevolato

La nuova facoltà di riscatto agevolato, ai fini previdenziali, dei periodi non coperti da contribuzione è stata introdotta in via sperimentale dall’articolo 20 del Decreto-legge n. 4/2019 recante “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”. La legge di conversione n. 26/2019, ha eliminato la soglia dell’età anagrafica dei 45 anni per essere ammessi alle nuove modalità di calcolo, a condizione che siano soddisfatti gli ulteriori requisiti richiesti dalla normativa: non aver maturato alcuna contribuzione prima del 31 dicembre 1995 e di non essere titolari di pensione.

Il riscatto agevolato previsto dal dl 4/2019 non deve necessariamente riguardare periodi di studio successivi al 1995. Il riscatto agevolato della laurea può essere utilizzato per valorizzare ai fini previdenziali anche periodi antecedenti al 1996, se il lavoratore sceglie il calcolo interamente contributivo della pensione. Lo ha precisato la circolare INPS 6/2020.

Il riscatto di laurea agevolato prevede uno sconto sull’importo dovuto per il riscatto della laurea. Il costo del riscatto agevolato degli anni di università ha un ammontare uguale per tutti: 5.241,30 euro per ogni anno riscattato, con uno sconto medio, rispetto al riscatto tradizionale, di quasi il 60% dell’onere (il risparmio dipende in realtà dall’ammontare dell’attuale retribuzione). In pratica, prevede la possibilità di effettuare l’operazione con le stesse regole di chi è ancora inoccupato.

Si tratta ovviamente di un’opzione facoltativa, i potenziali beneficiari possono scegliere ancora anche il riscatto ordinario. Inoltre, si possono riscattare anche soltanto alcuni periodi e non tutto il corso di studi. Con il riscatto agevolato gli anni riscattati sono conteggiati solo per raggiungere il requisito contributivo ma non vengono valorizzati per far crescere l’importo dell’assegno.

Le domande di riscatto di laurea agevolato possono riguardare solo il corso legale universitario di studi (non i periodi fuori corso), a patto che l’interessato abbia conseguito il titolo di studio, e devono essere presentate con le stesse modalità previste per il normale riscatto di laurea e dei periodi non lavorati.

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